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Lagarde (BCE): “Rivedere il patto di stabilità prima che torni”

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Lagarde (BCE): “Rivedere il patto di stabilità prima che torni”

“Credo che i termini debbano essere rivisti e semplificati prima che si pensi a reintrodurlo, quando saremo usciti da questa crisi”

“Credo che i termini debbano essere rivisti e semplificati prima che si pensi a reintrodurlo, quando saremo usciti da questa crisi”

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Il primo gennaio prossimo tornerà il Patto di stabilità, con i suoi legami (il 3% nel rapporto deficit-PIL) che all’Italia sono stati sempre troppo stretti. Il nostro Paese, peraltro, arriverà a quell’appuntamento con una situazione economica disastrosa e i conti completamente sballati. Non lo dicono solo gli analisti esterni, lo dice anche il governo. Secondo il Documento di economia e finanza del Tesoro, presentato da Giuseppe Conte alle Camere, si prevede una contrazione “del PIL per l’anno in corso pari a 8,0 punti percentuali con un indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche al 10,4%”, mentre il nuovo livello di deficit “è fissato al 10,4% del PIL nel 2020 e al 5,7% nel 2021”. Il debito pubblico “si attesterà al 155,7% del PIL nel 2020”. Non bisogna essere economisti per comprendere che, più che un DEF, trattasi di bollettino bellico. Impensabile pensare di stare dentro i parametri di Maastricht con quei numeri. Per questo l’Italia dovrebbe approfittare delle parole pronunciate quest’oggi dal numero 1 della Banca centrale europea, Christine Lagarde al Corriere della Sera

Cosa ha detto Lagarde

“La priorità, oggi, è aiutare le economie a risollevarsi. Gli Stati stanno spendendo e naturalmente i debiti aumentano; quanto al rapporto fra debito e PIL, crescerà, perché siamo in recessione”, ha detto Lagarde a Federico Fubini. “Tutti i Paesi al mondo stanno assistendo a un aumento del loro livello di debito: secondo le previsioni dell’FMI, il debito degli Stati Uniti supererà il 130% del PIL alla fine del 2020, mentre quello della zona euro sarà sotto al 100%. Certo è una media, ci sono differenze tra i Paesi dell’area. Ma per valutare la sostenibilità, non bisogna concentrarsi sul livello di debito rispetto al PIL. Bisogna prendere in considerazione il livello di crescita e i tassi d’interesse in vigore. Questi due fattori sono determinanti”.

Christine Lagarde

© Christine Lagarde Twitter

Leggi anche: Consiglio dei ministri, approvato il DEF più nero della storia repubblicana

“Penso – ha concluso la presidente della BCE – che questa crisi sia una buona occasione di modernizzare le modalità del Patto di stabilità e di crescita, oggi sospeso. In passato sono state fatte delle proposte innovative, in particolare da parte dell’FMI, che sarebbe utile riesaminare. Ne va misurata la pertinenza e l’efficacia. Credo che i termini del Patto di stabilità e di crescita debbano essere rivisti e semplificati prima che si pensi a reintrodurlo, quando saremo usciti da questa crisi”.

Promosso il piano Macron – Merkel

Promosso anche il piano che Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno predisposto assieme e presentato nella serata di ieri: “Le proposte franco-tedesche sono ambiziose, mirate e benvenute. Aprono la strada a un’emissione di debito a lungo termine effettuata dalla Commissione europea e soprattutto permettono di attribuire aiuti diretti importanti a favore degli Stati più colpiti dalla crisi. Ciò dimostra lo spirito di solidarietà e di responsabilità a cui ha fatto riferimento la cancelliera la settimana scorsa. Non può esserci un rafforzamento della solidarietà finanziaria -chiosa Lagarde – senza un maggiore coordinamento delle decisioni a livello europeo”.