Coronavirus | Parla Draghi: più debito e liquidità come in guerra

Ultimo aggiornamento il 26 marzo 2020 alle 9:34

Coronavirus | Parla Draghi: più debito e liquidità come in guerra

«Costi irreversibili se l'Europa esita». L'ex numero uno della BCE ha pubblicato un articolo sul Financial Times

«La pandemia di coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche». Questo è l’attacco dell’articolo scritto dall’ex Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, pubblicato sul Financial Times. Il predecessore di Christine Lagarde ha espresso tutta la propria preoccupazione per la stabilità economica degli Stati, suggerendo come unica soluzione quella di fare più debito e di immettere liquidità nel sistema. «È già chiaro che la risposta al coronavirus deve comportare un aumento significativo del debito pubblico», ha scritto l’ex Governatore della Banca d’Italia. Il contributo di Mario Draghi arriva nei giorni in cui si continua a discutere di MES e di sostegno da parte dell’Unione Europea agli Stati membri.

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Sergio Mattarella e Mario Draghi

© Quirinale

Draghi: più debito, whatever it takes

Secondo quanto ha scritto Mario Draghi sul Financial Times «livelli di debito pubblico molto più elevati diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato». A un mese dallo scoppio dell’epidemia – poi diventata pandemia – in Europa, l’ex numero uno della BCE ha spiegato perché quella con cui deve confrontarsi l’Europa è come una guerra. «I conflitti sono stati finanziati grazie a un aumento del debito pubblico». Dopo esser passato alla storia per aver salvato l’euro (dunque l’Europa) grazie al programma di acquisto di titoli di Stato – il Quantitative Easing – Draghi viene sempre più spesso indicato come un nome papabile per guidare l’Italia in futuro.

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La priorità secondo Mario Draghi, oltre naturalmente alla salute, è quella dell’occupazione. «Dobbiamo innanzitutto proteggere le persone dal rischio di perdere il lavoro. Se non lo faremo, usciremo da questa crisi indeboliti». Ecco perché l’ex Presidente della BCE si rivolge alle banche, chiedendo loro di concedere prestiti agevolati a tutte quelle imprese che stanno lottando per non dover licenziare i propri dipendenti. Tra i campioni dell’europeismo, elogiato tanto in patria quanto all’estero, Draghi è convinto che l’Unione Europea sia attrezzata per reagire a queste circostanze. Ma, avverte, «esitare potrebbe comportare costi irreversibili».

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