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Founders List 2021: le startup al femminile da tenere sott’occhio secondo SheTech

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Founders List 2021: le startup al femminile da tenere sott’occhio secondo SheTech

Le 10 founderche secondo SheTech sapranno contribuire in modo disruptive all’innovazione del sistema imprenditoriale italiano.

Le 10 founderche secondo SheTech sapranno contribuire in modo disruptive all’innovazione del sistema imprenditoriale italiano.

Mentre tutti stanno festeggiando la Giornata Internazionale delle Donne Lavoratrici, le professioniste lo vivono come ogni altro giorno in cui danno vita a progetti, iniziative e soprattutto imprese che portano valore aggiunto alla società, al business e soprattutto a creare nuovi role model che siano di ispirazione per le nuove generazioni di donne che vorranno diventare imprenditrici e C-Level di successo.

SheTech, l’associazione no profit nata con l’obiettivo di colmare il gender gap nel mondo della tecnologia, del digitale e dell’imprenditoria, attraverso attività di networking, empowerment e formazione, ha stilato la sua Founders List per il 2021. Non una classifica, piuttosto una fotografia delle imprenditrici che, considerato il mercato e il contesto sociale del momento, si ritengono essere le promesse dell’imprenditoria (non solo femmnile) per l’anno in corso.

Abbiamo chiesto a Chiara Brughera, General Manager di SheTech, quali siano i criteri che hanno portato alla selezione di queste dieci personalità e dei loro progetti: “Il requisito primario è che queste donne siano Founder o CoFounder delle loro realtà. Quando si parla di empowerment femminile è necessario ormai non parlare più “solo” di eccellenza nelle competenze, ma che queste portino le professioniste a ricoprire ruoli dirigenziali nella propria azienda. Solo con role model definiti e riconosciuti si può portare ad un vero empowerement di giovani donne in formazione. In secondo luogo queste professioniste devono essere alla guida di realtà che sono già attive sul mercato, che abbiano registrato fatturati di una certa rilevanza e/o che abbiano conquistato la fiducia di investitori privati o aziendali di rilievo attraverso round sostenuti. La selezione viene effettuata dal nostro Team Imprenditoria, costituito da professioniste (principalmente) e professionisti in corporation, venture capital o che sono angels ed investor privati. In questo modo sono individuati non solo il talento e le capacità della professionista, ma anche la bontà del business model della loro realtà e quanto questo risponda positivamente ai trend di finanziamenti del momento”.

Startupitalia, da sempre attiva nel empowerement femminile anche attraverso al suo progetto Unstoppable Women (il prossimo evento è in programma per il 18 marzo) che individua e raggruppa le più innovative professioniste del panorama imprenditoriale italiano, ha voluto abbracciare l’iniziativa di SheTech, segnalando fra quelle della Founders List 2021, quelle che più rappresentano anche i valori di Innovazione di Startupitalia. Ecco quindi la nostra top tre rigorosamente in ordine alfabetico, del tutto simbolica, senza nulla togliere alle altre indicazioni di SheTech, alle quali vanno le più grandi congratulazioni dell’intera redazione per il lavoro svolto e la capacità di farsi notare.

Valentina Garonzi, CEO di Diamante Srl, nata come progetto accademico, oggi è una società operativa in settore diagnostico-biotech e focalizzata sull’ambito molecular farming. DIAMANTE (Diagnosi di Malattie Autoimmuni mediante NanoTecnologie) è una società di capitali impegnata nella produzione e vendita di innovativi strumenti di diagnosi, il cui punto di forza consiste nell’utilizzo delle piante per la produzione ecosostenibile di nanoparticelle basate su virus vegetali modificati. La società è stata costituita nel 2016 e ad oggi ha maturato competenze notevoli nell’ambito dell’immunologia, della biologia vegetale e della biochimica. La start up ha ottenuto diversi grants Europei, ha vinto numerosi premi ed ha partecipazione a diversi programmi di accelerazione italiani ed europei.

Anna Gregorio è CEO di PICOSATS, spin-off dell’Università all’interno dell’area Science Park di Trieste. L’obiettivo della start up è quello di sfruttare le risorse spaziali per migliorare la nostra società in modo sostenibile, rendendo più rapido ed economico l’accesso allo spazio tramite l’utilizzo efficiente dei piccoli satelliti.

PICOSATS lavora a un sistema di telecomunicazioni miniaturizzato e performante, RADIOSAT, progettato con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea. La start up ha ricevuto numerosi premi, fra cui, nel 2020: Best Startup pitch al New Space Economy forum, Seal of Excellence della Commissione Europea.

Sabrina Fiorentino ha fondato SESTRE, startup Innovativa con sede a Trintapoli (BT) che realizza integratori nutraceutici da principi attivi estratti da prodotti della Dieta Mediterranea, venduti in tutta Italia attraverso un processo di personalizzazione prodotti e trasferimento tecnologico. Il team è totalmente femminile e composto da altre 4 giovani visionarie: Grazia M. Simone, biologa specializzata in Biochimica Clinica e ricercatrice farmaceutica; Sonia Elicio, Growth Manager che ha portato la start up ad una crescita del +450% nei primi tre mesi del 2020 nel mercato digitale; Gloria e Rosalba, graphic designer. A gennaio 2021, SESTRE ha registrato in incremento di fatturato del 128% rispetto al semestre precedente, e nel 2022 l’obiettivo è quello di lanciare una linea cosmeceutica a base di estratti di piante del bacino mediterraneo. L’evoluzione di SESTRE prevede infatti la creazione di una vera e propria filiera mediterranea in cui tutti i processi produttivi riducono o annullano completamente l’impatto ambientale.

Dal 2016 la lista di Women founders stilata da SheTech ha individuato alcune delle realtà più interessanti ed innovative nel panorama italiano fra cui: U-earth. Ludwig, FriendZ, Filo, Novis, Rice House, JustLock, Homepal, Moove e molte altre ancora.

Secondo il report Women in Tech” di Kasperski, il 31% delle giovani donne rinuncia a percorrere una carriera nel tech o come imprenditrice perché le mancano chiari punti di riferimento e role model a cui ispirarsi.

Risulta quindi più che mai fondamentale presentare e dare visibilità ad esempi di professioniste che sanno uscire dall’ombra dimostrando che la presa in carico di responsabilità, la progettazione, l’analisi e la guida di team numerosi e diversificati non sono nuove conquiste delle donne nel mondo del lavoro, ma realtà sempre esistite che hanno solo bisogno di maggiore rappresentazione, per non essere più considerate come interessanti unicum da analizzare, ma quotidianità forti, ben radicate nel tessuto economico e sociale e assolutamente ben performanti e proficue.