Come creare un'app che piace al mercato. Risponde il CEO di IdeaSolutions - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 21 agosto 2020 alle 8:16

Come creare un’app che piace al mercato. Risponde il CEO di IdeaSolutions

SuperGuidaTv è l'app più famosa di un'azienda napoletana che raggiunge milioni di utenti in tutto il mondo

«Sulla metà dei telefoni in Italia c’è un po’ del nostro codice», dice con orgoglio Ivan Dama, napoletano, Ceo di IdeaSolutions, uno dei pochi publisher di mobile app del nostro Paese. Oggi, 10 milioni di persone usano le app create dall’azienda.

Ex dipendente di una società informatica, lascia tutto e apre nel 2004 la sua azienda. La svolta? Nel 2010 con la diffusione degli App Store. Oggi fattura sei milioni di euro, ha 40 dipendenti, tra diretti e collaboratori e ha stretto una partnership con Mediaset. Investe in startup e non si mai spostato da Napoli, dove l’azienda ha tuttora le sue sedi. 

Abbiamo raggiunto Ivan che ci racconta come creare un’app che piace al mercato e di quella volta che Y Combinator, tra i più grandi acceleratori al mondo, li ha contattati per parlare di una sua idea…

Dal desktop alle app: una cavalcata di 16 anni

Sedici anni in cui è cambiato tutto, con l’avvento delle app e del mobile. Ivan ha saputo cavalcare i trend. Nel 2004, quando dà vita alla sua azienda, sviluppa prodotti per desktop. Tra le prime idee sviluppate, un software che facilita l’archivazione dei documenti online: 

«L’utente poteva scansionare i documenti alla rinfusa e poi, attraverso uno strumento di ricerca, inserire delle parole chiave e ritrovare il documento nel quale si parlava di quell’argomento. Una cosa che oggi può apparire banale, ma che era una novità per l’epoca. Lo vendemmo in diversi Paesi del mondo».

Ha 24 anni all’epoca, e Ivan si trova di fronte a molte sfide: rischiare in prima persona autofinanziandosi, affrontare tutti i vincoli burocratici (che confessa di aver sottovalutato all’epoca) e affermarsi in una regione, come quella campana, con un tasso di digitalizzazione ancora basso: 

«In pochi anni sarebbe cambiato tutto. Ricordo che all’epoca la vendita dei prodotti, malgrado Internet, avveniva in modo tradizionale, con dei box che proponevamo ai rivenditori e che finivano sugli scaffali. In pochi anni sarebbe cambiato tutto, con l’apertura degli app store».

Il mobile e gli app store cambiano le carte in tavola. Scompaiono i vincoli logistici, non è obbligatorio spostarsi a Milano per incontrare il mercato, mentre il cliente diventa il mondo:

«All’epoca, se l’app valeva, non c’era bisogno di investire migliaia di euro in marketing come accade oggi. Le app erano poche e quelle che risolvevano problemi reali ancora di meno».

L’apertura degli store diventa un’occasione d’oro per l’azienda, che cresce anno dopo anno in doppia cifra: da 300mila euro, fino ai sei milioni di fatturato di oggi.

Corsi e ricorsi: i paradossi del successo

IdeaSolutions

Nel 2010, una delle prime app che il team lancia è una guida ai programmi televisivi. Un’idea in cui la squadra crede ma che abbandona qualche mese dopo per dedicarsi ad altro. Salvo poi riprenderla diversi anni dopo, con il nome di SuperGuida Tv:

SuperGuida Tv viene trasformata radicalmente, si punta all’interattività e alla creazione di una community di giornalisti, reclutati per scrivere contenuti. E dei servizi innovativi, come la possibilità, attraverso un videoregistratore cloud integrato, di registrare programmi dal digitale terrestre, rivederli in streaming o scaricarli sul proprio dispositivo:

«Quando il capo del business digital di Mediaset ci chiamò per parlare di Super Guida, ci sembrava uno scherzo. “Ma come il capo del digital viene qui e vuole incontrarci?”, abbiamo pensato in azienda».

E invece non era uno scherzo. SuperGuidaTv diventa una vera e propria azienda, partecipata da Mediaset con il 49% delle quote, in cui nascono progetti innovativi: il prossimo sarà una versione dell’app di Meteo.it.

«È un laboratorio per sperimentare nuove applicazioni. Ha le caratteristiche di una startup, ma il vantaggio di lavorare già per brand celebri».

Quella volta che Paul Graham (Y Combinator) ci scrisse…

Ivan è molto contento di quello che è riuscito a realizzare in 16 anni. La sua più grande soddisfazione è di aver creato opportunità di lavoro dove è nato. A tal proposito è alla ricerca di sviluppatori (anche da remoto) chi vuole candidarsi può farlo qui.

Ciò malgrado, non dimentica gli errori e le occasioni perse.

«Avevamo ideato uno dei primi prodotti cloud per la condivisione delle fotografie. Un’app di sharing in cui era possibile condividere album fotografici tra utenti. Un sistema molto simile a iCloud Photo Sharing, che sarebbe arrivato molto dopo. Ci contattò Y Combinator, interessato alla soluzione. Purtroppo non abbiamo colto questa grande opportunità».

Di opportunità, tuttavia, Ivan ne ha sapute cogliere altre grazie a un processo collaudato, in cui l’analisi di mercato ha la priorità rispetto al processo creativo: «Individuiamo un trend e lo analizziamo, come è stato recentemente per il fitness. Studiamo i competitor e poi cerchiamo di capire se c’è spazio per un elemento di innovazione, per esempio, applicare la computer vision al fitness. Una volta capito se funziona, allora procediamo».

Le idee nascono internamente, ma si cercano anche al di fuori, con le attività di scouting. Tabi learning, app pensata per rendere più divertente l’insegnamento per bambini tra 8 e 12 anni, è tra i più recenti investimenti di Idea Solutions, che ha anche creato un super team di 5 ragazzi, App Ideas, che dedicano la loro giornata alla ricerca di giochi che “spaccano il mercato”. La startup rilascia un gioco a settimana.

A completare il quadro, gli impegni nel mondo innovazione di Ivan: il suo investimento in Azimut, realtà finanziaria quotata alla Borsa di Milano e la partnership con l’acceleratore civico di idee innovative al Sud, NaStartup.

Quando risolvere un problema non basta

Ivan Dama founder idea solutions

Forte della sua esperienza nel mondo imprenditoriale, chiediamo a Ivan di offrire qualche consiglio agli imprenditori in erba che sognano di realizzare un’azienda innovativa:

Evita la linea di galleggiamento: è quella fase in cui la tua startup non cresce e galleggi in attesa di una soluzione. Se non è esplosa subito, probabilmente dovrai chiudere, puntare su altro o al massimo fare un pivot.

Cerca un socio affidabile: se fossi partito con un socio all’inizio della mia avventura, avrei avuto più possibilità di espandere l’azienda in modo veloce.

Risolvi un problema ma trova un modo per guadagnarci: molto spesso vengono persone che mi propongono idee di startup molto valide, che risolvono anche dei problemi specifici, ma che tuttavia non sanno come farle fruttare. 

Non inventare modelli di business: i modelli di business che funzionano sono sempre gli stessi. Pertanto, non inventare cose troppo astruse e lontane dalla possibilità di un guadagno reale. 

Internazionalizza da subito: oggi è molto più facile raggiungere un pubblico internazionale. Certo c’è più concorrenza, ma non devi avere paura di ragionare subito in grande.

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