Arriva l'influenza, picco per gennaio. Medici: colpirà 3mln di italiani
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Ultimo aggiornamento il 21 novembre 2020 alle 9:24

Arriva l’influenza, picco per gennaio. Medici: colpirà 3mln di italiani

Mascherine e distanziamento dovrebbero frenare la stagione influenzale. L'ultima "epidemia" colpì 8 milioni di italiani

Allo stress delle strutture sanitarie già oberate di lavoro per i casi di Covid-19 presto si aggiungerà anche quello delle chiamate di chi ha preso la “semplice” influenza ma teme di aver contratto il Coronavirus e andrà nel panico. Colpa, anche, di un piano vaccinale che non ha affatto funzionato come programmato (si guardi alla situazione in Lombardia). Il picco influenzale quest’anno è previsto per metà gennaio e coinvolgerà circa tre milioni di italiani. Altri tre, invece, quelli previsti fino alla primavera. Il virus quest’anno inizierà a circolare un po’ in ritardo rispetto agli anni precedenti, quando a novembre si contavano già circa due milioni di casi.

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Influenza, si combatte con mascherine e distanziamento

Le attuali misure preventive per contrastare la pandemia da Covid-19 potrebbero rivelarsi efficaci anche contro altri tipi di virus, inclusi quelli influenzali. Secondo i medici della SIMG – Società Italiana Medicina Generale e delle Cure Primarie, la prossima stagione influenzale potrebbe comportare numeri più bassi rispetto alla precedente, che registrò circa 8 milioni di casi soltanto in Italia. La previsione sarebbe confermata anche dai dati australiani, che sottolineano questa tendenza.

“L’influenza è da sempre una delle principali sfide sanitarie di fine anno – ha detto il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Mai come quest’anno, però, effettuare la relativa vaccinazione è fondamentale, perché è ormai risaputo che l’influenza presenti sintomi molto simili a quelli del Covid-19. In queste settimane noi medici di base stiamo somministrando circa 18 milioni di dosi; dovremmo riuscire a terminarle per fine novembre, ma continueremo a somministrarle ad oltranza, finché ce ne saranno a disposizione. Intendiamo, a tal proposito, lanciare un appello per consentire un accesso al vaccino efficace e celere. Noi medici di base, infatti, siamo l’ultimo anello di un lungo processo di produzione e di diffusione: questo va ulteriormente sollecitato e rafforzato, e in tempi brevi, così da fronteggiare contemporaneamente anche l’attuale emergenza pandemica”.

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