Helbiz+MiMoto: unite per migliorare la shared mobility - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 7 agosto 2020 alle 12:23

Helbiz+MiMoto: unite per migliorare la shared mobility

Monopattini, biciclette e ora pure scooter elettrici. Mobilità alternativa cittadina, con respiro internazionale. Forte di una quotazione imminente (per Helbiz) e di partnership importanti (per MiMoto). Il commento sull'accordo del founder di Helbiz, Salvatore Palella

Quella che raccontiamo oggi è una storia di startup fondate e gestite da imprenditori italiani che hanno intuito, prima di altri, dove stava andando il mercato della mobility: stiamo parlando di Helbiz, fondata da Salvatore Palella, e di MiMoto, creata da Vittorio Muratore assieme a Alessandro Vincenti e Gianluca Iorio. Entrambe le startup sono sul mercato della mobilità sostenibile da circa 3 anni: da ben prima che scoppiasse la mania della mobilità elettrica, che ha ricevuto una seria accelerazione dopo l’emergenza Covid19, e ciò gli ha consentito di ritagliarsi ciascuna a modo proprio uno spazio significativo sul mercato. Ora l’annuncio relativo a una fusione: se la quotazione al NASDAQ andrà come sperato, Helbiz si appresta a unire le forze con MiMoto, dando vita a un polo unico per la sharing mobility che potrebbe far segnare una svolta significativa per il settore in Italia e negli USA.

Flotte libere

Il primo passo verso l’unione delle forze tra Helbiz e MiMoto consisterà nella creazione di una piattaforma unica: la prima fusione ci sarà a livello software, con la revisione delle app (la chiave d’accesso per i mezzi delle due aziende) così da renderle interconnesse e interoperabili. In altre parole, la flotta di Helbiz si dovrà fondere con quella di MiMoto: e questo pone una serie di sfide tecniche, a cominciare dalle aree dove sono attive le diverse tipologie di mezzo, la manutenzione, le città in cui sono attivi i servizi. Parliamo di migliaia di mezzi: 7.000 monopattini e 3.000 biciclette a pedalata assistita per Helbiz, 1.000 scooter elettrici per MiMoto.

Volevamo portarci a casa l'enorme know-how di MiMoto in fatto di hardware, l'esperienza che hanno messo assieme in questi anni

Già dalle prossime settimane, nella pratica, si potrà noleggiare uno scooter o un monopattino all’interno delle due app senza soluzione di continuità – con l’obiettivo a medio termine di fondere definitivamente le operazioni (e dunque probabilmente anche le app), il che comporterà anche un lavoro per rendere omogenei i listini e il tipo di offerta per il cliente finale. Inoltre, gli scooter elettrici di MiMoto sono destinati a sbarcare sul mercato USA sotto il cappello del marchio di Helbiz: un passo importante per l’internazionalizzazione delle operazioni di MiMoto, così come per lo sviluppo dell’offerta di Helbiz. Il passaggio successivo riguarderà invece le quote di MiMoto che Helbiz punta ad acquisire: un passaggio più delicato, visto che è legato alla IPO che Helbiz sta allestendo per la fine del 2020 sul listino NASDAQ della Borsa di New York, e che quando si concluderà felicemente garantirà la liquidità necessaria non solo a svolgere questa operazione ma pure a far scalare ulteriormente e rapidamente il business.

I founder di MiMoto

Proprio sul respiro mondiale di questa operazione vale la pena spendere due parole: Helbiz è gestita dal suo fondatore Salvatore Palella da New York, ed è presente e attiva con i suoi mezzi in diverse città degli Stati Uniti (basti citare Miami e Atlanta, ma pure Arlington e altre città in via di definizione). Palella non ha mai nascosto di aver intenzione di diventare il leader assoluto a livello planetario di questo mercato, e gli stessi founder di MiMoto avevano immaginato il modello di business come scalabile a livello internazionale: in questi anni hanno iniziato a operare in diverse città italiane (partendo da Milano), ma ora le loro ambizioni di allargarsi all’intero Stivale e all’estero si fanno più concrete.

Perché l’unione fa la forza

Uno degli aspetti cruciali della mobilità elettrica, e in generale di questo nuovo approccio agli spostamenti in chiave cittadina, è relativo all’acquisizione di informazioni e dati sulle abitudini, le preferenze e i percorsi seguiti dagli utenti. Senza infilarci nella solita retorica dei dati diventati il nuovo petrolio di una nuova economia, si tratta di informazioni che possono diventare preziose per le aziende che offrono i servizi, ma pure per le amministrazioni pubbliche e per molti altri attori a vario titolo coinvolti nella gestione delle attività di una città grande o piccola (basti pensare alla partnership tra illimity e MiMoto, ad esempio, o quella tra Helbiz e Trenitalia).

 

Salvatore Palella, founder di Helbiz

Helbiz da parte sua ha un’intera sezione del proprio sito dedicata proprio a questo tema, e va da sé che per rendere più appetibile possibile questi dati bisogna ampliare il più possibile il bacino di informazioni raccolte: unendo le forze, insieme Helbiz e MiMoto riuniscono già oltre 1 milione di clienti, ed è un numero destinato a crescere in modo significativo nei prossimi mesi con l’entrata in funzione delle rispettive flotte in nuove città dove hanno ottenuto una licenza per far partire il servizio. Ampliare la flotta, ampliare il tipo di offerta proposta (allargandosi ad altri mezzi, nel caso di MiMoto poi sono anche scooter made in Italy: li produce Askoll), è un passaggio desiderabile e in un certo senso obbligato. “La nostra idea era esattamente questa – racconta a StartupItalia Salvatore Palella, CEO e founder di Helbiz, raggiunto al telefono per commentare l’operazione – Volevamo portarci a casa l’enorme know-how di MiMoto in fatto di hardware, l’esperienza che hanno messo assieme in questi anni: una cosa che MiMoto per esempio ha, a differenza dei concorrenti, è quello che loro chiamano fischio silenzioso. Un’idea importante per aumentare il grado di sicurezza in strada, un problema che io stesso che vivo a New York ho potuto toccare con mano. E poi ci siamo resi conto che le abitudini di chi noleggia un monopattino elettrico sono molto diverse da quelle di chi noleggia uno scooter elettrico: mettere assieme le due realtà arricchisce il tipo di offerta che siamo in grado di fornire”.

 

Palella ribadisce la centralità dei dati nel modello di business che gestisce, per offrire un servizio di qualità: “Con i dati che traiamo dai nostri analytics riusciamo a ottenere informazioni che i nostri competitor non hanno: per esempio sappiamo dove piazzare ogni giorno i nostri monopattini, ma sappiamo anche dove farli trovare ai nostri clienti il giorno dopo, e il giorno dopo ancora. Sappiamo come organizzare la nostra flotta nei giorni di festa o quando c’è un evento pubblico, e ci interessa garantire sempre un servizio di un certo livello”. Ciò significa anche mettere in strada mezzi sempre in ottimo stato: “Non ci interessa avere migliaia di mezzi in strada, magari affidati a società terze che si sono improvvisate nella gestione di questo tipo di flotte: gestiamo direttamente la nostra flotta, i nostri operatori sono formati dalle aziende che ci forniscono i mezzi, e ci interessa mantenere questo approccio anche a lungo termine per garantire la stessa qualità”.

Ci interessa costruire un rapporto importante con un cliente che ama la qualità del nostro servizio

Altro vantaggio significativo derivante da questa fusione è un approccio diverso da quello tipico dei player asiatici del settore: sia Helbiz che MiMoto hanno una vocazione imprenditoriale di natura occidentale, e ciò significa improntare il proprio modello di business su una crescita organica più che su una curva esponenziale. L’esempio delle bici ammassate e abbandonate nei depositi cinesi è l’esatto opposto di quanto si propone di fare questa cordata: partendo dai dati, appunto, costruire un modello sostenibile sia economicamente che dal punto di vista ecologico. “La nostra evoluzione è sempre stata lineare – spiega ancora Palella a StartupItalia – Ci interessa costruire un rapporto importante con un cliente che ama la qualità del nostro servizio. Abbiamo lanciato il nostro servizio in abbonamento Unlimited proprio per questo (un abbonamento mensile che prevede l’uso illimitato della flotta, NDR), per costruire un rapporto di fiducia con i nostri utenti: ma anche per costruire assieme a loro, e alle pubbliche amministrazioni, un nuovo modello di mobilità che ora, purtroppo anche in conseguenza della emergenza sanitaria, è destinato a crescere sempre di più. Il pubblico ci ha premiato, abbiamo già circa 10.000 iscritti a questo servizio: anche grazie a loro, e per loro, continueremo a investire e crescere insieme al mercato”.

 

In Italia questo significa essere presenti in oltre il 93 per cento delle città che hanno già attivo un servizio di sharing free-float per i monopattini elettrici: ora, dopo questo accordo, ci sarà un’ulteriore accelerazione e l’offerta si farà ancora più variegata.

 

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