Planet Smart City compra l'app Djungle per connettere i residenti smart - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 5 Gennaio 2021 alle 16:10

Planet Smart City compra l’app Djungle per connettere i residenti smart

Il gruppo di social housing acquisisce la piattaforma dedicata al customer engagement e alla fidelizzazione: ecco perché non è un'operazione lontana dai propri interessi. Anzi

Di Planet Smart City ne avevamo parlato all’inizio del 2020, quando il gruppo proptech leader globale nella progettazione e costruzione di quartieri e abitazioni smart a prezzi accessibili aveva incassato un nuovo aumento di capitale monstre da 24 milioni di euro, superando i 100 milioni di raccolta in un anno e mezzo. Ora la società guidata dal Ceo e cofondatore Giovanni Savio, che avevamo intervistato, ha annunciato di aver completato l’acquisizione del 100% di Djungle, startup innovativa specializzata nella progettazione di soluzioni digitali per le attività di customer engagement e customer loyalty della distribuzione retail, pagando il controvalore per cassa e attraverso azioni proprie.

Come funziona Djungle

Ma che cos’è Djungle? Fondata nel 2017 a Torino da Alessandro Nasi e Giulietta Testa con la missione d’innovare le attività di customer engagement e customer loyalty attraverso gamification e big data analytics, si basa su una tecnologia proprietaria e sulla creatività delle soluzioni. L’obiettivo è appunto migliorare l’esperienza digitale dei clienti e la qualità delle loro interazioni con i distributori. Grazie all’innovatività dell’offerta, Djungle è stata scelta da catene distributive internazionali del calibro di Flying Tiger ed è cresciuta rapidamente.

Giovanni Savio, Ceo di Planet Smart City

L’investimento per l’acquisizione che senso ha, visto che sembra muoversi in un ambito all’apparenza distante? “Riflette la missione e la strategia di sviluppo di Planet Smart City – si legge in una nota – contribuire all’innovazione sociale attraverso progetti immobiliari intelligenti fortemente caratterizzati dall’impiego di tecnologie digitali che facilitino l’interazione tra i residenti e la creazione di comunità”.

La gamification ricopre fra l’altro un ruolo centrale in questo contesto: attiva la partecipazione alla vita comunitaria, premia le persone più attive e sensibili, alimenta i comportamenti sociali e ambientali virtuosi (per esempio, nell’impiego delle risorse energetiche, nello smaltimento dei rifiuti o nell’uso delle eccedenze alimentari dei quartieri smart su cui Planet Smart City è impegnata ai quattro angoli del globo), migliora in misura rilevante engagement e fidelizzazione sulle piattaforme digitali. La tecnologia e il know-how di Djungle permetteranno, tra l’altro, di sviluppare le funzionalità della Planet App, la piattaforma per l’avvio e la gestione di comunità intelligenti.

Smart City Natal

Djungle permette di costruire un canale digitale diretto, personalizzato, che cambia il modo di relazionarsi con la comunità nella quale si vive– spiega Alan Marcus, Chief Digital Strategy Officer di Planet Smart City – l’unione tra Planet Smart City e Djungle crea le condizioni per un’entusiasmante gamma di nuove possibilità. La flessibilità della tecnologia proprietaria di Djungle permetterà di aumentare il coinvolgimento delle persone nella vita comunitaria e darà impulso allo sviluppo della Planet App accrescendo il valore dei nostri progetti. Il team di Djungle proseguirà la ricerca e lo sviluppo di nuove opportunità per le comunità di Planet Smart City e per le comunità afferenti a progetti immobiliari di sviluppatori terzi”.

Savio ha invece spiegato che “i modelli di business di Planet Smart City e Djungle si fondano sul coinvolgimento dei pubblici ai quali si rivolgono: interazione e partecipazione sono una condizione essenziale per la rispettiva offerta. È questo punto di contatto che ha innescato la collaborazione. Grazie all’acquisizione integriamo strategicamente due aree di competenza e professionalità creando un gruppo di lavoro interdisciplinare forte, capace di diventare sistema, che ci permetterà di generare idee e dare impulso alla necessaria digitalizzazione dei servizi per il real estate. E’ importante che questo stia accadendo tra due imprese nate a Torino, da imprenditori torinesi: prova che la città sta iniziando a trovare una nuova dimensione, ha l’ambizione di esportare nuove idee nel mondo ed è anche pronta ad accogliere progetti che ne alimentino la crescita economica”.

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