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Via WhatsApp documento falso sulla Fase 2 in Lombardia

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Via WhatsApp documento falso sulla Fase 2 in Lombardia

Rimbalza da uno smartphone all’altro un PDF che riporta la data di riapertura di attività economiche e servizi di varia natura. Non giratelo ai vostri conoscenti: è un falso

Rimbalza da uno smartphone all’altro un PDF che riporta la data di riapertura di attività economiche e servizi di varia natura. Non giratelo ai vostri conoscenti: è un falso

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Ha iniziato a circolare nelle ultime ore, via WhatsApp, un documento falso apparentemente riconducibile a Regione Lombardia, che sembra raccogliere proposte per la Fase 2 e la Fase 3. Il PDF, simile per grafica e linguaggi alle controparti originali (a eccezione di qualche refuso, forse voluto, come “accessi scoglionati”), riporta senza dubbio diverse informazioni capaci di allarmare i destinatari e, in particolar modo, chi ha una attività economica. Ma, nel caso lo doveste ricevere, prima di girarlo ai vostri contatti, fate una ricerca su Google (è sufficiente ricercare il numero di documento – DOC N°: 02060901090902EP) per scoprire che è fasullo.

Cosa dice il documento falso

Aiutate le autorità a contenere la propagazione di questo documento che riporta indicazioni in grado di creare il panico. Per esempio, si legge: “4 maggio – Vietati gli spostamenti tra regioni”. In una regione come la Lombardia, ad alto tasso di fuori sede e pendolari che scalpitano per rientrare, questa notizia, riportata maliziosamente in cima al PDF per essere letta anche dai distratti, è già di per sé sufficiente a far salire le palpitazioni. Anche perché il divieto cesserebbe solo il 5 ottobre prossimo. Ma, lo ripetiamo, si tratta di un documento falso.

Proseguendo nella lettura dell’atto fasullo, si vede che individua nella data del 1° Settembre 2020 la riapertura degli aeroporti di Linate [accordo con S.E.A. S.p.A.] e Milano-Bergamo Orio al Serio. Soltanto il 14 Settembre 2020 si avrebbe invece la riapertura delle scuole primarie di secondo grado e delle scuole secondarie, assieme alle Università con divisione turni e lezioni online. Niente “attività artistiche, d’intrattenimento e divertimento, sale cinema e teatri” fino al primo febbraio 2021, così come niente passeggiate di piacere per anziani e soggetti a rischio per altri 11 mesi. Le palestre, per il documento falso, riaprirebbero solo l’8 marzo prossimo, quando cioè sarebbero già fallite tutte.

È una fake news: attenzione ai dettagli

Ci sono diversi elementi che ci suggeriscono che si tratta di una fake news: anzitutto, come detto, un refuso grossolano sul participio passato “scaglionati”, che diventa ironicamente altro: questa potrebbe essere la firma lasciata da un autore che comunica di essere piuttosto stanco di questa situazione emergenziale. In secondo luogo, si legge: “31 Giugno 2020: Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere, Servizi degli istituti di bellezza, Servizi di manicure e pedicure, acconciatori ed estetica”, ma chi segue da vicino le indicazioni degli esperti sa che queste attività dovrebbero essere le ultime ad aprire, non le prime. Anche un’altra voce appare insensata: “15 Marzo 2021: Coltivazioni intensive di massa agricole e produzioni animali e vegetali biologiche, caccia collettiva e allevamenti animali ad alta presenza umana”. Tuttavia, le attività all’aperto sono le meno rischiose. In calce all’ultima pagina poi si legge: “DIRETTIVE REG. EX. 445 – 1 LUGLIO 2021”, ma la norma cui fa riferimento non può esistere, se porta la data del 2021.

La dura replica di Regione Lombardia

Il documento falso è stato portato all’attenzione della Regione, che ha già annunciato che procederà denunciando il fatto alle autorità competenti. “Regione Lombardia comunica che sporgerà denuncia contro ignoti alla Polizia postale per far chiarezza in merito al falso documento relativo a fantomatiche decisioni che Regione avrebbe assunto in tema di aperture e restrizioni relative alla diffusione del Coronavirus“. Lo comunica in una Nota Regione Lombardia definendo l’azione “vergognosa e gravissima”.

 


Ecco, ci permettiamo di aggiungere che se era uno scherzo, non fa ridere proprio nessuno. Anzitutto perché arriva in un periodo storico drammatico, in cui i nervi di tutti sono messi a dura prova. Secondariamente perché gioca sulle speranze di tantissima gente e, in particolar modo, di coloro che hanno una attività economica, un mutuo da pagare, dipendenti da stipendiare e attendono con ansia di poter sapere quando potranno tirare su la serranda. Illudere o, viceversa, spaventare queste persone è criminale. Per questo ci auguriamo che la Polizia postale sia in grado di risalire all’autore di questo insano e stupido gesto.