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Phoenix Creations, la startup che fa borse con un telaio della Rivoluzione francese

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Phoenix Creations, la startup che fa borse con un telaio della Rivoluzione francese

Con la tecnica dell’intreccio, Phoenix Creations utilizza un telaio con il quale si producevano gli arazzi per fare borse di pelle e filato

Con la tecnica dell’intreccio, Phoenix Creations utilizza un telaio con il quale si producevano gli arazzi per fare borse di pelle e filato

Borse fatte a mano con un telaio in legno risalente al ‘700 adattato alla lavorazione della pelle. Dietro la  storia delle borse artigianali di Parise c’è Phoenix Creations, startup innovativa nata a Padova, in piena pandemia, a maggio scorso, da un team di giovani imprenditori under40 provenienti dal mondo della finanza, della consulenza, del marketing e della comunicazione. “L’idea di dare vita a Phoenix Creations è maturata assieme a quattro amici – afferma Giulia Canil, CEO di Phoenix Creations – Ci siamo innamorati della lavorazione e del prodotto di Parise, che ha grandi potenzialità nel mercato. E poi, a noi piacciono le sfide. L’evoluzione della pandemia ci ha dato una visione prospettica di fiducia stravolgendo il vecchio modello di business per un progetto innovativo verso un futuro nuovo”.

La mission di Phoenix Creations è, infatti, quella di offrire una shopping experience che riesca a coniugare il digitale e l’artigianale in un momento in cui, secondo le statistiche, le vendite tramite piattaforme e-commerce sono destinate a salire dal 12 al 20%.

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Dal telaio alle borse artigianali

Le borse prodotte da Parise, che porta il nome della famiglia che ha creduto in una tecnica di lavorazione che ha quasi 300 anni, sono create con un telaio del ‘700. “Per fare un metro di filato impieghiamo un’ora circa – spiega la CEO – E lavoriamo sia la pelle che il filato. Le borse sono fatte di fettucce di pelle intrecciate, immesse nel telaio che crea trama e ordito. Tutto rigorosamente made in Italy. Una volta questa tecnica veniva utilizzata per produrre gli arazzi; noi la applichiamo anche alla pelle. Ci vuole un certo know-how e noi affianchiamo a questa tradizione l’innovazione con canali di vendita digitali, verso acquisti sempre più personalizzati ed esperienziali“. Proprio in questa direzione, Phoenix Creations sta lavorando, infatti, alla creazione di una virtual room.

“Il cliente del prodotto di lusso richiede, sempre più, un’esperienza – spiega Giulia – Per questo, stiamo lavorando affinché la personalizzazione, che sia più o meno digitale, venga sempre più apprezzata. Nel futuro, ci troveremo di fronte a una vera e propria multicanalità, per creare relazioni sempre più incentrate verso la conoscenza del cliente e la ricezione di feedback. Anche l’idea della gamification è molto interessante. Le persone, oggi, sempre più ricercano engagement e relazioni“.

L’ultima collezione è appena uscita a Milano e in Svizzera. “Abbiamo ripensato alla nostra rete di vendita concentrandoci anche verso un altro tipo di target, più giovane rispetto al nostro consueto – spiega la CEO – Il nostro utente-tipo, in media, ha tra i 35 e i 55 anni e, prevalentemente, è donna. Anche se i nostri prodotti sono principalmente indirizzati, infatti, alle donne, nel mercato asiatico troviamo riscontro anche da parte di un pubblico maschile perché la fisicità delle donne orientali è molto differente rispetto a quella occidentale. Inoltre, stiamo anche lavorando sulla linea uomo, con una particolare attenzione al mondo dello sport. Siamo da poco anche su Mirta, dove vendiamo i nostri prodotti online”.

Aumento di capitale e obiettivi di Phoenix Creations

Parise chiuderà alla fine del mese di marzo chiuderà un aumento di capitale. “Si tratta di un investimento dalle grandi potenzialità di crescita, ma con un rischio ridotto rispetto al venture capital puro perché derivante da un’attività già consolidata con un indotto produttivo di comprovata esperienza e grande tradizione”, afferma Dario Montagnese, uno dei soci fondatori di Phoenix Creations ed esperto di finanza.

Al momento, Parise ha  raccolto intorno ai 100.000 euro ma punta ai 300.000. “Questa somma, se raggiunta, ci permetterà di sviluppare il nostro business plan come PMI. Principalmente investono in noi italiani, ma siamo anche in contatto con il mercato straniero, sia europeo che extraeuropeo. Tra i nostri prossimi obiettivi c’è quello di allargarci e farci conoscere prima di tutto in Italia, poi in Germania e Svizzera e, successivamente, nei mercati del Nord Europa e degli U.S.A, per poi puntare alla Corea, dove si detta la moda del mercato asiatico – conclude Giulia – Inoltre, siamo alla ricerca di un partner industriale che lavori la pelle e conosca bene il mercato. Siamo ambiziosi ma, allo stesso tempo, forti della preziosa esperienza pregressa nel mondo del lusso e dell’artigianalità e delle competenze specializzate in ambito digitale, già dispiegate per far toccare con mano l’unicità del nostro intreccio a donne e uomini alla ricerca del bello”.