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Parli come uno startupper. Il glossario (incompleto) dalla A alla Z

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Parli come uno startupper. Il glossario (incompleto) dalla A alla Z

Nessun imprenditore è stato maltratto nella stesura di questo articolo

Nessun imprenditore è stato maltratto nella stesura di questo articolo

Dal momento che l‘ecosistema startup in Italia ha tante cose per cui essere celebrato, soprattutto in un momento storico in cui fare impresa richiede non poco sangue freddo, ebbene ci siamo voluti ritagliare un piccolo spazio di autoironia graffiante. Ecco a voi un breve glossario dello startupper dalla A alla Z. Abbiamo inserito alcuni di quei termini che affollano le call con tanto bla-bla-bla e complicano i flussi delle mail perché proprio non si capisce che cosa voglia intendere il nostro interlocutore con quell’inglesismo. Ci teniamo a precisare che nessuno è stato maltrattato o sbeffeggiato durante la stesura di questo elenco. Anzi, il glossario è volutamente incompleto, perché vorremmo aggiornarlo con l’intelligenza (o la stupidera) collettiva. Ci date una mano?

Sei startupper se…

Asap – l’acronimo ideale per il lunedì mattina. As soon as possibile significa che qualcuno ha bisogno di qualcosa da voi alla svelta (insomma, siete in ritardo).

Branding – Chi siamo? Cosa facciamo? Dove andiamo? Ma, soprattutto, gli altri lo sanno?

Call – ormai di uso comune, la call è la riunione in lingua italiana. Variante videocall per gli integralisti.

Deal – chiudere un deal significa avere chiuso un accordo. Anzi, un ottimo accordo.

Engagement – Generare engagement sui social è la libidine dei social media manager. Si tratta del coinvolgimento che un post, un’immagine o un video riesce a generare in termini di like, commenti, retweet, condivisioni (e anche meme). Se Elon Musk ti mette un cuoricino, per dire, l’engagement vola alle stelle.

FeedbackQuante volte avete letto “attendo un tuo feedback”. Significa riscontro. Insomma, fatevi vivi. O verranno a cercarvi.

Gamification – Tecniche ludiche del marketing per conquistare i clienti. Non è Fortnite comunque.

Hiring: Se sentite nominare questo termine significa che l’azienda è in cerca di assunzioni.

Kpi: Altro acronimo. Questo indica i cosiddetti Key performance indicator. Sono gli obiettivi quantitativi che una startup si fissa per scalare il proprio business. Vi tormenteranno per mesi.

Milestone – Quanto avete un obiettivo ci sono momenti di verifica. Quelli sono i milestone.

Open Innovation – Capita che le grandi aziende e le startup inizino a collaborare, perché queste ultime sono brave nel fare qualcosa in particolare. Ecco, questa è l’Open Innovation.

Pipeline – I sales (ops, commerciali) la utilizzano spesso. La pipeline di vendita è lo strumento con cui tengono sotto controllo i processi di vendita in corso con i vari clienti.

Quarter (Q) – in fila sono Q1, Q2, Q3 e Q4. Nient’altro che i trimestri che compongono un anno di business spumeggiante.

Leggi anche: Come parlano gli startupper (27 cose da sapere)

 

 

Reach – il reach è quel modo molto da startupper per dibattere di social. Il reach organico è dato da quante visualizzazioni o persone un post riesce a raggiungere senza dover pagare i Big Tech. Di solito è bassino.

Smarcare – verbo che nella lingua da startupper accetta la versione transitiva. Smarcare un task (vedi appena sotto) significa semplicemente aver fatto il proprio lavoro.

Task – Sono i compiti che superiori ci assegnano. E vanno, per l’appunto, smarcati.

Value proposition – Siamo belli e siamo bravi. Fareste un’affare a lavorare con noi.

Zoom – lasciate ogni speranza o voi ch’entrate.