Cura Italia, 600 euro a chi ha partita IVA. Cosa si sa finora

Ultimo aggiornamento il 17 marzo 2020 alle 16:08

Cura Italia, 600 euro a chi ha partita IVA. Cosa si sa finora

Nella bozza di decreto si è parlato anche di indennità per liberi professionisti. Quattro domande ad Andrea Arrigo Panato, dottore commercialista

Il Decreto Cura Italia approvato poche ore fa dal Consiglio dei Ministri contiene numerose novità che riguardano il mondo dell’impresa e del lavoro. L’emergenza coronavirus proietta l’Europa e il mondo verso una nuova recessione . Tra le decine di articoli di legge di cui si sta parlando, quello riguardante i titolari di partita IVA continua a far discutere:  500 prima e ora 600 euro da destinare ai professionisti. Sì, ma quali? Questa somma, come si legge nella bozza del decreto, sarebbe da dare “ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data e iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, agli operai agricoli a tempo determinato e ai lavoratori dello spettacolo”. Non vi è ancora chiaro? StartupItalia ha intervistato Andrea Arrigo Panato, dottore commercialista, per tentare di far chiarezza.

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Cosa dice il Decreto Cura Italia su chi ha partita IVA?

«Stiamo leggendo bozze da venerdì scorso – ha risposto Panato – e ancora non abbiamo un testo definitivo del Decreto. Questo è un aspetto da sottolineare. All’inizio si è parlato di una somma di 500 euro, poi fatta alzare a 600 euro. Quel che mi sento di dire è che il legislatore avrebbe dovuto essere molto più chiaro sul fronte di chi ha partita IVA».

Chi avrà i 600 euro e chi invece no?

«Stando all’articolo 26 della bozza del decreto, avranno accesso a questa indennità i liberi professionisti e partite IVA a collaborazione continuata e continuativa, dunque gli iscritti INPS alla gestione separata. In tutto questo – ha precisato Panato – non rientra chi appartiene a un ordine professionale come avvocati, commercialisti, architetti e giornalisti. Per questi ultimi si è parlato soltanto di un eventuale fondo di reddito di ultima istanza che dovrebbe esser aperto».

Come si potrà avere l’indennità di 600 euro?

«Questo è un altro aspetto che andrà capito – ha risposto Panato – perché serviranno circolari e dovranno essere pubblicate più velocemente possibile. Se per aver 600 euro bisogna faticare settimane non si fa altro che disincentivare. Ad oggi non sappiamo quanto e se sarà complicato accedere a quella somma».

È stato fatto abbastanza per i liberi professionisti?

«Non sono particolarmente entusiasta di misure che, come in questa bozza di decreto, riguardano l’intero territorio e qualunque categoria. Avrebbe avuto più senso dare importi più seri, ma indirizzarli alle zone e alle filiere più colpite. L’appello che faccio è quello di non rallentare i pagamenti alle startup e alle partite IVA, perché si tratta di strutture finanziariamente fragili.».

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