CLab contest, come è nata l'idea che promuove l'imprenditoria negli Atenei
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Ultimo aggiornamento il 19 giugno 2020 alle 17:32

CLab contest, come è nata l’idea che promuove l’imprenditoria negli Atenei

"Condividendo idee si creano imprese. Gli Atenei sono scrigni che racchiudono grande ricchezza", afferma la prof. Di Guardo, Prorettore all’innovazione

Un progetto nato con lo scopo di fare network e creare un avanzato ecosistema che connette Atenei italiani, mondo imprenditoriale, startup e aziende. I contamination lab, attualmente presenti all’interno di 24 Università italiane e promossi dal MIUR, sviluppano l’imprenditoria giovanile nata dalla contaminazione tra discipline e professioni in ambito universitario. “I CLab prendono vita in seguito al decreto legge Restart Italia, voluto dall’ex ministro allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, che favoriva la nascita di startup innovative in Italia”, spiega Maria Chiara Di Guardo, Prorettore all’innovazione e al territorio e responsabile scientifico del CLab Unica.

Maria Chiara Di Guardo

 

Un network virtuoso che nasce in Sardegna

L’Università di Cagliari, primo clab italiano, si aggiudicò il bando di concorso e, oggi, risulta pioniere di un network che riunisce Atenei italiani del Nord, Centro e Sud in nome dell’innovazione, del talento e della capacità di fare impresa. “Cagliari aveva già sviluppato un proprio modello innovativo che è servito da esempio su cui fondare la rete di CLab oggi esistenti – spiega il Prorettore – Proprio dal CLab di Cagliari ha preso vita IntendiMe (ndr un sistema innovativo che rileva i suoni dentro casa e avvisa le persone con problemi di udito direttamente sullo smartphone), oggi realtà imprenditoriale che ha ricevuto un finanziamento da quasi 3 milioni di euro”.

“In due anni e mezzo siamo riusciti a confrontarci tutti assieme ogni 5 mesi, creando un network virtuoso mettendo a sistema problematiche e idee comuni – afferma la professoressa – Lo scorso anno abbiamo girato tutta Italia in camper, in 19 tappe, con lo scopo di far conoscere e promuovere lo spirito di innovazione imprenditoriale che non manca all’interno delle nostre Università”. Un tour che, questo anno, non è stato possibile replicare a causa dell’emergenza sanitaria, ma che, in ugual modo, ha avuto luogo in via telematica. “Il lockdown, in questo senso, ha rappresentato un’opportunità per i nostri clab. In questo periodo, infatti, i momenti di confronto e dialogo tra Atenei virtuali sono stati moltissimi. Una buona abitudine che mi auguro non si perda col tempo, a seguito della quale è nata l’idea del contest online”, spiega il Prorettore.

Quello dei CLab è un progetto che ha raccolto finanziamenti dal Ministero e non solo. “Lo Stato ha contribuito allo sviluppo di 17 dei 22 progetti adesso in campo, alcuni nati in sinergia tra giovani studenti di diverse Università – spiega la professoressa – Alcuni di questi si sono autofinanziati. Questo è un aspetto rilevante perché indica che si può fare impresa anche senza, necessariamente, percepire finanziamenti statali”. Proprio la giuria del CLab Unico riunisce investitori rappresentanti di 8 fondi internazionali.

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CLab contest, come è nata l’idea

Dalla volontà di coinvolgere quanti più aspiranti imprenditori (alcuni dei quali lo sono già) e attrarre investitori e attenzione sui talentuosi progetti che dagli Atenei italiani prendono vita, è nato il CLab contest. “Siamo partiti da Bergamo, territorio che più di altri ha tanto sofferto la grave emergenza sanitaria – afferma la professoressa Di Guardo – Per noi, iniziare proprio da qui ha significato tanto. Il messaggio che vogliamo trasmettere è quello di rinascita. Rinascita di un’Italia fatta di giovani menti brillanti che non si sono mai fermate e, nonostante tutto, con caparbietà, sacrificio e talento hanno continuato a sviluppare e portare avanti le proprie idee. Soprattutto a Bergamo, dove i ragazzi hanno saputo rispondere alla grave situazione che stavano affrontando”.

La parola d’ordine, all’interno dei clab, è “condivisione”, caratteristica che contraddistingue anche lo spirito universitario. “E’ condividendo le idee che si creano le imprese – afferma il Prorettore – E le Università, in questo senso, sono come dei piccoli scrigni che racchiudono in sé una grande ricchezza. Da scoprire e da coltivare. All’interno di questo contest siamo venuti a conoscenza di grandi idee che raccontano di un’Italia che non si piange addosso e va avanti con entusiasmo, grinta e competenza, nella convinzione che, sulla base di un progetto virtuoso ne possano nascere altrettanti. E’ questo lo spirito con il quale il network italiano dei CLab è nato e cresce quotidianamente”.

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I tre progetti che il 19 giugno avranno conseguito il maggior numero di votazioni sulla piattaforma di Clab Italia verranno annunciati durante l’evento nazionale dell’Italian Clab Network, che si terrà sul sito di CLab Italia il 22 giugno alle 17.30, in occasione della finale della #07Edizione del Clab Unica, nata in collaborazione con INNOIS.

Qui per registrarsi all’evento.

“Tra gli obiettivi futuri dei CLab c’è quello di investire in trasferimento tecnologico e potenziare l’efficacia dei programmi con soluzioni sempre più innovative e generalizzabili”, conclude il Prorettore.

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