Parte il progetto Piattaforma Cultura Italiana: guidata dal MiBACT (Con Cdp e Chili) - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 7 Dicembre 2020 alle 9:02

Parte il progetto Piattaforma Cultura Italiana: guidata dal MiBACT (Con Cdp e Chili)

La piattaforma digitale della cultura di teatro, musica, arte, live e on-demand è promossa da MIBACT insieme a CDP. Obiettivo: supportare il patrimonio artistico-culturale italiano. Sarà partecipata al 51% da CDP. Selezionata Chili, la piattaforma di streaming cinematografico (49%)

Il progetto è su iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MIBACT) insieme a Cassa Depositi e Prestiti.

La piattaforma digitale italiana della cultura – prevista dal Dl Rilancio – sarà operativa dai primi mesi del 2021 e ha l’obiettivo di sostenere il settore delle performing arts, particolarmente colpito nel corso di quest’anno dalla pandemia da Covid-19.

“In collaborazione con Cdp, svilupperemo una piattaforma digitale pubblica, a pagamento, per veicolare l’offerta culturale del nostro Paese”, queste la parole del ministro Dario Franceschini che già durante il lockdown aveva anticipato l’idea di mettere in piedi una piattaforma della cultura italiana. In quei mesi, infatti, è stato ampiamente sperimentato il ruolo strategico dell’offerta culturale televisiva. Il progetto durerà anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria e non vuole in alcun modo sostituirsi alla unicità dello spettacolo dal vivo – ha aggiunto Franceschini – ma servirà a rendere i prodotti culturali italiani fruibili ad una più vasta schiera di spettatori, anche all’estero nell’ottica di promuovere l’Italia nel mondo.


In una nota Cdp precisa che per la realizzazione e la gestione della piattaforma il MIBACT e CDP hanno avviato un’interlocuzione con la Rai ed i principali operatori presenti nel mercato italiano, all’esito della quale è stata indetta una procedura competitiva aperta per l’individuazione del partner industriale.
È stata così selezionata CHILI – società attiva dal 2012 nel settore dei servizi di TV on demand e che conta oltre 4 milioni di utenti iscritti – per la sua esperienza internazionale nel settore, l’innovativa infrastruttura tecnologica utilizzata e il know-how strategico-commerciale utile all’espansione della piattaforma. Per la gestione della piattaforma è stata costituita una nuova società controllata al 51% da CDP e al 49% da CHILI Spa.

L’accordo per la realizzazione della piattaforma

L’accordo economico per la formazione della Newco prevede il controllo da parte di Cassa depositi e prestiti che guiderà le operazioni con il 51% e verserà nove milioni di euro cash, mentre Chili, la piattaforma di streaming cinematografico, deterrà il 49% a fronte di un investimento di 9 milioni tra, tecnologia, know how e cash. A questi due protagonisti si aggiunge il MiBACT, che farà da regista del progetto, versando 10 milioni di euro provenienti dal Recovery Fund. “Stiamo lavorando, anche in previsione delle risorse del Recovery Fund, su grandi progetti tra cui la nascita della Netflix della cultura italiana e una digital library nazionale, grazie a cui saremo in condizione di trattare con i giganti della rete in una posizione di forza”. Ha dichiarato Franceschini.

Teatro, musica, arte, live e on-demand

Attraverso la piattaforma si potrà accedere a un’offerta ampia, diversificata e molto concorrenziale per la visione live e on-demand di concerti e opere teatrali, si potranno effettuare tour virtuali dei principali musei italiani e delle maggiori mostre di interesse pubblico, visitare festival e fiere e scegliere fra un ampio catalogo di film e altri contenuti tematici. Nella piattaforma sarà anche possibile acquistare biglietti e merchandising garantendo uno strumento semplice e funzionale per chi vorrà tornare a visitare di persona il patrimonio artistico-culturale italiano quando sarà nuovamente possibile farlo.
Il nuovo progetto si distingue rispetto alle principali piattaforme generaliste che distribuiscono serie tv e contenuti cinematografici per la diffusione di contenuti live e il focus sul settore culturale. Inoltre, con la nuova piattaforma potranno essere venduti i contenuti distribuiti online generando un beneficio economico diretto per le attività culturali.
Il progetto è aperto alla futura collaborazione della Rai e di altre istituzioni e soggetti del settore culturale, pubblici o privati.

Supportare gli operatori del settore dello spettacolo

Gli introiti derivanti dall’utilizzo della piattaforma, infatti, serviranno anche a supportare gli operatori del settore contribuendo, inoltre, alla diffusione della cultura italiana nel mondo grazie a una distribuzione internazionale. La piattaforma coprirà tutti i principali canali distributivi – smart tv, smartphone, tablet, pc – e sarà compatibile con il maggior numero di devices e sistemi operativi sul mercato.

Sin da subito verranno avviate le attività operative utili alla definizione degli accordi con operatori e altre istituzioni culturali per il reperimento dei contenuti da distribuire attraverso la piattaforma.

Chi è Chili

Il partner del progetto, Chili, è stato scelto perché in grado di sviluppare un’offerta di mercato con approccio imprenditoriale e olistico. La società è già attiva nello streaming e si occupa della distribuzione via internet di film e di serie televisive.

Fondata nel giugno del 2012, Chili si è affermata sul mercato italiano e ha lanciato il servizio anche in Gran Bretagna, Polonia, Germania e Austria. Tra gli azionisti Paramount Pictures, Sony Pictures Entertainment, Viacom e Warner Bros. Hanno quote in Chili Tony Miranz, che ha venduto la società di video-on-demand Vudu alla catena Walmart nel 2010, Antonio Belloni, amministratore delegato di LVMH; il finanziere Francesco Trapani e la famiglia Passera. Premiata nel 2017 da Frost & Sullivan come miglior “European Entrepreneurial Company” dell’anno, per il suo innovativo servizio di video-on-demand, Chili ha sede a Milano.

La società nel gennaio 2020 ha chiuso un ultimo aumento di capitale da 6,4 milioni di euro. Il nuovo aumento di capitale è stato sottoscritto da Negentropy Sicav (3,4 milioni); Torino 1895 della famiglia Lavazza (1 milione), che nel gennaio 2018 aveva investito 25 milioni di euro per il 25%.

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