La formica infernale, ecco come cacciava il "predatore" 99 milioni di anni fa
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Ultimo aggiornamento il 10 agosto 2020 alle 10:18

La formica infernale, ecco come cacciava il “predatore” 99 milioni di anni fa

Ritrovato in Myanmar, il fossile "fotografa" un evento raro per i paleontologi

La fotografia di uno scontro all’ultimo sangue. Quello di un povero scarafaggio. In Myanmar è stato ritrovato il fossile che rivela una scoperta scientifica notevole per chi studia e ricerca animali e specie estinte. Nota come “hell ant”, la formica infernale è forse uno dei primi esemplari di formica che abbiano mai calpestato la Terra. Vissuta nel periodo Cretaceo, circa 99 milioni di anni fa, convivendo con i dinosauri, questo piccolo animale è il protagonista di un fossile che parla da sè: il predatore sta finendo la vittima con un morso letale grazie alla sua mandibola falciforme. Il ritrovamento fa luce sulla tecnica della caccia di questi piccoli e spietati insetti.

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Fonte: sito New Jersey Institute of Technology

Formica infernale: dicono gli esperti…

Il ritrovamento del fossile della formica infernale è stato documentato sulla rivista Current Biology dai ricercatori del New Jersey Institute of Technology, dell’Accademia delle Scienze cinese e dell’Università di Rennes in Francia. «Lo scontro antico racchiuso nell’ambra recuperata dal Myanmar – si legge sul sito del NJIT – offre uno sguardo dettagliato su una nuova specie di formica preistorica, Ceratomyrmex ellenbergeri, e rappresenta una delle prime prove dirette che mostrano come essa e altre formiche infernali usassero le loro caratteristiche assassine per bloccare le prede».

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Phillip Barden, membro del team di ricerca, non ha usato mezzi termini sul valore della scoperta. «Il comportamento fossilizzato è estremamente raro, la predazione soprattutto. Come paleontologi, speculiamo sulla funzione degli antichi adattamenti utilizzando le prove disponibili. Ma vedere un predatore estinto nell’atto di catturare la sua preda è un qualcosa di inestimabile». La formica infernale va così ad aggiungersi ad altre specie che scienziati e ricercatori hanno scoperto o imparato a conoscere meglio negli ultimi tempi. A febbraio erano circolate le immagini – ricreate a computer, tranquilli – del Tristo Mietitore, un collega del T-Rex. Almeno in questo caso, non ci serve molta fantasia per immaginarci il suo metodo di caccia.

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