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Internet Safer Day: cosa fare sui social

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Internet Safer Day: cosa fare sui social

Facebook vuole dire la sua per rendere più sicuro l’ambiente digitale in cui ci muoviamo ogni giorno. Consigli pratici e un programma quadro per tutti

Facebook vuole dire la sua per rendere più sicuro l’ambiente digitale in cui ci muoviamo ogni giorno. Consigli pratici e un programma quadro per tutti

I social network sono nati e cresciuti così rapidamente che non è stato semplice per nessuno stabilire quali fossero le regole giuste da seguire a livello personale e complessivamente per tenere sotto controllo le nostre informazioni che circolano in questi luoghi digitali. Oggi, però, la maturità e la consapevolezza con cui ci accostiamo a questi servizi è decisamente cresciuta: gli stessi social se ne sono resi conto, e hanno iniziato (anche prendendo atto del nuovo approccio che la GDPR impone a tutti) a fornire nuovi strumenti agli utenti. Conoscerli, per poterli sfruttare, è un primo passo: vediamo quindi quali sono i principali nel mondo dei social di Mark Zuckerberg.

Il diario su Facebook

Ci sono diverse iniziative che si possono prendere su Facebook per tenere sotto controllo cosa postiamo, dove, chi vede quali contenuti. Innanzi tutto si può procedere a un controllo della sicurezza del proprio account, con uno strumento che consente di riportare a una configurazione di maggiore prudenza il proprio profilo: magari abilitando l’autenticazione a doppio fattore, quella che impone di ricevere ad esempio un SMS con un codice usa-e-getta per confermare il login, così da irrobustire la barriera all’ingresso.

Altro controllo utile è quello relativo alla privacy: quando abbiamo attivato il nostro account, magari molti anni fa, abbiamo inserito una serie di informazioni relative al nostro indirizzo email o il nostro numero di telefono, ma che probabilmente non vogliamo siano visibili a chiunque navighi su Facebook. Attraverso questo strumento si può capire esattamente cosa è visibile a tutti, cosa solo a specifiche categorie di utenti (amici, liste di amici ecc), e persino cambiare presente, passato e futuro del proprio diario modificando la “visibilità” dei post e modificandola a piacere per renderli tutti pubblici, tutti privati o una combinazione di questi parametri.

Infine ci sono le possibilità più ovvie: su Facebook si può “chiudere” un’amicizia semplicemente con un clic, eliminando un contatto dalla lista amici. Ma se non si vuole arrivare a tanto, ci sono altre strade per evitare di cascare in tranelli verbali o discussioni infuocate: un utente che sta attraversando un momento controverso può essere messo in pausa per 30 giorni, oppure si può decidere di non vedere più i suoi post sulla nostra timeline notizie (ma saranno sempre visibili visitando il suo profilo) smettendo di seguirlo. Occhio che non vede, flame che non parte.

Instagram e Whatsapp

Ci sono strumenti simili a disposizione anche su Instagram, luogo sociale volendo anche più complicato da gestire visto che ci si esprime per immagini. Se ci si trova a disagio si può scegliere di bloccare un altro account, oppure limitarne la visibilità sul proprio profilo (impedendo ad altri di leggere i suoi commenti) se qualcuno si fa troppo aggressivo. Instagram sta provando anche a inserire strumenti automatici di verifica, con filtri che intervengono a bloccare specifiche parole o frasi offensive. Anche in questo caso, comunque, vale un consiglio già fornito per Facebook: attivare il doppio fattore di autenticazione per il login, così da tenere maggiormente al sicuro il proprio account.

Su Whatsapp (e per estensione anche su Messenger) valgono invece altre raccomandazioni. Per esempio quella di limitare il più possibile la circolazione di notizie di dubbia provenienza o di messaggi tutti uguali (un tempo le avremmo chiamate “catene di sant’antonio”): l’inoltro senza costrutto di informazioni che non abbiamo verificato o inutili è all’origine di un rumore di fondo intollerabile, e Whatsapp si è mosso in questo senso per etichettare chiaramente quando qualcosa è stato “inoltrato molte volte” e ne ha limitato la possibilità di essere spedito ancora in giro. Qualcosa di simile l’ha fatto anche su Messenger, che tuttavia è un servizio decisamente meno sfruttato dagli utenti e dunque ancora piuttosto tranquillo da un certo punto di vista.

La netiquette si impara a scuola

Tra le altre iniziative di Facebook vale la pena segnalare anche Get Digital: è nata nel corso del 2020, e in Italia è stata lanciata a novembre scorso in collaborazione con Fondazione Carolina. L’idea in questo caso è mettere a disposizione materiali utili a formare digitalmente genitori, insegnanti e alunni, così da contribuire a un uso più consapevole degli strumenti social: conoscere meglio Facebook, e Internet in generale, permette di aggirare alcuni rischi nel suo utilizzo e sfruttarne fino in fondo in modo sicuro tutte le sue potenzialità. In un paio di mesi di attività, fanno sapere da Facebook, in Italia sono stati coinvolti già oltre 14.000 utenti.