Coronavirus, altro duro colpo a Milano: slitta il Salone del Mobile

Ultimo aggiornamento il 25 febbraio 2020 alle 21:43

Coronavirus, altro duro colpo a Milano: slitta il Salone del Mobile

Ad annunciarlo il sindaco della città, Giuseppe Sala. La fiera, tra le più importanti in Europa, si terrà a giugno

Sul sito del Salone del Mobile campeggia ancora la vecchia data (21-26 aprile), ma da circa un’ora è stato invece ufficializzato ciò che negli ultimi giorni in molti temevano: anche quella fiera non si farà. Ma, come ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si tratta solo di un “arrivederci”, non di un “addio”. Tutto è stato infatti posticipato dal 16 al 21 giugno.

Perché il Salone del Mobile è stato posticipato

Il motivo è ovvio: rispondere a una esigenza di tutela della salute pubblica nel pieno dell’emergenza Coronavirus. La decisione è stata presa nel pomeriggio di oggi, durante un cda di Federlegno Arredo Eventi. Lo scorso anno, l’edizione dei record del Salone del Mobile si era conclusa vantando la presenza di oltre 386mila visitatori da 181 Paesi diversi. Senza contare gli oltre 1000 eventi del Fuorisalone, l’esposizione aperta a tutti che anima e colora i quartieri di Milano.

E quest’anno l’evento promette di essere ancora più ricco, con oltre 2200 espositori già prenotati. Attualmente, per i motivi noti a tutti, è invece preferibile evitare simili afflussi e, in più, c’era il rischio che le defezioni estere ne mettessero a rischio la riuscita.

La vecchia data campeggia ancora sul sito del Salone del Mobile

Tutto rinviato causa Coronavirus, insomma. Ma Milano al Salone del Mobile non può e non vuole rinunciare. Del resto secondo gli ultimi dati disponibili l’evento, nato nel 1961, genera un indotto che oltrepassa i 270 milioni di euro dei quali beneficiano, in massima parte, gli albergatori del capoluogo lombardo e dintorni. Il 90% delle presenze arriva dall’estero solo per scorgere le ultime novità in tema di design. Non deve stupire: come ribadisce il rapporto Design Economy 2018 di Fondazione Symbola, Milano è la capitale incontrastata del settore: «È qui», si legge, «che ha sede un quarto delle imprese e delle scuole di design come il fondo Galileo che ha acquisito da poco Marangoni, NABA e DOMUS, o la Raffles grande gruppo di Singapore con 26 college in tutta l’Asia, che nella città meneghina ha aperto la sua prima scuola europea. È sempre a Milano che troviamo la Triennale, modello e punto di riferimento – insieme alla Biennale di Venezia – per le oltre 250 Biennali e Triennali sparse nel mondo; l’Adi, promotrice, tra le varie attività, del prestigioso Premio Compasso d’Oro».

Foto del Fuori Salone

© Salone del Mobile

Come ha detto il sindaco Giuseppe Sala proprio alla presentazione del Salone del Mobile 2019, «il settore del design rappresenta il 10% del Pil italiano e raccoglie il 30% degli investimenti stranieri». Insomma, un evento cruciale tanto per Milano quanto per il resto della Lombardia e dell’Italia. E si spera che l’isteria da Coronavirus non lo intacchi troppo.

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