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La piscina “tech” più profonda del mondo tra rovine Maya e navi affondate

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La piscina “tech” più profonda del mondo tra rovine Maya e navi affondate

La vasca dei record si trova in Polonia e ha superato il record fino a ieri detenuto dall’italiana Y-40, realizzata nel Padovano

La vasca dei record si trova in Polonia e ha superato il record fino a ieri detenuto dall’italiana Y-40, realizzata nel Padovano

È stata definita “la piscina più moderna del mondo”. Quello che pare certo è che sia la più profonda: con 47,5 metri, la nuova struttura inaugurata pochi giorni fa nella cittadina polacca di Mszczonow, diecimila abitanti, ha strappato il primato  all’italiana Y-40 di Montegrotto Terme, nel Padovano, ferma a “soli” 42,15 metri.

 

La certificazione di Deepspot – questo il nome dell’impianto –  è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza degli ufficiali del Guinness dei primati: assieme a tre istruttori esperti, Michał Braszczyński, presidente della compagnia Aerotunel proprietaria della piscina, si è armato di muta ed è sceso alla massima profondità. La documentazione è stata, quindi, inviata a Londra, dove si trova al vaglio della redazione che ne verificherà la correttezza, ultimo passo prima di entrare ufficialmente nel famoso annuario.

 

La realizzazione dell’opera, che ha goduto dei fondi dell’Agenzia polacca per lo sviluppo delle imprese, è costata 40 milioni di zloty, l’equivalente di circa 9 milioni di euro.

 

Solo due strutture simili

Ci sono solo due strutture al mondo con caratteristiche simili: la belga NEMO33 vicino a Bruxelles (33 m, aperta nel 2004) e, come si diceva, l’italiana Y-40 (aperta nel 2014). La piscina Mszczonów, spiegano i media locali, le supera non solo in termini di profondità e innovazione, ma anche di difficoltà nell’attuazione del progetto. Il bacino idrico belga fu, infatti, costruito utilizzando un pozzo minerario, mentre quello italiano è stato scavato nella roccia.

 

Se soffrite di claustrofobia, probabilmente non è il posto per voi. Ma con una capacità totale di 8000 metri cubi, pari a 27 piscine olimpioniche, dichiara la proprietà, e pareti resistenti alla pressione di 50 tonnellate, Deepspot è concepita per diventare un’attrazione turistica non solo per i sub professionisti. Tutti gli spettatori possono godere lo spettacolo del tunnel situato sott’acqua, e, per chi volesse mettere la muta, l’immersione è impreziosita da rovine Maya disseminate negli anfratti, e persino dalla riproduzione di un relitto, adagiato sul fondo: calarlo negli abissi ha richiesto oltre due giorni di operazioni.

Sistema di filtrazione all’avanguardia

Grazie al sistema di filtrazione, ottanta volte più efficiente dei normali serbatoi, l’acqua è incredibilmente limpida, tanto che stando in cima sarebbe possibile facilmente vedere il fondo.

 

“Abbiamo impiegato filtri a diatomea, in grado di rimuovere torbidità e qualsiasi elemento inquinante dall’acqua e rappresentano la soluzione più all’avanguardia e green del settore” spiega Culligan, l’azienda che si è occupata della gestione.

 

Caratteristica peculiare di questi sistemi è la presenza di speciali elementi filtranti autopulenti rivestiti da una calza in polipropilene su cui sono disposte le diatomee, polveri bianche e impalpabili ricavate dai gusci silicei fossei di microalghe.

 

Se passate tra Varsavia e Lodz e avete voglia di un tuffo, non c’è bisogno di comprare l’attrezzatura: è possibile noleggiare in loco tutto il necessario per immergersi in loco. Per chi proprio non può fare a meno dell’acqua, sono state costruite alcune camere d’albergo con vista sui nuotatori. La privacy, forse, ne risentirà; in compenso, abbandonarsi al sonno immersi nel blu non ha prezzo.