Dpcm, le regole per Natale. Ma chi sono i parenti di primo grado?
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Ultimo aggiornamento il 13 novembre 2020 alle 5:05

Dpcm, le regole per Natale. Ma chi sono i parenti di primo grado?

La sottosegretaria alla Salute: "Dovremo prevedere molto una limitazione delle persone riunite a non oltre il primo grado di parentela". Ma così si costringono i genitori a scegliere con quale figlio trascorrere le feste...

Quando la pandemia ebbe inizio e con essa la sventurata stagione dei Dpcm milioni di italiani corsero a interrogare Google per scoprire chi fossero i “congiunti“. Adesso interrogativi analoghi si pongono con riguardo alle dichiarazioni di esponenti dell’esecutivo sul venturo “Dpcm Natale” che, come abbiamo già anticipato (ne abbiamo scritto qui) detterà regole ben precise sul Cenone (non tanto, troppa grazia, sul menu da servire a tavola quanto sulle prescrizioni sanitarie e i comportamenti sociali da tenere). “Non credo che ci possano essere allentamenti delle misure per Natale: dovremo anzi prevedere molto probabilmente una limitazione delle persone riunite a non oltre il primo grado di parentela. Credo che sarà un Natale ben diverso da quello che abbiamo conosciuto”. Lo ha detto e ripetuto il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa (Pd), prima in una intervista alla Stampa e poi ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. A Natale sarà meglio stare solo in compagnia del “nucleo familiare più stretto”, come misura anti-Covid, le ha fatto eco il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, a L’Aria che Tira su La7. Boccia non ha espressamente parlato di parenti di primo grado ma, in attesa di conoscere il testo del Dpcm Natale, urge comunque un ripasso delle parentele. Sbagliare a chi inoltrare gli inviti potrebbe comportare conseguenze ben più serie di ritrovarsi una calza piena di carbone…

Un fotogramma del film Parenti serpenti, di Mario Monicelli

Chi sono i parenti di primo grado?

La definizione e i criteri per il calcolo dei gradi di parentela ed affinità sono indicati dal Codice Civile, agli articoli 74, 75 e seguenti. L’art. 75 recita: “Sono parenti in linea retta le persone di cui l’una discende dall’altra; in linea collaterale quelle che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l’una dall’altra”. L’articolo 76 aggiunge: “Nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite. Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all’altro parente, sempre restando escluso lo stipite”.

La tabella presente sul sito dell'INPS

I gradi si contano calcolando le persone e togliendo lo stipite: tra padre e figlio c’è parentela di primo grado; tra fratelli c’è parentela di secondo grado (figlio, padre, figlio = 3; 3 – 1 = 2); tra nonno e nipote, parentela di secondo grado (nonno, padre, figlio = 3; 3 – 1 = 2); tra cugini parentela di quarto grado e così via. Sulla base di queste definizioni, si distingue tra:

 

Parenti di primo grado
– Figli e genitori (linea retta)

 

Parenti di secondo grado
– Fratelli e sorelle; linea collaterale: sorella, padre (che non si conta), sorella.
– Nipoti e nonni; linea retta: nipote, padre, nonno (che non si conta).

 

Parenti di terzo grado
– Nipote e zio; linea collaterale: nipote, padre, nonno (che non si conta – zio).
– Bisnipote e bisnonno; linea retta: bisnipote, padre, nonno, bisnonno (che non si conta).

 

Parenti di quarto grado:
– Cugini; linea collaterale: cugino, zio, nonno (che non si conta), zio, cugino.

Un fotogramma del film Parenti serpenti, di Mario Monicelli

Perché non si può usare il limite dei parenti di primo grado

Ora, come lo schema mostra bene, la restrizione indicata a più riprese da Sandra Zampa non ha alcun senso e probabilmente è spia della scarsa conoscenza della materia da parte della sottosegretaria. Difatti, la ratio alla base della misura in studio al Governo è, probabilmente, quella di tutelare i nonni, cioè le persone più esposte alle conseguenze gravi del Coronavirus.

In questo caso, bisogna formulare un testo – dalla crudeltà sconosciuta a qualsiasi legislatore occidentale d’età moderna – che al più vieti ai nonni di fare il cenone assieme ai nipoti. Se il Dpcm Natale prevedesse invece il limite generico dei parenti di primo grado, si vieterebbe di riunire alla stessa tavola, sotto lo stesso tetto, persino i fratelli: una madre con due figli come soli parenti dovrebbe perciò decidere con quale dei due trascorrere il Natale

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