paola pisano: la mia ricetta per lo sviluppo di innovazione e startup
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Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2020 alle 13:30

Il ministro Pisano dice che l’Italia ha bisogno di più startup

“Stiamo semplificando la burocrazia e creando un sistema infrastrutturale che favorisca la nascita e lo sviluppo delle imprese innovative”: la ricetta del ministro Paola Pisano

“In Italia non ci sono abbastanza startup”. A dichiararlo è stata il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano mercoledì 30 settembre durante la tavola rotonda “Leading Tomorrow: innovare e investire in Italia”, organizzata da Tree con Opinno in occasione dell’acquisizione dell’azienda catanese da parte del player internazionale dell’open innovation. “Avere startup nel nostro territorio fa crescere l’occupazione – ha detto il ministro Pisano – ma dobbiamo favorirne lo sviluppo e la crescita: ne abbiamo solamente 11.400 in un paese conosciuto per sua creatività, ma troppo spesso parlano solo italiano e noi esportiamo molto meno tecnologia rispetto agli altri paesi. Come decisori istituzionali dobbiamo chiederci quali siano le scelte da compiere per favorire la crescita delle nostre startup”.

I quattro step di Paola Pisano per favorire l’innovazione

Per farlo il ministro Paola Pisano si sta concentrando su quattro punti fondamentali. In primis la creazione di infrastrutture che favoriscano lo sviluppo di prodotti per startup: non solo la diffusione della connettività, ma anche sistemi che spingano l’utilizzo del cloud e la cultura della sicurezza informatica. In secondo luogo l’integrazione delle politiche di innovazione per rendere più semplice la partecipazione delle startup nell’amministrazione pubblica: “L’articolo 75 del decreto Cura Italia prevede che anche le startup possano partecipare alle gare di appalto pubbliche. Oggi le amministrazioni sono obbligate a scegliere tra 4 operatori di cui uno deve essere obbligatoriamente una startup. Ora l’amministrazione pubblica si avvale per il 50% di tre grandi fornitori, dobbiamo cambiare e pluralizzare il mercato per dare la possibilità agli innovatori di emergere”.

 

Al terzo e quarto punto il ministro ha sottolineato l’importanza di costruire una cultura di sperimentazione diffusa e riuscire a incentivare azioni dedicate alle startup per mettere a sistema le loro necessità e rendere comprensibile il linguaggio burocratico che non viene capito. In altre parole: semplificare e democratizzare i processi. Ha infine concluso condividendo la sua personale idea di innovazione: “Imprenditorialità e innovazione sono mezzi, non obiettivi. Le politiche pubbliche devono incentivare la creazione di soluzioni che contribuiscano a sfide come la carenza di occupazione, il cambiamento climatico, la salute pubblica, l’invecchiamento della popolazione. Infine l’innovazione deve andare oltre ricerca e tecnologia e toccare anche altre aree, in primis quella sociale”.

Collaborare per crescere

Contaminazione e collaborazione sono state le parole d’ordine della serata. È infatti con la cooperazione tra i diversi attori – amministrazione pubblica, grandi corporate e startup – che il Paese Italia e il Continente europeo possono concorrere con le grandi potenze mondiali. Di Europa ha parlato Irene Tinagli, Presidentessa della Economic and Financial Commission del Parlamento europeo: “Solo rimanendo unita l’Europa riuscirà a dare un’impronta forte. Mi auguro che questa crisi ci insegni a instaurare un dialogo più collaborativo tra paesi e tra privato e pubblico, con istituzioni che non si sostituiscano agli innovatori ma che li supportino anche in momenti difficili come quello attuale”.

 

È grazie alla contaminazione tra tradizione e innovazione che economia e società possono continuare a evolvere. L’Italia – hanno convenuto tutti – non ha nulla di meno rispetto agli altri Paesi: gli italiani sono, anzi, il popolo più creativo al mondo. “Siamo felici di essere accolti in Italia dal Ministro Pisano e da un così importante parterre di esperti” ha dichiarato Pedro Moneo, CEO & Founder di Opinno Global: “siamo qui a imparare dall’esperienza italiana e speriamo di aiutare il Paese a costruire ecosistemi di innovazione e contribuire con il nostro lavoro alla trasformazione digitale del tessuto imprenditoriale italiano, portando una visione fresca ed esperienze di successo a livello Europeo e Americano”.

 

“Grazie perché ci dimostrate quello che si è detto questa sera nella quotidianità, attraverso i progetti portati avanti insieme” ha aggiunto rivolgendosi alle aziende presenti Antonio Perdichizzi, CEO & Founder di Tree:  “Nelle iniziative di open innovation creamo team misti, favoriamo la contaminazione e impariamo gli uni dagli altri. L’innovazione si fa con la contaminazione e con la collaborazione e siamo felici di iniziare questo cammino insieme a Opinno”.

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