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1° maggio, Mattarella: “Si ricostruisca l’Italia iniziando dal lavoro”

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1° maggio, Mattarella: “Si ricostruisca l’Italia iniziando dal lavoro”

“Il ruolo degli imprenditori, piccoli e medi, lavoratori autonomi e grandi imprese, appare centrale, assieme a quello della ricerca, in questo processo di riprogettazione”

“Il ruolo degli imprenditori, piccoli e medi, lavoratori autonomi e grandi imprese, appare centrale, assieme a quello della ricerca, in questo processo di riprogettazione”

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“Oggi, mentre celebriamo in modo così diverso dal consueto questo Primo maggio, non possiamo non riconoscere gli importanti traguardi di giustizia sociale conseguiti attraverso le battaglie dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali, efficaci strumenti di progresso ed eguaglianza”. Così il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo messaggio per la Festa del primo maggio. Festa che quest’anno rappresenta, come il 25 aprile scorso, più che motivo di svago occasione per la riflessione e per la ricerca di quei valori che saranno indispensabili nella delicata fase della ricostruzione post pandemica.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Cosa ha detto Mattarella

“Non può esservi e non vi è contrapposizione tra sicurezza, salute e lavoro”. Il presidente della Repubblica lambisce le polemiche delle ultime ore, indirizzate al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da buona parte del tessuto produttivo prima (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, ecc…) e anche dai partiti della stessa coalizione di governo poi. E lo fa ricordando come non siano diritti ed esigenze in alcun modo contrapponibili. Polemiche pretestuose, insomma.

Ricostruire il Paese dal lavoro

“A partire dal lavoro – ha spiegato Mattarella – si deve ridisegnare il modo di essere di un Paese maturo e forte come l’Italia. La fabbrica, i luoghi di lavoro, hanno orientato e plasmato i modi di vivere nei nostri borghi e nelle nostre città, e l’opera stessa delle istituzioni chiamate ad assicurare la realizzazione della solidarietà politica, economica e sociale prevista dalla Costituzione. La battuta d’arresto che abbiamo subìto spinge ad accelerare la strada verso un cambiamento che sappia valorizzare e non subire fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione dell’economia, con scelte lungimiranti, cui possono con efficacia contribuire le importanti decisioni già assunte e in corso di definizione da parte dell’Unione Europea”.

Il ruolo centrale degli imprenditori

“Molto – ha aggiunto il Capo dello Stato – cambierà nella vita delle nostre società. Questo cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusioni ma sia l’occasione, al contrario, per affrontare efficacemente ritardi antichi come quelli del lavoro per i giovani e le donne, particolarmente acuti nelle aree del Mezzogiorno. Come il lavoro in nero o irregolare, da fare emergere per esigenza di giustizia e contro l’insopportabile sfruttamento. Il ruolo degli imprenditori, piccoli e medi, lavoratori autonomi e grandi imprese, appare centrale, assieme a quello della ricerca, in questo processo di riprogettazione delle filiere produttive e distributive”.

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Il ringraziamento a chi è in prima linea contro il virus

“Risalta ancora di più, in questo contesto, il valore del lavoro e, in particolare l’opera svolta da medici, infermieri, altri operatori sanitari, farmacisti, con tanti fra di loro caduti nello svolgimento dei propri compiti. Il lavoro di Forze dell’Ordine, Forze Armate, operatori del settore della logistica e dei trasporti, della distribuzione, di filiere produttive essenziali, del sistema di istruzione, pur tra molte difficoltà, ha consentito, giorno dopo giorno, al nostro Paese di non fermarsi e di andare avanti, sia pure funzionando a velocità ridotta”.

Veduta notturna del Quirinale

Sulla polemica tra istituzioni

“È stata avviata – ha proseguito Mattarella – la graduale ripresa della nostra vita sociale e di molte attività economiche. La ripresa è possibile perché nei quasi due mesi precedenti siamo riusciti ad attenuare molto la pericolosità dell’epidemia. Dobbiamo difendere questo risultato a tutela della nostra salute. Non vanno resi vani i sacrifici fatti sin qui se vogliamo assieme riconquistare, senza essere costretti a passi indietro, condizioni di crescente serenità”.

Il Torrino illuminato con il Tricolore

Quindi il Capo dello Stato affronta anche il tema dei litigi tra Stato e Regioni e tra Regioni e Comuni, che in particolar modo nelle ultime ore ha portato a un florilegio di ordinanze discordanti, che rischiano di creare ulteriore caos: “Non va dimenticata l’angoscia delle settimane precedenti, sotto la violenta e veloce aggressione del virus, né che abbiamo superato i duecentomila contagi e che ogni giorno dobbiamo piangere alcune centinaia di vittime. Questo richiede un responsabile clima di leale collaborazione tra le istituzioni e nelle istituzioni. So che possiamo fare affidamento sul senso di responsabilità dei nostri concittadini, manifestato, in questo periodo, in misura ammirevole dalla loro quasi totalità, perché, nelle nuove condizioni, ci si continui a comportare con la necessaria prudenza”.

La tirata d’orecchi a Conte

Non manca nemmeno un lieve rimprovero rivolto all’esecutivo: “Sono necessarie indicazioni, ragionevoli e chiare, da parte delle istituzioni di governo ma, oltre al loro rispetto, è soprattutto decisiva la spontanea capacità di adottare comportamenti coerenti nella comune responsabilità di sicurezza per la salute. Attraversiamo – ha concluso Mattarella – un passaggio d’epoca pieno di difficoltà. Riusciremo a superarle”.

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