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Coronacrisis | Fase 2, così cambieranno i trasporti (bus, metro, tram). Le ipotesi

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Coronacrisis | Fase 2, così cambieranno i trasporti (bus, metro, tram). Le ipotesi

Si salirà scaglionati, niente posti in piedi, disposizione a scacchiera e termoscanner prima di entrare in metro

Si salirà scaglionati, niente posti in piedi, disposizione a scacchiera e termoscanner prima di entrare in metro

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Persino una città frenetica come Milano, dal trasporto pubblico locale “svizzero”, potrebbe subire duri contraccolpi dalla Fase 2, se le regole assai restrittive attualmente allo studio della task force governativa fossero confermate. Impossibile immaginarsi cosa potrebbe accadere altrove, in altre zone d’Italia, dove metro e bus non funzionano con la medesima regolarità. Per questo si tenterà di fare combaciare le nuove misure con la necessità di azzerare le ore di punta, evitare che migliaia di cittadini si riversino sui mezzi nello stesso momento, anche a costo di spalmare la settimana lavorativa su tutti i 7 giorni. Insomma, in strada dovrà esserci molta meno gente e i trasporti della Fase 2 potrebbero funzionare così…

La Fase 2 su bus e tram

Per quanto riguarda i mezzi di superficie, si sta studiando il modo di prendere a bordo esclusivamente chi potrà sedersi, osservando la distanza di sicurezza garantita che porterà le aziende a eliminare i sedili vicini. Una disposizione a scacchiera, insomma. La stessa che troveremo anche sui treni regionali, intercity e a lunga percorrenza.

Comuni e aziende dovranno studiare le modalità: chi dispone di un maggior numero di dipendenti potrebbe predisporre un controllore per ogni corsa che accerti, oltre alla regolarità del titolo di viaggio, anche che entrino esclusivamente i passeggeri che potranno sedersi, perché non saranno ammessi posti in piedi. Le aziende che non hanno molto personale, potrebbero imporre il rigido rispetto di alcune regole: si sale solo dalla porta anteriore, così da permettere all’autista di contare i passeggeri e si scende da quelle posteriori, evitando contatti tra chi sale e chi scende.

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Bisognerà sciogliere diversi nodi: saranno ammessi passeggeri con passeggino che rischiano di creare assembramenti? Come evitare che il collo di bottiglia degli ingressi scaglionati crei lunghe file – e quindi possibilità di contagio – alle pensiline?

In arrivo alla metro i termoscanner

La novità più importante per chi prende la metro e che riguarderà, con ogni probabilità, anche i treni (per lo meno a Milano quelli del passante ferroviario), sarà l’obbligo di farsi misurare la febbre al tornello. Anche qui, il personale dovrebbe accertarsi che entrino solo le persone che potranno sedersi, rispettando le misure di sicurezza sul distanziamento valide per bus e metro.

La sala di controllo dell'ATM, l'azienda di trasporti di Milano

Non solo: allo studio la possibilità di tracciare sul pavimento percorsi da seguire, così da evitare la ressa e riquadri in cui ciascuno dovrà sostare alla banchina in attesa della metro per non fare assembramenti. Anche qui resta da sciogliere il nodo di come evitare la ressa ai tornelli.

Le criticità

Chiunque prenda regolarmente i mezzi pubblici, intuirà come questi provvedimenti scricchiolino già su carta e sembrino destinati a intoppare l’intero servizio pubblico locale una volta che saranno applicati. Per questo, sarà essenziale che la Fase 2 si apra con un potenziamento delle linee urbane (più mezzi, più corse, più personale) e con meno gente possibile in strada, continuando a far valere l’obbligatorietà dello smart working.

C’è poi un profilo economico non di poco conto, da tenere in considerazione: la Fase 1, ovvero la quarantena, ha danneggiato enormemente i bilanci delle aziende del trasporto pubblico, molte delle quali navigavano già in cattive acque ben prima dello scoppio della pandemia. Nella Fase 2 lo Stato imporrà loro di aumentare uomini, mezzi e corse, rischiando di far saltare i conti anche delle realtà in salute. Pertanto, per evitare che i contraccolpi si avvertano nella Fase 3, quando cioè l’Italia dovrà tornare in piena attività e competitiva con il resto del mondo, occorreranno lauti finanziamenti del Tesoro per risanare la mobilità pubblica urbana, che è anche quella del futuro.

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I rimborsi dei titoli di viaggio mai usati

Infine, c’è i il tema non secondario dei rimborsi dei titoli di viaggio scaduti e mai usati a causa del lock down. Parliamo quindi di abbonamenti mensili, settimanali (iniziati e mai finiti) e magari della possibilità di ottenere sconti su quelli annuali. In merito, l’azienda milanese ATM ha comunicato: “Stiamo studiando le formule di rimborso secondo le diverse e numerose casistiche. Non appena saranno definite, le comunicheremo sul nostro sito web, sull’app e sugli altri canali di informazioni, insieme a tutte le modalità per richiederle. L’emergenza sanitaria sta purtroppo incidendo anche sui processi di lavoro dei nostri uffici, con inevitabili tempi di gestione più lunghi, ma il nostro personale è al lavoro con tutto l’impegno possibile. Grazie per la pazienza e la comprensione”.