Ultimo aggiornamento il 10 Novembre 2020 alle 9:23
Cosa cambia per Liguria, Toscana e le altre retrocesse in zona arancione
Le regole in vigore da mercoledì per le Regioni che cambiano colore. Aumentano per tutte le restrizioni
Il verdetto, temuto e contestato dai presidenti delle Regioni interessate, alla fine è arrivato nella serata di ieri. A partire da domani, Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria, stante l’avanzata del Covid-19 e la situazione delle strutture ospedaliere, passeranno dall’area gialla a quella arancione. In alcuni casi il peggioramento del quadro, reso lampante dai numeri, ha spento ogni polemica: “La Liguria da mercoledì 11 novembre diventerà zona arancione per i prossimi 14 giorni. Pur rimanendo perplesso sulla differenza di trattamento rispetto alla scorsa settimana, a fronte di numeri più o meno simili, ritengo sia doveroso non entrare in polemica con il Governo e prendere atto di questa decisione”, ha commentato a caldo il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, tra i più aspri critici della condotta del governo. Quindi ha ammesso: “Indubbiamente i nostri ospedali sono sotto forte pressione, il mondo medico chiede interventi e in queste situazioni riteniamo che il criterio di prudenza debba sempre prevalere”.
Giovanni Toti
“Nei ricoveri ospedalieri notiamo una tendenza all’aumento e soprattutto c’è un incremento per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva e questa situazione giustifica l’adozione di interventi più restrittivi soprattutto nelle regioni più colpite. E naturalmente necessita dell’adozione di comportamenti prudenti da parte di tutti i cittadini”. Così il direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza in merito alle nuove restrizioni in arrivo.
“La situazione epidemiologica da Covid-19 continua a peggiorare e si registra un Rt di circa un 1,7. Abbiamo oltre 500 casi per 100mila abitanti e quasi tutte le regioni italiane sono pesantemente colpite”, ha concluso Rezza.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in serata ha firmato inoltre l’ordinanza, che andrà in vigore dall’11 novembre, con la quale la Provincia di Bolzano passerà in area “rossa”.
L’Ordine dei medici di Firenze continua a chiedere di chiudere tutto subito come a marzo scorso unendosi così “all’appello della Federazione Nazionale” e ribadendo che “senza una chiusura generalizzata come quella di marzo non possiamo andare avanti. I numeri dei decessi, dei ricoveri in ospedale e dell’occupazione delle terapie intensive, non ci danno alternativa. Rischiamo il collasso del sistema”.
Nel pomeriggio di ieri l’ospedale di Pistoia ha deciso che il pronto soccorso chiuda tutta la notte per troppi arrivi di pazienti Coronavirus. Saranno dirottati su Careggi (Firenze), dove c’è ancora margine di accoglimento. Proprio l’area Firenze-Prato Pistoia, anche per la concentrazione demografica, è attenzionata dalla Regione. Il neo presidente Eugenio Giani ha firmato, come preannunciato, un’ordinanza per ricavare 500 posti letto Covid per pazienti a medio-bassa gravità nell’ex polo start up di Prato “baricentrica fra Firenze e Pistoia”. L’assessore Simone Bezzini annuncia nuove squadre Usca “Quelle a oggi costituite in tutte le tre aree vaste sono 114, e altre 36 saranno costituite nei prossimi 10 giorni, quindi arriveremo a 140”, ha detto Bezzini. I dati sono ancora in peggiorammento: 33 altri morti nelle ultime 24 ore e altri 2.244 positivi in tutta la regione. I ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono in tutto 1.776 (76 in più rispetto a ieri, +4,5%), 234 in terapia intensiva (8 in più rispetto a ieri, +3,5%). I guariti in totale sono 19.116 (ben 1.178 in più rispetto a ieri, +6,6%).
Liguri, toscani, umbri e gli altri dovranno quindi prendere confidenza con le regole in vigore per le zone arancioni che comportano, ahiloro, nuove restrizioni, superiori a quelle “base”, valide per tutto il territorio nazionale, cui erano assoggettati finora. Anche in Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria varranno queste regole: