Ultimo aggiornamento il 16 Settembre 2020 alle 15:32
Rider, firmato il contratto collettivo. Ma è “un passo indietro”
Lo sostengono le maggiori firme sindacali, CGIL-CISL-UIL, che si dicono pronte allo sciopero
La “fuga” per usare un termine ciclistico, di AssoDelivery, associazione che rappresenta l’industria italiana del food delivery a cui aderiscono Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats e il sindacato UGL (Unione Generale del Lavoro), che oggi si sono riunite e hanno frettolosamente firmato un Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, il primo per i rider, che dovrebbe assicurare finalmente ai fattorini in bicicletta maggiori diritti e tutele, non è piaciuta alle maggiori sigle sindacali, che parlano invece di “passo indietro”. Andiamo con ordine.
Il contratto collettivo stipulato con UGL prevede, nello specifico: compenso minimo pari a 10 euro per ora lavorata, cioè in base al tempo per svolgere ogni consegna; indennità integrative, pari al 10%, 15% e 20% in corrispondenza di una, due o tre delle seguenti condizioni: lavoro notturno, festività e maltempo; incentivo orario di 7 euro, anche nel caso di assenza di proposte di lavoro, per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio presso una nuova città; sistema premiale, pari a 600 euro ogni 2000 consegne effettuate; dotazioni di sicurezza a carico delle piattaforme quali indumenti ad alta visibilità e casco per chi va in bici, che saranno sostituite rispettivamente ogni 1500 e 4000 consegne; coperture assicurative contro gli infortuni (INAIL) e per danni contro terzi; formazione con particolare riferimento a sicurezza stradale e alla sicurezza nel trasporto degli alimenti; divieto di discriminazione, pari opportunità e tutela della privacy, contrasto al caporalato e al lavoro irregolare, ovvero un insieme di iniziative per contrastare la criminalità; diritti sindacali, ovvero una quantità stabilita di giornate e di ore destinate ai rider che assumono il ruolo di dirigenti sindacali.
Da subito chiediamo: la riconvocazione del tavolo sindacale in sede istituzionale, l’avvio di una campagna straordinaria di ispezioni mirate alla verifica della legittimità di questi rapporti di lavoro che la giurisprudenza attraverso diverse sentenze ha qualificato come etero organizzati. Chiediamo al Ministero del Lavoro da che parte stare, noi stiamo con i lavoratori”.