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Coronacrisis | Dieci date storiche: dal 21 febbraio al 4 maggio

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Coronacrisis | Dieci date storiche: dal 21 febbraio al 4 maggio

I momenti cruciali della Fase 1: le scuole che chiudono, il Papa in una Piazza San Pietro vuota, il crollo di Piazza Affari

I momenti cruciali della Fase 1: le scuole che chiudono, il Papa in una Piazza San Pietro vuota, il crollo di Piazza Affari

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Sono più di due mesi che l’Italia fa i conti con il coronavirus. Venerdì 21 febbraio il Paese viveva le ultime ore di normalità, con le città trafficate, gli uffici al lavoro, le scuole aperte, i ristoranti pieni, i mezzi pubblici affollati, il calcio. Quel giorno viene battuta la notizia della prima persona contagiata a Codogno, Mattia: è la prima tessera di un domino che continua a cadere. Lunedì 4 maggio sarà il primo giorno dopo la fine del lungo lockdown che ha paralizzato il paese, ma non sarà la fine dell’emergenza. In attesa di capire come vivremo nella Fase 2 ecco quali sono state le date e i momenti della Fase 1 che passeranno alla storia.

Fonte: profilo Twitter Palazzo Chigi

21 febbraio: Codogno

Codogno è stata più volte definita la Wuhan d’Italia. Il piccolo comune della bassa lodigiana, mezz’ora di treno da Milano, è l’epicentro di un terremoto sanitario che ha provocato migliaia di morti in Lombardia e nel resto del Paese. Il 21 febbraio il premier Conte è a Bruxelles per un incontro del Consiglio Europeo sul negoziato del Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea. Il ministro della Salute, Roberto Speranza fa una delle prime dichiarazioni sull’emergenza Covid 19: «L’Italia è pronta, avevamo preparato un piano perché era evidente che quanto accaduto poteva accadere».

23 febbraio: chiudono le scuole

Arriva di domenica, il 23 febbraio, uno dei primi provvedimenti del Governo per contrastare un contagio che aumenta di ora in ora, soprattutto in Lombardia e in Veneto. Il Ministero dell’Istruzione comunica che i viaggi di istruzione in Italia e all’estero sono sospesi. Per il momento chiudono gli istituti in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Il 4 marzo la comunicazione ufficiale: le scuole restano chiuse fino al 15 aprile, termine che sarà poi prorogato.

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11 marzo: l’Italia chiude

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla Nazione. Quel giorno il numero dei contagi sfiora gli 11mila. «Stiamo dando prova di grande vigore e resistenza – dice il premier – Domani ci guarderanno e ci ammireranno ancora di più, ci prenderanno come un esempio positivo». Intanto l’Europa e il mondo assistono preoccupati all’evolversi della situazione lungo la penisola.

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Giuseppe Conte

© Palazzo Chigi

12 marzo: il giorno più nero per Piazza Affari

La questione non riguarda soltanto l’Italia. L’Unione Europea, la Commissione e tutte le altre istituzioni serrano i ranghi per trasmettere unità soprattutto ai paesi più colpiti dal Covid 19, Italia in testa. Quel giorno la Presidente della BCE, Christine Lagarde, si esprime così durante una conferenza stampa. «Non siamo qui per fare abbassare lo spread». I mercati impazziscono: panico sui listini. Piazza Affari quel giorno perde quasi il 17%, la peggior seduta della storia, lo spread supere i 260. Numeri simili superano per gravità gli choc dell’11 settembre e  della Brexit. Tra tutte le date nere dell’economia italiana, il 12 marzo ha già il primato.

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18 marzo: le bare di Bergamo

Nella geografia del coronavirus Bergamo è tra le città con più ferite e morti. Tra le date del 18 e 19 marzo commuovono e lasciano sgomenti le immagini scattate in città, con una lunga colonna di mezzi militari che trasportano decine di bare. Non c’è più posto nella camera mortuaria del cimitero.

25 marzo: parla Mario Draghi

L’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, scrive un articolo per il Financial Times in cui invoca un cambiamento radicale da parte della politica. «Costi irreversibili se l’Europa esita – argomenta – È già chiaro che la risposta al coronavirus deve comportare un aumento significativo del debito pubblico». Tutte le vecchie regole di bilancio sono inadeguate per i tempi attuali: le guerre si vincono senza preoccuparsi del debito.

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27 marzo: Piazza San Pietro vuota

La Pasqua si avvicina e tutti sanno che non sarà uguale a nessuna delle tante vissute prima. Tutti staranno in casa. Diverse le parrocchie che si sono attrezzate con messe in streaming per adeguarsi ai nuovi tempi. Il 27 marzo è un venerdì di Quaresima e Papa Francesco parla da una Piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia per una benedizione Urbi et Orbi. Per i fedeli e i cittadini di tutto il mondo rappresenterà uno dei momenti più toccanti di questo 2020.

16 aprile: l’Europa chiede scusa

Dopo alcuni scivoloni sulla stampa, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, chiede scusa all’Italia a nome di tutta Europa. Da settimane il paese fa i conti con morti e contagi in aumento, ospedali che sembrano trincee e l’economia è bloccata. «L’Ue – dichiara – ora deve presentare una scusa sentita all’Italia, e lo fa. Ma le scuse valgono solo se si cambia comportamento. C’è voluto molto tempo perché tutti capissero che dobbiamo proteggerci a vicenda. Ma ora Ue è il cuore pulsante dell’Ue». Il dibattito sulla solidarietà europea è appena cominciato.

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17 aprile: il costo del lockdown

Sono tante le date che ci ricorderemo di questo drammatico periodo. Ma il 17 aprile è una di quelle che porta con sè un altro numero tremendo per l’economia italiana: ogni settimana di lockdown – ovvero di chiusura forzata – costa al paese qualcosa come lo 0,5% del PIL. Pochi giorni dopo, il 21 aprile, l’Ufficio parlamentare di bilancio completa il quadro: nel primo semestre del 2020 il crollo del Prodotto Interno Lordo italiano sarà del 15%.

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© Regione Lombardia

4 maggio: cosa succederà?

Il 4 maggio scatta la Fase 2 e forse di tutte le date questa è quella che ci ricorderemo di meno. L’emergenza coronavirus continuerà nei mesi a venire e la nuova normalità investirà ogni aspetto della vita di ciascuno.

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