Barbara Sala, da una laurea in relazioni pubbliche al settore medicale
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Ultimo aggiornamento il 29 Dicembre 2020 alle 15:19

Da Milano a New York innovando il mondo delle trasfusioni. Il progetto di Barbara Sala

Dalla laurea in relazioni pubbliche alla guida di un'azienda medicale: la storia di Barbara Sala

Una laurea in relazioni pubbliche alla Iulm di Milano e una carriera da innovatrice in una società che sviluppa device medicali. La storia di Barbara Sala, Ceo di Delcon, pmi innovativa italiana che produce software e dispositivi medici per la filiera trasfusionale, è particolare. Un’escalation di esperienze e successi che l’hanno portata al ruolo di amministratore delegato di un’azienda in un settore prettamente maschile. Nel suo cassetto, però, Barbara ha un sogno ancora più ambizioso: rinnovare completamente il settore, partendo dalle sue criticità e andandole a colmare con innovazione, tecnologia e design. È proprio in questo modo che è riuscita a sviluppare insieme a Cefriel – società consortile partecipata dal Politecnico di Milano che accompagna le aziende nella realizzazione di progetti innovativi – e al New York Blood Center, una bilancia per la donazione, chiamata «Milano», in omaggio alla capitale italiana del design, che verrà utilizzata per la raccolta del sangue proprio dal maggiore centro trasfusionale degli Stati Uniti.

Da Microsoft all’azienda di famiglia

Dopo la laurea e un master Mba al Politecnico di Milano, Barbara Sala, classe 1978, ha lavorato in Fujitsu e in Microsoft, dove ha partecipato a un programma per giovani talenti che l’ha portata da Lisbona a Seattle, ad altre sedi nel mondo: “Un’esperienza impegnativa e formativa anche dal punto di vista culturale e delle soft skill”. Dopo un’altra esperienza professionale come Sales Engineer nell’area digitale di Michelin Barbara, sempre più appassionata di nuove tecnologie e innovazione si disse: “Devo aprire un’azienda mia, per fare qualcosa che lasci un segno”. Con un amico aprì la sua startup, AllUcanItaly, un portale turistico che consentiva ai turisti di prenotare esperienze “nostrane” per conoscere la vera essenza dell’Italia. “Ma mio padre insisteva perché io entrassi nell’azienda che aveva fondato nell’81, Delcon, con la quale io ero cresciuta. Mi sono detta: adesso o mai più”.

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Era il 2011: da quel momento la sua carriera nell’azienda di famiglia è stata un’escalation. Dopo un paio d’anni Barbara è diventata general manager e poi ceo, al posto del padre. Negli ultimi dieci anni Delcon ha cambiato pelle, si è data all’innovazione ed è diventata internazionale: la svolta è stata, nel 2018, la fondazione di Delcon Usa, a Charlotte in North Carolina.

“A guidarmi è stata la passione – racconta –: ho visitato tutti gli Stati Uniti e parlato con i maggiori blood center per comprendere le loro esigenze”. Barbara ha portato a tutti la sua idea: ridisegnare una bilancia per raccolta sulla base delle loro esigenze reali. “Nessuno le modificava da più di dieci anni – dice – il nostro è un settore fermo e poco innovativo. Finalmente ho trovato il NYBC che è stato subito entusiasta. Così ho ingaggiato Cefriel per realizzare il progetto con un approccio design thinking e un team misto di ingegneri di Delcon, designer e progettisti di Cefriel”.

Fare la differenza per il bene di tutti

Da qui ha preso vita il suo desiderio: “Vorrei che Delcon avesse un ruolo fondamentale come driver di innovazione nella filiera trasfusionale, per migliorare e colmare problemi irrisolti, per esempio il grande numero di passaggi manuali in una filiera dove la tracciabilità è importante. Inoltre i giovani donano sempre meno: tra 30 anni avremo carenza di sangue e molte persone non potranno essere curate. Vogliamo migliorare l’esperienza di donazione così da fare la differenza, lasciare un segno per un bene comune”, conclude Barbara Sala.

Il suo segreto?  Non smettere mai di formarsi. “Negli ultimi anni ho seguito corsi e master, da Harvard al Mit, per approfondire la conoscenza di nuove tecnologie e per aggiornare i processi di innovazione aziendale”.

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