Stati generali, al via tra ritardi, confusione e polemiche - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 13 giugno 2020 alle 10:37

Stati generali, al via tra ritardi, confusione e polemiche

La dieci giorni per salvare il Paese forse accorciata a 9. Oggi in videochat Ursula von der Leyen, Christine Lagard e Charles Michel

Sarebbero dovuti iniziare lunedì, ma poi il Partito democratico si è messo di mezzo, dicendo di non saperne nulla e di non voler organizzare niente di avventato. Erano stati posticipati alla giornata di ieri, ma poi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato ascoltato dai PM lombardi che indagano sulle mancate zone rosse di Alzano e Nembro e il rischio era che quel fatto sporcasse un evento che, visti gli ospiti, ha un che di internazionale. E c’era già chi vedeva similitudini tra Conte sentito dai magistrati e quell’invito a comparire (no, non era un avviso di garanzia), consegnato a Silvio Berlusconi il 22 novembre 1994, in piena conferenza internazionale sulla criminalità organizzata a Napoli (no, non era nemmeno il G7 di Napoli). Per il Cavaliere fu l’inizio della fine della sua prima esperienza governativa. Già il nome scelto per l’evento, Stati generali, non porta bene (lo abbiamo spiegato qui), come nemmeno quel “piano di rinascita” evocato da Conte (rimanda alla P2, ne abbiamo parlato qui). Da Palazzo Chigi devono almeno aver preferito evitare che la kermesse iniziasse lo stesso giorno in cui il premier ha dovuto giustificare le proprie azioni ai magistrati arrivati da Bergamo. E allora con 24 ore di ritardo, gli Stati Generali inizieranno in questi minuti, attorno alle 10:30. Non si sa ancora quanto dureranno: s’era detto 10 giorni, sembra nove, con la giornata finale fissata a domenica 21.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Le ultime polemiche

Le ultime polemiche di carattere politico ancora ieri sera quando, alla vigilia degli Stati generali, sindaci e presidenti di Regione hanno fatto sapere di non essere stati invitati. Immediatamente, il presidente del Consiglio si è trasformato di nuovo nel bersaglio di altro fuoco amico, arrivato soprattutto dal primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala. Nemmeno il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, c’è andato leggero.

Dall’opposizione, invece, ha polemizzato con forza il presidente della Liguria, Giovanni Toti. Nella serata è dovuto intervenire il ministro per gli affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, nel tentativo di spegnere le polemiche: “Regioni e Enti locali sono tra i protagonisti degli Stati Generali. Già da lunedì avvieremo con presidenti di regione e sindaci un confronto imprescindibile per noi e improntato come sempre sulla leale collaborazione”. Ci sarà insomma un giorno dedicato anche a loro. Tanto non esiste ancora un calendario ufficiale dell’intero evento.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Stati generali, cosa succede oggi?

Sappiamo, a stento, cosa accadrà nella giornata di oggi e di lunedì. Come avevamo anticipato, proprio in questi minuti, attorno alle 10.30, Conte dovrebbe fare una dichiarazione che darà il via all’inizio dei lavori. Quindi il primo incontro con il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, alle 11.00 è previsto un collegamento con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Alle 11.30 interverrà Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia. Sembra invece tornata in forse la partecipazione del numero uno della BCE, Christine Lagarde. Alle 12.30 è invece prevista la “call” con Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo. Ne primo pomeriggio, alle 14.30 sarà il turno di Bankitalia e del suo Governatore, Ignazio Visco. Alle 15 si collegherà Angel Gurría, Segretario Generale dell’OCSE e alle 15.30 in videochat apparirà Kristalina Georgieva, Direttrice operativa del FMI. Domenica, contrariamente a quanto era stato annunciato in precedenza, sarà una giornata di pausa. Si va quindi a lunedì, giorno di presentazione del piano di Vittorio Colao che dovrebbe fare rapporto sull’elaborato della sua task force. Quindi, nel mattino, saranno ascoltate le parti sociali, dalla CGIL a Confindustria.

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