Francia, l'appello dei negozi: "Natale senza Amazon" - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 19 novembre 2020 alle 6:11

Francia, l’appello dei negozi: “Natale senza Amazon”

Secondo le stime degli esercenti d'Oltralpe, per ogni posto di lavoro creato da Jeff Bezos se ne perdono circa tre

Non sono certo finite le tensioni tra Amazon e la Francia, il Paese europeo più agguerrito nei confronti del gigante dell’eCommerce. Soltanto un mese fa Parigi ha sottoscritto un documento da sottoporre alla Commissione europea, al lavoro sul nuovo regolamento europeo per le piattaforme digitali (Digital Service Act, DSA), chiedendo con forza a Bruxelles lo stop delle pratiche sleali fin qui poste in essere dai giganti del Web. Nel pieno della pandemia, invece, la giustizia francese aveva simbolicamente messo le ganasce ai furgoncini di Amazon, accusando il Gruppo di Jeff Bezos di aver trascurato la tutela della salute dei suoi dipendenti dai rischi del di Coronavirus. Ora, a una settimana dal Black Friday, contro il colosso statunitense si schierano compatti gli esercenti francesi, chiedendo ai propri connazionali di fare spese nei negozi fisici, così da tutelare i posti di lavoro in un momento tanto difficile per loro per via dell’epidemia e dei lockdown.

Chi ha sottoscritto l’appello finora

La petizione contro i colossi online è… online e ha pure un hashtag #NoëlSansAmazon, Natale senza Amazon. In poche ore, il richiamo al patriottismo ha funto da catalizzatore, allungando notevolmente la lista dei firmatari che è arrivata a comprendere pure diverse personalità del mondo della cultura, della politica e, più in generale, della società civile. Ci sono, tra gli altri, l’ex membro del partito del presidente francese Emmanuel Macron, Matthieu Orphelin, l’ex ministro dell’Ambiente Delphine Batho, la scrittrice Christine Orban, i sindaci di Parigi, Grenoble e Poitiers, Anne Hidalgo, Eric Piolle e Léonore Moncond’huy e le associazioni Greenpeace e France Nature Environnement.

Il documento alla base della chiamata all’astensionismo da acquisti compulsivi in Rete (da effettuare semmai nei negozi fisici) insiste ovviamente sulla mai sanata questione fiscale. In più, viene sottolineato come, per ogni posto di lavoro creato da Amazon, in Francia ne scompaiono almeno 2,6 tra negozi che chiudono e danni all’indotto nelle forniture. Infine, si attacca Amazon per ospitare un numero irrisorio di aziende francesi, ovvero appena il 4,7% del totale, denunciando che il gruppo comunque trattiene per sé una commissione del 15% su ogni vendita.

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