Lagarde: l'economia non tornerà ai livelli pre Covid prima del 2023 - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2020 alle 17:19

Lagarde: l’economia non tornerà ai livelli pre Covid prima del 2023

"Nelle nostre previsioni non torneremo alla situazione pre-Covid prima della fine del 2022", ha dichiarato la Presidente della BCE nella Conferenza stampa all'Eurogruppo

La crisi economica sarà “disuguale e asimmetrica“, e soprattutto lunga. Parola della Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo ha riportato le stime della BCE. “Nelle nostre previsioni non torneremo alla situazione pre-Covid prima della fine del 2022″, le sue parole.

La numero 1 della BCE Christine Lagarde e il presidente dell'Europarlamento David Sassoli

© Twitter Christine Lagarde

Nuovi fondi dalla Commissione Ue a tre regioni italiane

Dal ramo esecutivo dell’Unione Europea, giungono intanto notizie favorevoli per l’Italia. La Commissione Europea ha infatti approvato la modifica di quattro programmi operativi, con ricadute positive per tre regioni italiane, Basilicata, Lazio Molise, che vedranno un aumento dei fondi europei per 233,6 milioni di euro. All’interno di questa revisione a rialzo, anche il programma operativo nazionale Città metropolitane.

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I nuovi fondi, stanziati grazie alla flessibilità della Commissione per contrastare la crisi innescata dalla pandemia, consentiranno un uso facilitato delle finanze Ue previste per affrontare l’emergenza. È infatti previsto un aumento del 100% del tasso di cofinanziamento da parte dell’Unione. Queste misure, commenta la Commissione, permetteranno il potenziale utilizzo di tutti i margini di bilancio previsti nel contesto dei programmi stabiliti durante la pandemia. In particolare, i nuovi soldi in arrivo da Bruxelles saranno destinati a PMI, sistema sanitario, tramite l’acquisto di attrezzature mediche, e investimenti nella ricerca.

Indice dei prezzi al consumo in crescita negli USA

Intanto, dagli Stati Uniti arrivano comunque dati più incoraggianti delle attese. Secondo quanto riportato dal Dipartimento del Lavoro, ad agosto l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,4%, oltre le stime degli analisti, che prospettavano un 0,3% in più. Stesse percentuali anche per i dati core, ovvero esclusi i prezzi dei beni alimentari ed energetici: +0,4% lo scorso mese, contro una previsione di crescita ferma allo 0,3%.

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Considerando invece proprio i prezzi energetici e alimentari, l’aumento è stato rispettivamente dello 0,9% per i primi e dello 0,1% per i secondi. Nonostante il Consumer Price Index non sia la misura indicata dalla Fed quale parametro ideale per stimare l’inflazione, quello del CPI è comunque un dato importante. La stessa Fed ha dichiarato possibile un ritorno all’inflazione oltre al 2%, pur nella scelta di continuare a mantenere i tassi d’interesse molto bassi anche nei prossimi mesi.

 

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