Record: 1,5 milioni in equity per Digital Rock, tra i più longevi exchange di crypto - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 30 settembre 2020 alle 8:00

Record: 1,5 milioni in equity per Digital Rock, tra i più longevi exchange di crypto

Buone notizie per l'azienda Andrea Medri che ha creduto fin da subito nel mondo delle crypto: attiva dal 2010 e oggi può contare su 1 milione di ricavi, su 47mila utenti registrati, di cui l’85% in Italia e su 15 dipendenti.

Che una piattaforma di scambio di criptovalute raccogliesse un milione di euro su una piattaforma di equity italiana sarebbe stato impensabile fino a pochi anni fa. Invece, è riuscita oggi nell’impresa Digital Rock Holding, un PMI innovativa (da pochi giorni) che è riuscita a raggiungere due record. Un milione di euro in raccolto in equity, che per il mercato italiano è sempre una gran bella notizia, di cui 100mila euro ricevuti in bitcoin (sì su Opstart è possibile investire anche in criptovalute).

Per capirci di più, abbiamo raggiunto Andrea Medri, Ceo di un’azienda che ha creduto fin da subito nel mondo delle crypto, è attiva dal 2010 e oggi può contare su 1 milione di ricavi, su 47mila utenti registrati, di cui l’85% in Italia e su 15 dipendenti.

Un’azienda nata per “gioco”

Alcuni voi ricorderanno Second Life, un mondo virtuale dove era possibile avere una seconda vita online. È proprio qui che Andrea conosce “l’avatar” di Davide Barbieri, lo sviluppatore informatico con cui avrebbe poi fondato Digital Rock Trading. In un primo momento i due, creano un stock exchange virtuale dove quotare le società virtuali nate sulla piattaforma. Poi con la diffusione dei bitcoin, decidono di creare una piattaforma, sempre all’interno del gioco, per cambiare la moneta virtuale del gioco in bitcoin. Nel 2013, quando l’interesse per Second Life sta per tramontare, o due decidono di regolamentare il loro exchange e vanno a Malta, “non per eludere le tasse”, come precisa Andrea, ma perché lì c’è una banca che decide di aprirgli un conto, l’isola sarebbe poi diventata “la crypto friendly island”. Nel 2017, tuttavia, decidono di lasciare Malta e spostare anche la sede legale in Italia, il team operativo era sempre stato nel nostro Paese.

Intanto, l’azienda aveva costruito la sua community di fedelissimi, investitori che apprezzavano la piattaforma per l’attenzione maniacale alla sicurezza informatica, in anni in cui molto dei super exchange globali erano vittime di attacchi degli hacker, e creava un vero e proprio ecosistema, con all’interno servizi come Tinkl.it, un processore di pagamenti in bitcoin che consente agli utenti di accettare bitcoin e come pagamenti e ottenere euro sul proprio conto.

«Abbiamo puntato tutto sulla trasparenza, monitorando tutte le operazioni per allontanare malintenzionati. Oggi nessun spacciatore o grosso cartello userebbe le nostre tecnologie per riciclare soldi, proprio per i controlli serrati che sono effettuati. E poi abbiamo scelto subito di lavorare a stretto contatto con i legislatori, una sfida non semplice questa che va rinnovata anno dopo anno, in relazioni alle evoluzioni di un mercato molto reattivo ai cambiamenti».

Il sogno: la quotazione in Borsa

Da qualche giorno, l’azienda ha superato l’obiettivo di raccolta, di 750mila euro, giungendo a un milione e mezzo. Secondo Andrea, quello che ha convinto gli investitori sono la cautela con cui l’ecosistema si è mosso negli anni, sempre nel “recinto legislativo” e l’essere piccoli e resilienti, anche se Andrea ci tiene a precisare che resta un mercato con alti rischi per l’investitore, come alti, d’altronde, possono essere i ritorni. Inoltre, la trasformazione in PMI, porta anche le detrazioni fiscali per le persone fisiche o giuridiche

Con il milione di euro raccolto l’azienda punta a tre obiettivi principali, espandersi sul mercato europeo, quotarsi in Borsa in Europa e investire molto in marketing, un campo nel quale Andrea confessa che l’azienda è sempre stata carente:  «Siamo sempre stati dei cattivi comunicatori, ma se vogliamo crescere sul mercato europeo, abbiamo bisogno di azioni di marketing mirate e campagne di comunicazione».

Un consiglio: «Muoversi senza uscire dal recinto»

Chiediamo ad Andrea un consiglio per gli startupper che sognano di aprire un’azienda nel mondo delle crypto e blockchain:

«Ho conosciuto ragazzi pieni di entusiasmo ma che sbagliano approccio: “Conosco quel maresciallo che mi aiuta ad aprire un ATM in bitcoin, ecc.”. Questo è un settore complesso, nel quale l’energia di voler fare cose nuove va sempre mitigata dalla capacità di aderire alla regole, di restare all’interno delle leggi. Solo così puoi costruire qualcosa di importante e non cadere vittima delle tante truffe e rischi che ci sono nel settore. Se riesci a controllare questa esuberanza giovanile, allora i ritorni sono molto interessanti».

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