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South working e reshoring, così la Sardegna attrae imprese e startup

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South working e reshoring, così la Sardegna attrae imprese e startup

Cagliari al nono posto tra le città italiane dove si vive meglio. Nell’ultimo periodo sempre più imprese e startup mettono radici in Sardegna

Cagliari al nono posto tra le città italiane dove si vive meglio. Nell’ultimo periodo sempre più imprese e startup mettono radici in Sardegna

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L’epidemia da Covid-19 ha colto tutti di sorpresa, cambiando drasticamente le nostre abitudini e il nostro modo di vivere. Il lavoro in ufficio, laddove si è potuto, è stato sostituito dallo smartworking; lezioni e corsi in presenza si sono trasformati nella didattica a distanza; le attività sportive sono state traslate tra le mura domestiche o nel giardino di casa, anche grazie al supporto che tanti professionisti del settore non hanno fatto mancare nonostante le distanze. Questo contesto, che inizialmente ci è sembrato apocalittico, è divenuto oggi la nostra nuova normalità. E così nuove idee di impresa e approcci innovativi al digitale hanno preso piede, a fronte di nuove opportunità di business. E’ stato grazie all’e-commerce se tante aziende non sono state costrette a fermare la produzione e una nuova flessibilità da un punto finanziario e innovativo ha fatto, e sta facendo, da traino in questa rivoluzione. Si parla tanto, ultimamente, di “south working” e “reshoring”: due fenomeni che, soprattutto in conseguenza all’emergenza sanitaria, hanno vissuto un boom negli ultimi mesi. Aziende e lavoratori che tornano al Sud per fare impresa e lì fissano le basi per la propria crescita.

 

 

La trasformazione digitale nelle città italiane ha vissuto uno slancio sinora mai visto, ma questo non è accaduto in modo uniforme. Il centro-nord, infatti, si conferma sempre più digitalizzato rispetto al Sud, ma il Mezzogiorno vede alcune eccezioni che spiccano per l’approccio al digitale. Secondo la ricerca ICity Rank, che ha preso in esame 107 comuni capoluogo, nel 2020 Firenze si è affermata come la città più digitale d’Italia, sul podio insieme a Bologna (al secondo posto) e Milano (in terza posizione). Al nono posto spicca Cagliari, prima città del Mezzogiorno in campo digitale e capoluogo della Regione che è stata la culla del world wide web. Seguono Palermo (13°), Lecce (17°) e Bari (20°). 

Cagliari non brilla soltanto per digitalizzazione, ma anche in merito al rapporto costi/qualità della vita e per la capacità di fare impresa, attraendo sempre più imprenditori e startup. 

 

Leggi anche: Imprenditoria, makers e venture capital: Innois lancia una serie di iniziative digitali

 

 

Startup e imprese che hanno investito in Sardegna

 Tra le startup che in Sardegna hanno trovato terreno fertile per la crescita delle proprie imprese c’è Sardex, PMI innovativa del FinTech che ha sviluppato il primo circuito di credito commerciale in cui le aziende hanno la possibilità di finanziarsi reciprocamente a tasso zero. Questa realtà, che da anni opera in terra sarda, ha chiuso un aumento di capitale di 5,8 milioni di euro con CDP Venture Capital SGR, già azionista dal 2016 della società, insieme a Fondazione di Sardegna e Primomiglio, e si è aggiudicata la nomina nella nostra classifica delle Top100! del 2020.

 

 

 

Leggi anche: Il 2020 delle startup in Italia. Scarica il nostro paper!

 

Tra le ultime arrivate in terra sarda ci sono anche Certy, che permette di acquistare usato online in modo sicuro; ClickioItalia, nata nel 2018 al fine di sviluppare prodotti e servizi tecnologici per gli editori e servizi di marketing per le imprese, che sta vivendo una fase di espansione, e Footurelab, costituita nel 2018 a Sassari, che utilizza alte soluzioni tecnologiche per offrire analisi e monitoraggio delle prestazioni, supporto per lo scouting e assistenza ai tecnici in ambito calcistico.

Non solo startup ma anche numerose imprese hanno trovato nella regione sarda terreno fertile per la propria crescita ed espansione. Tra queste, ci sono Datrix, PMI innovativa che sviluppa soluzioni software di Augmented Analytics per finalità di marketing, sales, publishing e investing, che ha recentemente acquisito Paperlit; Spindox, una delle società di consulenza informatica più dinamiche in Italia che proprio in terra sarda conta il 10% della sua forza lavoro, e Lutech, azienda di 2.700 dipendenti che offre servizi e soluzioni Ict in 8 Paesi europei e che ha annunciato l’acquisizione della cagliaritana BeeToBit. Datrix e Spindox, inoltre, prenderanno parte al workshop “Southworking e Reshoring: come cambiano le geografie del lavoro organizzato da Innois   il progetto nato dalla Fondazione di Sardegna che crea innovazione e fa ecosistema, in collaborazione con StartupItalia, previsto il 28 gennaio a partire dalle 18.

 

Smartworking e reshoring, con uno sguardo al futuro e al mondo del lavoro, in continuo cambiamento, saranno i temi centrali. L’evento, moderato dalla vicedirettrice di StartupItalia, Chiara Trombetta, vedrà, tra gli ospiti, Davide Agazzi, Policy Advisor e PM di Brindisi Smart Lab; Giovanni Obino, Digital Business Director di Spindox; Jacopo Gerini, Chief Commercial Officer di Clickio e Mauro Arte, Chief Operating Officer di Datrix, con le loro storie che li hanno spinti a investire in Sardegna, punto di riferimento per il loro business.

Questo non è l’unico evento in programma lanciato da Innois, che si fatto strada tra le iniziative digitali e imprenditoriali sviluppate sul territorio. Dopo l’appuntamento del 28 gennaio, dal 16 al 19 febbraio si terrà in via telematica lhackathon Accesso remoto – Lavorare, formarsi e connettersi oltre la presenza fisica, in partnership e sponsorship con CDP – Fondo Nazionale Innovazione CDP Venture Capital Sgr – e Banco di Sardegna. Questo secondo appuntamento degli Innois Hack, gli hackathon organizzati da Open Campus nell’ambito del progetto Innois, tratterà i temi del remote working e del distance learning; risorse divenute indispensabili per proseguire le attività lavorative e formative durante l’emergenza sanitaria, immaginandone i possibili scenari di evoluzione con l’obiettivo di facilitare la gestione e la collaborazione di gruppi di lavoro e di studio a distanza mediante l’utilizzo di soluzioni tecnologiche. Un ampio programma di eventi e incontri, per adesso soltanto virtuali, che in terra sarda ha messo le basi per la creazione di un ecosistema ambizioso proiettato al futuro.

 

 

Digitalizzazione e qualità della vita in Sardegna

 Terra di tradizioni e innovazione. Secondo il rapporto elaborato dal Lab del Sole24Ore, il capoluogo sardo è al nono posto tra le città italiane dove si vive meglio, recuperando ben 11 posizioni rispetto allo scorso anno. Tra i parametri che sono stati oggetto di analisi ci sono: ricchezza e consumi; demografia e salute, dove Cagliari raggiunge la prima posizione; affari e lavoro, al 35esimo posto su tutta Italia; ambiente e servizi, anche qui in nona posizione; giustizia e sicurezza (al 24esimo posto); cultura e tempo libero. Soprattutto negli ultimi 5 anni, dal 2015 al 2020, il capoluogo sardo ha registrato una performance sempre migliore, passando dal 39esimo posto nel 2015 al nono di quest’anno. 

Una più alta attenzione all’ambiente, con un elevato indice di trasformazione digitale e sempre più zone coperte dalla banda larga caratterizzano la città. A Cagliari crescono anche gli investimenti in formazione (secondo questo parametro, si trova in prima posizione) e sono pochissime le imprese che cessano la propria attività. In questo senso, infatti, il capoluogo si posiziona al secondo posto, con una riduzione netta anche del gap occupazionale tra maschi e femmine. I costi di case e affitti non sono eccessivi; con una media di prezzo di vendita di 1400€/mq e canoni di locazione che si aggirano sui 480€. Con 450-500 euro al mese, ad esempio, si trovano abitazioni di 35/40 metri quadri in affitto a due passi dal centro città.

 

 

Da un punto di vista demografico, la città è in prima posizione in Italia. Non solo nascite, ma anche un alto numero di pediatri e medici di base garantiscono una buona qualità della vita e un bassissimo tasso di mortalità. 

Infine, si attesta all’undicesimo posto per offerte culturali. Il capoluogo è stato anche recentemente nominato “città gastronomica italiana dell’anno” dal Gambero Rosso, con tanti piccoli progetti indipendenti (dai panifici ai laboratori di pasta fresca) che puntano sulla qualità dell’offerta cittadina.

Insomma, pare proprio che Cagliari non abbia niente da invidiare a tante altre zone d’Italia. Indicatori resi evidenti anche dal fatto che sempre più imprese sono arrivate qui o decidono di ripartire proprio dalla Sardegna.