Da 80 a 100 euro: il bonus per i dipendenti sale dal primo luglio

Ultimo aggiornamento il 30 giugno 2020 alle 9:52

Da 80 a 100 euro: il bonus per i dipendenti sale dal primo luglio

Addio alla misura introdotta dal Governo Renzi. La novità riguarda gli assunti nel settore privato e pubblico

Da domani, mercoledì primo luglio, i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico avranno una busta paga (di poco) più pesante. Non ci saranno più gli 80 euro introdotti dal Governo Renzi, ma un bonus più corposo da 100 euro per chi ha un reddito fino a 28mila euro. In totale sono previsti, nel 2020, 600 euro per ciascun lavoratore assunto e 1200 euro complessivi per il 2021 che andranno a ridurre il cuneo fiscale. Come si legge su Adnkronos, “a chi ha redditi compresi tra 28mila e 40mila euro è riconosciuta una detrazione pari a 600 euro in corrispondenza di un reddito di 28mila euro e decresce fino ad azzerarsi a un livello di reddito di 40mila euro”.

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Bonus da 100 euro per ridurre il cuneo fiscale

Negli ultimi mesi il Governo Conte ha destinato risorse sia per i lavoratori dipendenti, sia per gli autonomi. A marzo era infatti partito il bonus da 600 euro per i professionisti con partita IVA iscritti all’INPS e alle casse previdenziali dei vari Ordini. Il bonus da 100 euro che i dipendenti si troveranno in busta paga per i prossimi 18 mesi non sono il frutto di una decisione presa nei difficili mesi dell’emergenza pandemia, ma era già stato deciso nella Legge di Bilancio approvata lo scorso anno.

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Così come l’aveva immaginato l’allora premier Renzi, il bonus da 80 euro, che da domani passa a 100 euro, potrebbe stimolare i consumi secondo le aspettative di Palazzo Chigi. D’altra parte il Governo e la maggioranza restano ancora divisi su un’altra misura di cui si è molto discusso negli ultimi giorni. L’ipotesi della riduzione dell’IVA – già approvata in Germania – di un solo punto rispetto al 22% attuale costerebbe allo Stato oltre 4 miliardi di euro di mancato incasso e non ha ancora visto una sintesi costruttiva e risolutiva nell’esecutivo.

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