Intervista a Cosmico, la nuova startup che connette aziende e freelance - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 17 settembre 2020 alle 14:10

Intervista a Cosmico, la nuova startup che connette aziende e freelance

Scopo dell'azienda sarà quello di facilitare il contatto fra i giovani lavoratori autonomi del digitale e i top brand di ogni settore

Accogliere il cambiamento positivo portato dallo smart working e incentivarlo. È l’obiettivo della startup Cosmico, nata lo scorso febbraio, che punta a facilitare il link fra giovani lavoratori autonomi specializzati nel digitale e i grandi brand nazionali e internazionali. Un lavoro di raccordo che vuole giovare ad entrambi gli attori in campo: da un lato migliorare la condizione del lavoro freelance, dall’altra selezionare per le aziende i migliori talenti sul mercato.

© Cosmico

Sull’onda dello smart

La consulenza di Cosmico, sostiene l’azienda, può rappresentare un’efficace soluzione per le maggiori società, di avvalersi della collaborazione dei migliori profili in circolazione nel campo del digital e dello smart. Figure giovani che padroneggiano senza problemi le nuove metodologie lavorative. “Credo molto che ci sarà una rivoluzione nel mondo del lavoro nel post Covid. Lo stiamo già vedendo con i cambiamenti che stanno attraversando città come Milano”, afferma Francesco Marino, giovane Managing Director di Cosmico. “Cosmico vuole essere al centro di questa rivoluzione”.

© Francesco Marino, Managing Director di Cosmico

La startup si affaccia comunque anche al mondo delle piccole agenzie verticali, alla ricerca di occasioni per migliorare i propri business e collaboratori. I settori verso i quali Cosmico rivolge maggiormente la sua attenzione, sono specificatamente quello del design e sviluppo, dallo user experience designer, al product designer, agli sviluppatori web e mobile, e quello dei social media.

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“L’idea è nata da professionisti del settore“, spiega Marino. Lo scopo, prosegue, è “di offrire a tutte le realtà alla ricerca di professionisti con cui sviluppare nuovi progetti l’universo di cui hanno bisogno. Abbiamo intercettato l’esigenza continua delle aziende di digitalizzarsi e, per farlo, hanno la necessità di entrare in contatto con i migliori talenti, andando oltre le barriere geografiche.”

© Cosmico, startup di consulenza per freelance e azi...

Cosmico vuole quindi porsi come “un ponte tra questi due mondi“, sottolinea il Managing Director della startup, “garantendo ai freelance l’opportunità di lavorare per i top brand internazionali direttamente da casa propria e assicurando alle aziende profili qualificati nel più breve tempo possibile.” Per realizzare questo scopo, l’azienda si prefigge di ampliare progressivamente il proprio personale, composto da professionisti del mondo del digitale.

Una spinta per la digitalizzazione

Connettere talenti freelance e aziende porta giovamento non solo a livello operativo. “Il contributo offerto dalla mediazione di Cosmico, si riscontra anche riguardo alla digitalizzazione“, afferma infatti Marino. “I migliori freelance aiutano infatti la modernizzazione delle società per cui lavorano, in special modo quando queste sono PMI, spesso arretrate dal punto di vista tecnologico”.

 

Un insieme di fattori, dal miglioramento lavorativo a quello digitale, che stanno spingendo la crescita di Cosmico. “Abbiamo avuto una forte risposta del mercato. Aziende, agenzie e società di consulenza hanno creduto in noi”, sottolinea a riguardo il CEO della startup. “Per questo, non è nella nostra intenzione, ad oggi, cercare finanziatori”.

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Italia, Paese di autonomi

Al primo posto in Europa per numero di lavoratori indipendenti c’è proprio l’Italia. Secondo una ricerca pubblicata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, nel nostro Paese i freelance sono più di 5 milioni. Tuttavia, nell’ultimo decennio, il trend è in calo, a dimostrazione delle sopraggiunte difficoltà a mettersi in proprio.

© Cosmico

Quello del lavoro autonomo è un fenomeno diffuso soprattutto fra i giovani: su 4 milioni di occupati fra i 25 e i 34 anni, il 16,3% svolge un mestiere indipendente. Un numero importante e un modello da sostenere, soprattutto a seguito del cambio di paradigma portato dall’affermarsi dello smart e del south working e che attende ora di diventare normalità.

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