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Anche i topi piangono. Disney, in rosso, chiude i negozi e punta sull’ecommerce

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Anche i topi piangono. Disney, in rosso, chiude i negozi e punta sull’ecommerce

Soltanto lo scorso anno il colosso dell’intrattenimento aveva annunciato oltre 28mila licenziamenti

Soltanto lo scorso anno il colosso dell’intrattenimento aveva annunciato oltre 28mila licenziamenti

Topolino fa fagotto e si trasferisce sul Web. La nuova strategia Disney per sopravvivere alla pandemia è puntare infatti tutto sull’intrattenimento domestico. Si salva il salvabile accelerando con Disney Plus, la piattaforma di contenuti in streaming che sta già dando numerose soddisfazioni, mentre ciò che un tempo era fisico dovrà necessariamente finire su Internet. È il destino che spetta a diversi Disney Store che saranno chiusi a favore dell’ecommerce nel tentativo di frenare le perdite. Aumentano insomma i dipendenti a rischio licenziamento che lavorano per il colosso dell’intrattenimento. Soltanto lo scorso anno era stata annunciata una riduzione di personale monstre pari a 28mila unità.

Serrande abbassate per i Disney Store

I numeri, del resto, parlano da soli. Nel pieno della pandemia, Disney ha registrato un passivo di oltre 710 milioni di dollari, mentre i ricavi sono scesi a 14,7 miliardi rispetto ai 19,1 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. A soffrire soprattutto i suoi parchi tematici, la riduzione degli incassi derivanti dalla proiezione dei film nelle sale cinematografiche, così come i 300 store sparsi in tutto il mondo.

Disney

Per questo Disney pensa a un repulisti significativo: chiudere almeno il 20% dei suoi negozi. Soltanto negli Stati Uniti d’America quelli che tireranno giù la serranda saranno 60. Questo nonostante negli USA di fatto non ci siano lockdown che ne impongano la chiusura, ma gli americani, a quanto pare, in quest’ultimo periodo preferiscono recarsi fisicamente solo nei negozi che vendono generi di prima necessità, acquistando online tutto il resto.

“Ora abbiamo intenzione di creare un’esperienza di ecommerce più flessibile e interconnessa che dia ai consumatori un facile accesso a prodotti unici e di alta qualità in tutti i nostri franchise”, ha indorato l’amara pillola Stephanie Young, presidente della Disney per i prodotti di consumo, i giochi e le pubblicazioni. I rappresentanti della società si sono rifiutati di comunicare alla stampa in quali località saranno chiusi i Disney Store e quanti dipendenti saranno licenziati. Si sa solo che le chiusure i negozi Disney che operano all’interno di altri punti vendita come i negozi Target negli Stati Uniti e i negozi Alshaya Group in Medio Oriente.