Vaccino Pfizer-Biontec, all'Italia il 13,5% delle dosi in arrivo in Europa
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Ultimo aggiornamento il 10 novembre 2020 alle 15:43

Vaccino Pfizer-Biontec, all’Italia il 13,5% delle dosi in arrivo in Europa

All'Italia dovrebbero arrivare 3,4 milioni di dosi. Trattandosi di un vaccino che ha bisogno di due somministrazioni, significa fornire una copertura per circa 1,7 milioni di persone

Gli occhi del mondo ora sono tutti puntati sul vaccino Pfizer-Biontec, frutto della cooperazione tra Germania e Stati Uniti. All’indomani della notizia che il primo vaccino contro il Coronavirus a finire la sperimentazione è efficace al 90%, dato incredibilmente positivo (in senso buono, non nell’accezione medica che ormai è entrata anche nel linguaggio comune), di gran lunga superiore alle aspettative, ci si chiede quanto bisognerà attendere per averlo anche da noi. L’Italia, è noto, aveva scommesso su altri prodotti: quello di Oxford e quello dello Spallanzani coi quali avrà un accesso privilegiato alla fornitura. Non sarà così per il vaccino Pfizer-Biontec.

Leggi anche: Immigrati dalla Turchia in Germania. La coppia del vaccino di BioNTech

Le quote acquistate da Bruxelles

Quindi bisognerà aspettare le dosi acquistate da Bruxelles per tutti i Paesi membri. Di questa riserva comunitaria l’Italia avrà diritto ad almeno il 13,51% dei 300 milioni di dosi di vaccino Pfizer-Biontec riservati all’Ue, (200 milioni più un’opzione per altri 100 milioni). “La ripartizione delle dosi – spiegano dalla Commissione Ue – avviene sulla base della popolazione di ciascun Stato membro rispetto al totale degli abitanti dell’Ue” e il dato si ricava da fonti Eurostat. Ma la percentuale di dosi per l’Italia potrebbe anche essere più alta: con la procedura che partirà domani dopo il via libera del collegio dei commissari Ue, le capitali avranno cinque giorni per presentare eventuali opt out. In caso di astensioni aumenteranno le dosi per gli altri Paesi.

Quante dosi in Italia?

Secondo questi dati, all’Italia dovrebbero arrivare non meno di 3,4 milioni di dosi. Trattandosi di un vaccino che ha bisogno di due somministrazioni, significa fornire una copertura per circa 1,7 milioni di persone. I primi chiamati saranno i medici, il personale di primo soccorso e gli anziani ricoverati nelle RSA. Solo dopo aver messo in sicurezza la parte della popolazione più esposta si procederà con la vaccinazione a tappeto.

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