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Ott 28, 2020

Danzare tra i confini delle discipline: il profilo dei “contaminati” nell’età ibrida del lavoro

Giulio Xhaet ha presentato il suo libro al terzo incontro della rassegna organizzata da Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

Ott 28, 2020

Danzare tra i confini delle discipline: il profilo dei “contaminati” nell’età ibrida del lavoro

Giulio Xhaet ha presentato il suo libro al terzo incontro della rassegna organizzata da Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

«Quelli che io chiamo i contaminati, ovvero chi ha un approccio ibrido e multidisciplinare nel lavoro, ebbene loro sono la risposta all’era degli algoritmi. Il digitale ha reso tutto più veloce e quindi non sempre è consigliato essere specialisti. Il punto è che dobbiamo muoverci per propagazione, non soltanto per profondità». Al terzo incontro della rassegnaL’età ibrida. Dialoghi per le imprese all’inizio di una nuova era”, Giulio Xhaet – autore e formatore presso Newton – ha spiegato come le aziende e le PMI possono affrontare le sfide del digitale con creatività e senza grossi investimenti. Organizzato da Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, il webinar è stato moderato dal curatore Paolo Iabichino, Direttore creativo e fondatore dell’Osservatorio Civic Brands, insieme a Marisandra Lizzi, Founder di iPressLIVE e Mirandola Comunicazione.

Chi sono i contaminati?

Seguendo il filone di questo ciclo di incontri in programma fino a dicembre, “L’età ibrida” è partita dal libro dell’ospite di turno. Giulio Xhaet ha scritto #Contaminati: Connessioni tra discipline, saperi e culture, dove tra esempi e casi studio da tutto il mondo si comprende come la tecnologia non vada intesa come tabu, o vista come barriera invalicabile. «Il digitale non è tecnica – ha precisato il curatore Iabichino – bisogna sapere stare in rete. Ibrido significa, prima di tutto, evitare polarizzazioni in un momento così brutto». La presentazione di Xhaet ha preso in esame alcuni modi con cui i brand possono affacciarsi sul web e lasciare il segno.

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Tra i casi più interessanti quello di un’azienda che produce cibo per animali. In occasione di un passato Black Friday, il brand aveva scelto di uscire con una campagna di sconti mai vista: 0%. Con un post su Facebook, che ha raggiunto mezzo milione di persone in maniera organica  – ovvero senza pagare la pubblicità alla piattaforma –, ha spiegato che chi avesse comprato i suoi prodotti a prezzo intero avrebbe permesso all’azienda di mettere in piedi una campagna di donazioni per distribuire cibo a cani abbandonati. Le vendite sono state quadruplicate, garantendo 200mila pasti tra canili e altre strutture.

Da sinistra Giulio Xhaet e Paolo Iabichino

Le opportunità del digitale

Come più volte ribadito nel corso de “L’età ibrida”, di fronte all’attuale situazione di crisi, il digitale e le opportunità del web non possono più essere viste come una minaccia. «I contaminati di cui parlo nel libro sono la risposta all’intelligenza artificiale che oggi già opera nelle aziende – ha spiegato Xhaet – per innovare bisogna sapere danzare tra le intersezioni delle varie discipline». Portando l’altro esempio delle scuole elementari finlandesi, l’autore ha spiegato che in certi contesti fin da bambini si è abituati a ragionare oltre gli schemi tradizionali, imparando invece per macroargomenti e lavorando in gruppo facendo social innovation.

 

Durante il webinar trasmesso da Palazzo Giureconsulti a Milano, c’è stato spazio anche per presentare IL3X, startup che ha partecipato a Tavolo Giovani, il progetto della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi che mette a disposizione delle imprese una piattaforma, fisica e virtuale, di visibilità, informazione e networking, al fine di intercettare e promuovere le idee migliori.

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«Creiamo capi di abbigliamento virtuali che possono essere indossati soltanto in spazi virtuali come Instagram, TikTok e Twitch – ha spiegato la CEO di IL3X, Erika Lamperti – tutto è a impatto zero per il brand. Se nel digitale c’è apprezzamento su un particolare vestito, in quel caso il brand può scegliere di produrlo. Oppure può essere un nuovo modo per creare engagement tra i più giovani, ovvero il target spesso più difficile da raggiungere».

L’innovazione come abitudine per fare impresa e stare sul mercato si ritrova anche in aziende come Eno Club Milano, fondata nei primi anni ’80 con l’idea di proporre un’enoteca dove vivere un’esperienza attorno al calice. «Dopo lo scoppio della pandemia e il conseguente lockdown ci siamo affidati alla nostra ricca newsletter – ha spiegato Massimo Malfassi, titolare insieme alla sorella Bianca – è bastato comunicare ai nostri clienti che avremmo fatto consegne a domicilio e questo ci ha permesso di continuare». Realtà familiari possono dunque restare competitive in un mercato dove operano anche i giganti? «Il nostro mondo può tranquillamente convivere con l’ecommerce – ha concluso – in passato si temeva la grande distribuzione. Supereremo anche questa sfida».

Tavolo Giovani: appuntamento il 31 ottobre

Sabato 31 ottobre, proprio a Palazzo Giureconsulti, si terrà un incontro digital di Tavolo Giovani, dal titolo”Innovazione e digitalizzazione per il rilancio del sistema economico” (qui il link per registrarsi). L’incontro, a partecipazione gratuita nell’ambito dei Digital Innovation Days, punta a promuovere e valorizzare il contributo delle imprese innovative digitali, anche attraverso il confronto tra gli esperti del settore.

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