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Assistenti virtuali: come costruirli da zero con l’AI. Due masterclass online

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Assistenti virtuali: come costruirli da zero con l’AI. Due masterclass online

L’intervista ad Antonio Perfido, Head of Digital The Digital Box e ideatore di Convergent Marketing

L’intervista ad Antonio Perfido, Head of Digital The Digital Box e ideatore di Convergent Marketing

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Oltre 66mila conversazioni avute in un anno e quasi 250mila messaggi scambiati. “Vorrei un certificato” e “Vorrei prenotare un appuntamento” sono state tra le richieste principali che i cittadini di Siena hanno rivolto a una assistente virtuale attiva dal 2019. Alleata decisiva soprattutto nei mesi più difficili del lockdown, quando il rapporto quotidiano con la pubblica amministrazione si è trasferito online. Caterina, il suo nome, è frutto di un lavoro approfondito sull’intelligenza artificiale conversazionale: tecnologia, empatia e sceneggiatura si mescolano. Realizzata da QuestIT, società del gruppo The Digital Box, è un case study utile per capire le potenzialità di questi strumenti nelle attività di imprese, startup e pubbliche amministrazioni. Visti come inarrivabili, i digital human sono invece alla portata di molti.

 

Assistenti virtuali: starter pack

È davvero così semplice costruire assistenti virtuali? «Non è più materia esclusiva per tecnici. Anche chi crea contenuti, uno storyteller, un social media manager può sprigionare il proprio talento digitale. Chi oggi si forma per diventare lo sceneggiatore di questi assistenti virtuali impara una delle professioni più richieste dal mercato nell’immediato futuro». Antonio Perfido, Head of Digital The Digital Box e ideatore di Convergent Marketing, ha raccontato a StartupItalia il potenziale di tecnologia e di digital storytelling, al centro delle due masterclass onlineConvergent Marketer e Conversation Design, entrambe in programma dal 22 al 23 gennaio (12 ore complessive, a numero chiuso). «The Digital Box, ovvero un’azienda tecnologica votata all’intelligenza artificiale e al mobile, porta l’esperienza maturata sul campo in aula, nella formazione – ha spiegato Perfido – e lo facciamo con un taglio pratico. Vogliamo creare le nuove figure professionali di cui il mercato ha bisogno».

 

 

L’AI conversazionale è cresciuta negli anni, andando oltre i chatbot che rispondono a domande secche e non sempre riescono a orientare chi ha un dubbio o una richiesta da sottoporre. «Ormai le macchine possono replicare il linguaggio dell’uomo – ha spiegato Perfido – casi come quello di Caterina a Siena dimostrano quanto questi androidi riescano a dialogare con empatia con i cittadini, disambiguando le domande e lavorando sulla semantica. Ma senza un coach questa intelligenza artificiale non è nient’altro che una macchina goffa. Il Conversation Designer è una delle professioni più richieste dalle aziende impegnate nello sviluppo di progetti di intelligenza artificiale».

Conversation Design: mestiere del futuro

In questo entrano in gioco i corsi che The Digital Box ha deciso di organizzare, rivolgendosi non ai tecnici ma a chi ha formazione umanistica alle spalle, agli esperti di marketing e comunicazione. Con questo bagaglio di esperienza potranno proporsi alle aziende come figure professionali centrali per migliorare il dialogo quotidiano col pubblico. «Oggi l’AI conversazionale è sottoutilizzata – ha spiegato Perfido – con la nostra masterclass gli iscritti impareranno a istruire questi assistenti virtuali in 12 ore. Al termine del corso avranno a loro disposizione una piattaforma su cui esercitarsi e affinare la tecnica». Sono tante le aziende, anche piccole, che potrebbero dotarsi di questi strumenti digitali per scalare il proprio business, sfruttando la propria presenza online e sui social in maniera convergente. «Si tratta – ha aggiunto – del primo corso in Italia per diventare esperti nella creazione e gestione di assistenti virtuali digital human per renderli più naturali, utili e convincenti».

Convergent Marketer: storytelling nuovo

L’intelligenza artificiale è tra le buzzword dei nostri tempi. Ma non sempre si è fatta sufficiente chiarezza sul suo utilizzo, confinando così la materia in una zona ipertecnica, vista come inarrivabile da parte di PMI e startup. Lo stesso vale anche per lo storytelling, scatola che deve essere riempita con competenze e tecniche necessarie per interfacciarsi con gli utenti online. «Con il secondo corso, Convergent Marketer, aiutiamo chi non ha competenze tecniche a liberare il potenziale digitale. Questa masterclass ha obiettivi diversi che spaziano dalla creazione di contenuti mobile, ai social e ai chatbot attraverso il digital storytelling, storie digitali letteralmente sfogliabili su smartphone».

 

 

In tutto questo bagaglio la piattaforma, ovvero lo strumento che permette di lavorare, non richiede conoscenze particolari. La masterclass Convergent Marketer punta a formare figure professionali specializzate nello studio di strategie convergenti grazie a contenuti mobile (come storie sfogliabili, video verticali e landing page), gestione dei social e realizzazione di chatbot. «Ma la tecnologia è la parte più semplice – ha precisato Perfido – le piattaforme sono di facile utilizzo e ti permettono di avere un risultato finale per interfacciarsi col pubblico. Qualsiasi azienda potrebbe avere un assistente virtuale come Caterina e sfruttare il digital storytelling su mobile».

I coach

Grazie alla presenza di esperti di The Digital Box che faranno da coach durante le due masterclass, l’obiettivo dell’azienda è offrire a professionisti di marketing e comunicazione un trampolino per lanciarsi in nuove sfide lavorative. «Il futuro sta nelle conversazioni digitali – ha concluso Perfido – Oggi esiste un gap di talenti digitali: la maggior parte delle aziende non hanno persone per poter sfruttare queste tecnologie. Il nostro scopo è formare e ispirare figure che possano piacere al mercato».