Ultimo aggiornamento il 22 Gennaio 2020 alle 12:37
Il virus cinese inizia a fare paura, il contagio esteso anche alle Borse
Il sindaco del paese dove si è registrato il "paziente zero" ha annullato i festeggiamenti del capodanno. Primo caso a Hong Kong. Mercati in timida ripresa dopo il tonfo di ieri
Il virus cinese inizia a fare davvero paura. Ancora una volta l’Occidente tiene sotto controllo quanto sta avvenendo nel Paese che, negli ultimi anni, è stato focolaio delle epidemie più virulente, con la certezza che, ancora una volta, le autorità di Pechino stanno lasciando trapelare le informazioni col contagocce. Ma il contagio è arrivato anche ai mercati, che nella giornata di ieri hanno avuto una inflessione significativa, mentre oggi tentano la ripresa.
Basta vedere come si è conclusa la giornata di ieri per avere una foto di come il virus stia facendo paura a determinati settori economici con propaggini mondiali. Da un lato abbiamo il tonfo di Hong Kong – che ha perso quasi il 3% – ed era già debilitata dalle preoccupazioni legate alle proteste di piazza. I primi titoli a soffrire dei timori legati a una eventuale pandemia sono stati quelli delle compagnie aeree e, più generalmente, del settore turistico. Nel Vecchio Continente la peggiore è stata proprio Piazza Affari, che ha lasciato sul terreno oltre l’1,3% penalizzata dal comparto del lusso, che con l’Asia fa ottimi affari (Ferragamo ha perso il 2,8%, Moncler il 2,3%). Leggero rimbalzo invece in apertura di seduta odierna con listini attorno alla parità.
Ma c’è anche chi si sfrega le mani. A seguito degli annunci on line di avere a disposizione kit per la diagnosi fai da te, aziende come An Gene Company, Xilong Scientific Company e Shanghai Kehua Bio-Engineering Company hanno registrato balzi a doppia cifra sul mercato. Bene anche i profitti per le società che vendono mascherine, che in Cina per la verità si vendono tutto l’anno, dato il problema dello smog.
Non diminuisce invece l’allarme in Cina. Secondo le ultime agenzie battute, il sindaco di Wuhan, dove avrebbe avuto origine l’epidemia, starebbe approntando un cordone sanitario: nessuno potrà lasciare la città e nessuno potrà uscire. Almeno sulla carta, dato che difficilmente si riuscirà a chiudere una città da 12 milioni di abitanti. Per il momento ha annullato le celebrazioni per l’inizio dell’Anno del Topo e invitato la popolazione a non lasciare il comune. Più facile, invece, chiudere i confini nazionali e infatti la Corea del Nord starebbe valutando questa opzione dopo la notizia di un primo caso a Hong Kong: l’uomo,ora in ospedale, era arrivato proprio da Wuhan con un treno ad alta velocità.
Episodi anche anche in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e a Taiwan. Ma il virus avrebbe attraversato ormai l’oceano e sarebbe arrivato negli USA, dove sembrerebbe esserci un contagiato. Parallelamente, è stato smentito il caso australiano. Oggi, intanto, si riunirà l’Organizzazione Mondiale della Sanità in seduta d’emergenza per elaborare le controffensive necessarie ad arginare eventuali pandemie.