I navigator rischiano la disoccupazione. Niente soldi per la riassunzione
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Ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2020 alle 10:06

Ora i navigator rischiano la disoccupazione. Niente soldi per la riassunzione

Nel disegno di legge di Bilancio ci sono coperture per confermarne appena 1 su 6

Assunti – tra mille polemiche, sberleffi e dubbi – per trovare lavoro agli altri e presto potenzialmente disoccupati. Destinati a ingrossare cioè le file di coloro che altri navigator (quelli superstiti) dovranno aiutare. È la beffa che è possibile leggere tra le righe della bozza della legge di Bilancio 2021 che, nella necessità di reperire fondi soprattutto per gli aiuti post Covid-19 a imprese, partite Iva e dipendenti, lesina sui soldi indirizzati ad Anpal servizi, l’Agenzia per le politiche attive che gestisce appunto i navigator.

Navigator con contratto in scadenza

In totale i navigator assunti con un contratto dalla durata biennale sono 2.846 unità. E, come fa notare oggi il Corriere della Sera, “il loro contratto scade a fine aprile. Ma nel disegno di legge di Bilancio, che fissa spese ed entrate dello Stato nel prossimo anno, soldi non ce ne sono. L’articolo 55 prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per Anpal servizi, l’Agenzia per le politiche attive che li gestisce. Ma quei soldi servono per altre attività. E anche se fossero utilizzati per loro, basterebbero per prolungare il contratto fino a fine 2021 solo per 500 di loro”.

Quindi al più il governo assicurerà la sopravvivenza a 1 navigator su 6. Che, visti i risultati portati a casa finora, sarebbe comunque un numero più che sufficiente. I numeri raccolti dalla Stampa, dopo circa un anno dall’istituzione dei navigator, sono comunque di gran lunga inferiori alle aspettative. Secondo il quotidiano di Torino, che ha interpellato l’Anpal Servizi, tra i quasi 3 milioni di beneficiari del reddito di cittadinanza, gli occupabili sono circa la metà, ovvero 1, 5 milioni e finora ne sarebbero stati contattati quasi 800mila. Hanno comunque avuto davvero poco tempo per aiutare l’esercito di disoccupati: infatti, nonostante abbiano iniziato formalmente a operare lo scorso settembre, quindi un anno fa, solo a dicembre 2019 hanno ultimato il periodo di affiancamento con il personale del Centri per l’impiego e sono stati messi in carreggiata.

La proposta: pagare lo stipendio col Recovery Fund

Riforma bandiera del Movimento 5 Stelle, i navigator non possono certo finire disoccupati dopo due anni dalla loro attivazione. I pentastellati scalpitano per salvarli e c’è chi è persino arrivato a proporre di trovare le coperture necessarie dai soldi del Recovery Fund. Ma quel fondo, oltre a essere più che mai virtuale (soprattutto finché continueranno le resistenze di Ungheria e Polonia), serve a tappare le falle di ben altre emergenze, legate alla crisi pandemica e alla necessità di ricostruire il tessuto produttivo del Paese. Distrarre quei soldi per mantenere in vita una riforma oggi divenuta identitaria per una forza politica sarebbe senza dubbio un grave affronto nei confronti di Bruxelles, che staccherà gli assegni del Next Generation Eu. E potrebbe anche decidere di non farlo.

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