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Codice delle startup, il libro che raccoglie tutta la normativa italiana

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Codice delle startup, il libro che raccoglie tutta la normativa italiana

Intervista all’autrice Cristina Crupi, avvocato e Partner e Legal Expert per PoliHub

Intervista all’autrice Cristina Crupi, avvocato e Partner e Legal Expert per PoliHub

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Dal 2012 ad oggi tante cose sono cambiate in Italia. Una di queste riguarda l’ecosistema dell’innovazione: quasi dieci anni fa erano pochissime le startup attive nel nostro paese. Oggi sono oltre 10mila da nord a sud. In parallelo alla crescita di queste aziende si è formato un corpus normativo necessario per favorirne lo sviluppo e fondamentale da conoscere. «Il decreto 179 approvato nel 2012 è stata la pietra miliare: da quel momento l’Italia si è dotata di una normativa specifica per le startup innovative. Da quell’anno in poi ci sono stati nuovi interventi, ma sempre inseriti in testi di legge diversi, non specifici per startup». Così, per fare ordine, Cristina Crupi, avvocato ed esperta di diritto societario e civilistico, ha deciso di scrivere Codice delle startup, edito da Editoriale Scientifica. La pubblicazione raccoglie in maniera organica tutta la normativa e rappresenta uno strumento utile a professionisti come avvocati e commercialisti. Ma anche agli stessi Founder.

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Codice delle startup: le leggi da conoscere

«Con tanti decreti è ormai difficile orientarsi – ha spiegato Crupi a StartupItalia – e bisogna anche tenere conto di pareri e circolari del Ministero dello Sviluppo Economico». Nel pieno di una crisi economica che ha messo a dura prova anche l’ecosistema dell’innovazione, è dunque imprescindibile conoscere le leggi e il diritto delle startup. «Una parte del Codice delle startup è stata pensata proprio per gli imprenditori, perché devono conoscere il perimetro normativo in cui agiscono – ha argomentato Crupi, che è anche Partner e Legal Expert per PoliHub e tra le Unstoppable Women di StartupItalia –  molte startup muoiono per una serie di fattori: sono certa che uno di questi consiste nella cattiva conoscenza della policy».

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Secondo Cristina Crupi la conoscenza della policy diventa così dirimente, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Strutturato in tre sezioni (normativa, pareri e circolari e prontuario) e con utili schede riepilogative dei principali provvedimenti, il Codice delle Startup è aggiornato al DL Rilancio, ultimo provvedimento legislativo con il quale il governo è intervenuto in favore delle aziende innovative.

Startup act: cosa occorre

Trovandoci di fronte al primo testo che in Italia ha raccolto l’intera normativa sulle startup, abbiamo infine chiesto a Cristina Crupi quali sono i contesti esteri a cui rifarsi per continuare a sostenere l’innovazione nel nostro paese. «Il modello USA è senz’altro ottimo – ha risposto – ma non paragono mai il loro sistema al nostro: è strutturalmente diverso. E poi negli Stati Uniti c’è un tessuto più favorevole all’imprenditoria. L’Italia, purtroppo, non è ancora un paese amico delle imprese». Tra i punti su cui sarà necessario intervenire non manca il capitolo giustizia. «In Francia per dirimere una controversia commerciale bastano 300 giorni; in Italia ne occorrono 1400. Sembrano temi astratti, ma non lo sono. Il vero obiettivo sarebbe quello di pensare a una policy europea».