Jimmy Wales: dalla finanza speculativa a fondatore di Wikipedia
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Ultimo aggiornamento il 18 agosto 2020 alle 13:02

Jimmy Wales: dalla finanza speculativa a fondatore di Wikipedia

Divorava enciclopedie fin da piccolo: niente di strano che abbia creato la più nota del terzo millennio

La sua è la storia di una conversione. O, se preferite, di una metamorfosi. Dal lavoro in una delle tante società creano fortune e disastri dal nulla al ruolo di paladino del web per antonomasia, secondo al solo Julian Assange, il passo può essere breve.

 

Misteri dell’esistenza. Prima di diventare il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales (Jimbo, per gli amici) lavorava in finanza. Fu speculando – parole sue – sulle fluttuazioni dei cambi che riuscì a mettere da parte il denaro per aprire, nel 1996, il suo primo business online, un portale chiamato Bornis che raccoglieva materiale vario e anche qualche foto per adulti. Lui stesso lo descrive come un “motore di ricerca orientato al pubblico maschile”.  Non andò bene.

 

 

Wikipedia: l’incontro tra Wales e Sanger

In un forum online, Wales conobbe Larry Sanger. Il tema della discussione era alto: l’oggettivismo, inteso come possibilità di essere realmente obiettivi.

 

Chimera per generazioni di scienziati sociali, giornalisti e filosofi –  e infatti Sanger era estremamente scettico sulla questione – il confronto colpì l’attenzione di Wales, che si ritrovò, finalmente, a poter affrontare uno a uno tutti gli interrogativi che lo tormentavano da sempre.

 

Non si crea per caso l’enciclopedia più famosa del terzo millennio: come nella più classica delle narrazioni (pardon, storyelling) a stelle estrisce, il futuro fondatore era un appassionato del genere sin da quando, ancora bambino, la mamma gli regalò il primo volume. La lettura delle voci non gli bastava mai, e il piccolo aggiornava scrupolosamente l’edizione domestica appiccicandoci gli sticker inviati regolarmente dalla casa editrice.  In un tempo non molto lontano, i tomi troneggiavano in ogni salotto: ma, per ovvi motivi, persino la conoscenza racchiusa in monumenti come la Britannica o la Treccani era cristallizzata.

 

Notte dopo notte (insonni), discussione dopo discussione, Wales e Sanger divennero amici. Jimbo ci mise ancora qualche anno a decidersi; ma, rotti gli indugi,  assunse proprio lui, ai tempi studente di dottorato in filosofia, come editor in chief del suo nuovo progetto. Era nata Nupedia, siamo nel 2000.

 

L’apertura alla gente comune

L’idea originale era far scrivere le voci a specialisti, lasciando la peer review a un team di super-esperti. Il modello di business era la vendita di spazi pubblicitari.

 

Ma, come racconta lui stesso, si rese conto che il meccanismo non poteva funzionare quando provò a scrivere un articolo di economia: sentendosi troppo intimidito dalla commissione virtuale, vinto dallo sconforto, decise di non scrivere affatto il saggio. Fu l’illuminazione che cercava: se l’operazione aveva fatto questo effetto a lui, che di Nupedia era il fondatore, per gli altri probabilmente sarebbe stato anche peggio. Perché non provare un’altra strada?

 

Da qui nacque Wikipedia, l’idea dell’enciclopedia partecipativa in cui i contenuti erano scritti e revisionati dagli utenti stessi. Il resto è storia.

 

Seguendo il copione di quasi tutte le storie del genere, Wales e Sanger si separarono dopo pochi mesi, litigandosi la paternità dell’idea. Oggi appare certo che a Jimbo si debba l’apertura alla gente comune, a Larry l’idea di usare un software wiki, cioè collaborativo. Terminata l’esperienza, quest’ultimo provò a mettersi in proprio fondando Citizendium, progetto che intendeva superare i limiti che, dal suo punto di vista, vedeva in Wikipedia (anonimato e dilettantismo): l’esito, sfortunatamente, non fu quello sperato, e, ad oggi, esistono solo 16.864 voci. Il fatto, poi, che a scrivere gli articoli siano solo esperti ha fatto sì che alcuni lemmi su tematiche controverse siano stati tacciati di anti-scientificità: ad esempio quell sull’omeopatia o sul cambiamento climatico.

 

Wikipedia è lungi dall’essere perfetta e immune da questo tipo di problemi: nonostante la revisione degli utenti, le voci sono piene di informazioni che all’occhio esperto appaiono evidentemente scritte da uffici stampa ben addestrati, e consapevoli del fatto che apparire sull’enciclopedia migliora e amplifica la reputazione. Inoltre, per molti personaggi famosi, sono taciute le questioni più controverse.

 

Tutto ciò premesso, è innegabile che il meccanismo ideato da Wales e basato sulla volontarietà dei contributi  mediamente abbia funzionato, e che Wikipedia faccia parte delle innovazioni che hanno reso il mondo un posto migliore. L’alfabetizzazione finanziaria di Wales ha consentito al progetto di stare in piedi fino ad oggi sotto il profilo economico, superando lo scoglio più grande, quello contro cui si impatta quando si lascia l’empireo della conoscenza e ci si confronta con la realtà dei bilanci: server e apparato di gestione hanno un costo. Che, ad oggi, è stato sempre coperto da donazioni di privati a aziende.

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