Le 2 settimane calde dei conti pubblici italiani. Cosa succederà
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Ultimo aggiornamento il 6 luglio 2020 alle 12:05

Le 2 settimane calde dei conti pubblici italiani. Cosa succederà

Debito fuori controllo e maggioranza sotto stress. L'Italia non si presenta al meglio ai tre appuntamenti cruciali delle prossime settimane

Si alza la temperatura. E non solo perché è luglio. Le settimane in arrivo saranno infatti parecchio difficili per il nostro Paese, con i conti pubblici italiani sotto la lente d’ingrandimento delle agenzie di rating e dell’Unione europea. Ieri il ministero dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha detto apertamente che Roma dovrà ricorrere al MES, ma sul punto incontra ancora le resistenze grilline, con il premier, Giuseppe Conte, che punta a rinviare il voto e la decisione a settembre (una scelta non ottimale: sarà un mese politicamente difficile per il suo esecutivo, visto che si terranno le Regionali e l’attuale maggioranza non solo non ha grandi possibilità di vittoria, ma deve ancora trovare i candidati, a differenza della destra che li ha già designati). A metà mese i 27 torneranno a riunirsi – sarà il primo incontro vis à vis dallo scoppio della pandemia – per decidere sulla consistenza del Next Generation Eu. Italia, Germania, Spagna e Francia hanno fretta di decidere, i Frugal Four come è noto no e punteranno a bloccare ancora ogni tentativo di accordo. Ecco insomma cosa ci attende nelle prossime settimane.

10 luglio, pagelle di Fitch per i conti pubblici italiani

Si inizia con l’arrivo della pagella estiva di Fitch. Pagella che, almeno questa volta, non dovrebbe riservare altre sorprese: non dopo che lo scorso 28 aprile l’agenzia statunitense ha deciso di anticipare il giudizio declassando i nostri titoli di Stato. Per Fitch siamo ormai a un passo dal livello spazzatura e, per quanto stiano andando male le cose, non avrebbe certo motivo di colpirci ulteriormente dato che in questi tre mesi, se si esclude il fatto che il Governo non ha ancora presentato un piano per l’uscita dalla crisi, non è comunque successo altro che dovrebbe giustificare il venir meno della fiducia rispetto ai conti pubblici italiani. «Il downgrade riflette il significativo impatto del coronavirus sull’economia italiana e sulla posizione di bilancio», aveva affermato l’agenzia statunitense nella nota che giustificava il downgrade della nostra affidabilità. Nella stessa nota si prevedeva una contrazione del PIL dell’8% nel 2020, con un debito al 156%. L’outlook stabile riflette l’idea che gli acquisti della Banca centrale europea faciliteranno la risposta dell’Italia alla pandemia e allenteranno i rischi di rifinanziamento.

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«L’Italia ha dimostrato un’ampia coesione politica nelle prime settimane della pandemia – è sempre il giudizio dell’agenzia di rating – e il sostegno per la coalizione di governo è aumentato. Comunque le tensioni politiche sono riemerse nelle ultime settimane. Riteniamo che le tensioni politiche si intensificheranno con il rilassamento graduale delle misure di lockdown e l’attenzione politica si sposterà sull’economia e la risposta comune europea alla crisi».

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17 – 18 luglio, Consiglio europeo per salvare l’Ue

Sarà un’altra due giorni estenuante, quella che attende i Ventisette nella seconda decade del mese. Bisognerà infatti decidere se validare o meno il Next Generation Eu così come è stato disegnato dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen, ovvero un Recovery Fund da 750 miliardi, di cui 250 prestiti di lungo periodo e 500 miliardi grants. Il timore del nostro Paese, stante la situazione dei conti pubblici italiani, è che l’ostruzionismo dei Frugal Four provochi un compromesso a ribasso del piano di salvataggio delle nazioni maggiormente colpite dal Covid. Probabilmente Giuseppe Conte attende strategicamente di dire “sì” al MES (ma il “sì” dovrà essere pure controfirmato dal Parlamento e al Senato potrebbero non esserci i numeri, soprattutto se Forza Italia non votasse con M5S, PD, IV e LEU) proprio per riuscire a strappare l’accordo migliore e non sentirsi dire che abbiamo già il fondo da 37 miliardi del Salva Stati cui attingere.

I Frugal Four

Entro la fine del mese: voto sul terzo scostamento di Bilancio

Prima che finisca luglio il Parlamento dovrà autorizzare il governo al terzo scostamento di Bilancio, nuova manovra insomma che assesterà l’ennesimo colpo ai conti pubblici italiani, portando la cifra di quanto speso per l’emergenza Coronavirus pericolosamente vicina ai 100 miliardi di euro. Anche su quel fronte, però, i partiti della maggioranza sono tutto fuorché compatti, come ha dimostrato la recente discussione sul taglio dell’IVA, archiviata definitivamente – pare – per assenza di coperture. Con ogni probabilità il terzo scostamento di Bilancio sarà votato dopo il Consiglio europeo: consistenza e misure dipenderanno da consistenza e tempestività dei soccorsi attesi da Bruxelles…

Roberto Gualtieri

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