MDI, fintech per il micro-credito alle startup raccoglie oltre 1,8 milioni di euro - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 14 settembre 2020 alle 12:04

MDI, fintech per il micro-credito alle startup raccoglie oltre 1,8 milioni di euro

Ha chiuso in overfunding del 483% rispetto all’obiettivo minimo di raccolta di 374.500 euro. Oltre 1,8 milioni di euro nella sua seconda campagna di equity crowdfunding su Opstart

Microcredito di Impresa (MDI) operatore di micro-credito iscritto nell’elenco di Banca d’Italia che eroga a startup, piccole aziende e professionisti con meno di 5 anni di attività finanziamenti fino a 35.000 mila euro, garantiti gratuitamente fino all’80% dal Fondo di Garanzia, fornendo inoltre servizi di tutoraggio ai soggetti finanziati, ha chiuso la campagna di equity crowdfunding sul portale Opstart in overfunding del 483% rispetto all’obiettivo minimo di raccolta di 374.500 euro.

L’iniezione di capitale, deliberato da MDI oltre a sostenere la crescita dell’attività corrente, è propedeutico all’incremento dei requisiti patrimoniali necessari la trasformazione in banca e la successiva quotazione all’Aim Italia.

Lo scorso agosto era già andata in overfunding, a pochi giorni dal lancio della campagna.

MDI, la Fintech per il micro-credito

Fondata nel dicembre 2017 e operativa dal 2019, dopo aver ottenuto l’autorizzazione a operare dalla Banca d’Italia, Microcredito d’Impresa è partecipata dalla holding di investimento in startup Innovative-RFK spa ed è guidata dal ceo Massimo Laccisaglia (che è anche presidente di i-RFK) e dal direttore generale Diego Rizzato.

La società sta vivendo una forte e rapida crescita che l’ha portata al raggiungimento del breakeven nel secondo trimestre 2020. Da ottobre 2018 ha erogato 180 prestiti per 4,5 milioni di euro e a oggi è attiva in 9 regioni con 40 tutor, ossia professionisti esterni che si occupano sia dell’avvio della pratica, sia del monitoraggio post erogazione. Quanto al funding, non si ferma alle banche. La società lavora con alcuni fondi di debito che sottoscriveranno obbligazioni per poter mixare la provvista. Microcredito d’Impresa si finanzia a un costo medio del capitale inferiore al 4%, mentre eroga prestiti con un TAN dell’8,5% e un TAEG dell’11,0%.

I Founder

Microcredito d’Impresa è stata promossa da Francesco Rosetti: ad di Double Consulting srl, società di consulenza direzionale nel settore bancario, parte del gruppo internazionale Expleo;  Edit Service srl :società collegata alla UIL, con vaste connessioni nel tessuto sociale e territoriale; Confartigianato Viterbo, Marco Ravaldi : ceo di First Data Italy, Fiserv Group; Diego Rizzato: con esperienza consolidata nel settore bancario e nel microcredito; Novaria srl e, come detto, da Innovative-RFK. Quest’ultima  è una società italiana di investimento in startup e pmi innovative, fondata nel 2017 da Paolo Pescetto, Massimo Laccisaglia e Andrea Rossotti, forti dell’esperienza di Red-Fish Kapital, società che opera nel campo degli investimenti in private equity con investimenti per circa 50 milioni di euro in modalità club deal.

Il microcredito alle imprese

Il microcredito alle imprese consiste in prestiti fino a un massimo di 35 mila euro erogati a startup, piccole imprese e professionisti con anzianità inferiore a 5 anni. A oggi esistono 13 società di microcredito vigilate da Banca d’Italia, ma le opportunità di crescita sono importanti, dato che esiste un impianto normativo estremamente favorevole, costituito dal Decreto 17 ottobre 2014, n. 176, attuativo dell’art. 111 del TUB n.176/2014 e dalle disposizioni attuative di Banca d’Italia del 2015, che hanno dato origine a una riserva di credito per un nuovo soggetto specializzato, appunto l’operatore di microcredito, vigilato informativamente da Banca d’Italia. La norma stabilisce che i micro-prestiti siano assistiti da garanzia dell’80% da parte del Fondo di Garanzia. Ci sono poi altri intermediari iscritti all’albo ex art. 106 del TUB di Banca d’Italia che fanno del microcredito la loro attività principale.

 

Una realtà solida nata dall’esperienza di soggetti qualificati, attivi nel business dei financial services in grado di generare un impatto fortemente positivo sull’economia. A rendere l’opportunità ancora più allettante c’è la prospettiva della quotazione all’AIM prevista tra il 2021 e il 2022, che faciliterà la realizzazione da parte degli investitori.

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