MDW | Startup, innovazione e sostenibilità: quale futuro?
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Ultimo aggiornamento il 21 Marzo 2021 alle 19:04

MDW | 4 startup da tenere d’occhio per la sostenibilità

Alla MDW, durante l'incontro organizzato da Millionaire, sono state presentate quattro startup innovative che guardano alla sostenibilità

Quattro realtà innovative made in Italy che hanno saputo sviluppare il proprio modello di business nella direzione della sostenibilità e dell’attenzione al cambiamento climatico: terreno fertile anche per gli investitori. Stiamo parlando di Estrima, Hexagro, Anemotech e Pixies: startup che, seppur interessino ambiti diversi tra loro, si inseriscono all’interno di un ecosistema sempre più in evoluzione. Sono state presentate durante la Milano Digital Week 2021 nell’evento organizzato da Millionaire dal titolo “Startup e nuove professioni per una città sostenibile”.

Leggi anche: Al via la Milano Digital Week. Digitalizzazione e sostenibilità i temi centrali

 

Mobilità urbana sostenibile alla MDW

Le città producono il 75% delle emissioni globali di CO2, e tra i principali responsabili dell’inquinamento ci sono i trasporti. Estrima, con il suo Birò, si inserisce proprio in questo settore, presentando un piccolo veicolo elettrico  a quattro ruote che ha preso forma da cabine di sicurezza per trattori: apparecchi che l’azienda di famiglia di Matteo Maestri (founder di Estrima) produceva da quasi 50 anni. Con l’idea di creare qualcosa che avesse un impatto positivo sulla vita delle persone, Matteo si è messo a lavoro per dare una nuova vita a quelle cabine. “Il mio scopo era quello di creare un quattro ruote che potesse essere usato con la stessa leggerezza di uno scooter – ha detto Matteo – E, allo stesso tempo, che migliorasse la vita delle persone e non inquinasse. Birò, infatti, restituisce tempo e allenta lo stress del traffico cittadino”.

Questo veicolo non emette alcun tipo di polvere sottile né CO2 e si può utilizzare in sharing. “La nostra idea di sharing è quella di pensare a qualcosa che possa essere condiviso anche con la famiglia, con i vicini di casa”, afferma il founder. “Ad oggi, ne abbiamo venduti quasi 4.000, abbiamo concluso due round di investimenti e ci accingiamo a lanciarne un terzo”. La difficoltà maggiore? “Riuscire a conciliare l’esigenza di innovazione con la capacità di riuscire, poi, a gestirla“.

 

MDW : Differenziare per essere sostenibili

Nel campo della raccolta differenziata è nata Pixies, startup avviata da tre giovanissimi ingegneri di 25 anni di Roma che hanno dato vita a un robot alimentato a energia solare in grado di riconoscere e raccogliere rifiuti urbani, come le bottiglie di plastica, per 12 ore. “Grazie all’intelligenza artificiale abbiamo sviluppato un sistema di reti neurali che permette al robot di riconoscere, nello spazio, la posizione delle bottiglie di plastica – spiega Andrea Saliola, co-founder di Pixies –  e si alimenta a energia solare”.

Questa neonata startup, che ha iniziato la sua attività a gennaio, è a caccia di investimenti. “I primi investimenti hanno riguardato lo sviluppo della parte hardware – racconta Andrea – e inizialmente li abbiamo impiegati per comperare stampanti 3D, con le quali abbiamo progettato il robot. In futuro, vorremmo implementare il sistema al fine di riutilizzare proprio le bottiglie di plastica raccolte per stampare altri robot”. Tra i potenziali clienti di Pixies ci sono le utilities e le pubbliche amministrazioni non solo italiane.

 

Purificare l’aria per combattere i virus

Nel settore indoor e outdoor è arrivata Anemotech, che durante la MDW presenta theBreath, una fibra multi-strato per combattere lo smog assorbendo l’aria inquinata e rimetterla in circolo purificata. Inizialmente utilizzata per i cartelloni pubblicitari davanti alle impalcature dei palazzi, sta diventando una tecnologia sempre più applicata nel settore dell’arredo e del design. Una novità che ha ottenuto anche la certificazione biocida ed è, dunque, in grado di combattere i virus.

“Gli ambienti indoor sono inquinati tanto quanto quelli esterni. Soprattutto oggi, con lo smartworking, che ci costringe a trascorrere la maggior parte del tempo in casa – spiega Bruno Combi di Anemotech – Il ricircolo dell’aria nelle stanze è, pertanto, fondamentale. Per questo abbiamo ideato theBreath, che permette di ottenere un filtraggio passivo dell’ambiente. Il nostro sistema è già in uso in diversi uffici e multinazionali, ed è fondamentale anche per permettere a certe attività di poter ripartire in tempi di pandemia”. Realizzato vicino a Varese, theBreath è uno prodotto brevettato, antivirale, in continua evoluzione, e privo di inquinanti. “Principalmente siamo un modello B2B e dividiamo il nostro business in 3 pillar: outdoor e cantieri; indoor e applicazioni speciali – spiega Bruno – Tra i nostri clienti ci sono imprese e multinazionali, che integrano il nostro prodotto anche nelle autovetture. Al fine di rendere questo strumento sempre più all’avanguardia, collaboriamo anche con Università e startup, andando ad arricchire il nostro know-how così come le nostre competenze tecniche e di marketing”.

 

Agricoltura verticale e progetti sociali per Paesi in via di sviluppo

Hexagro ha messo a punto Poty: un innovativo orto verticale che può essere coltivato in ufficio o a casa. Creato da un team di ingegneri, designer, esperti di marketing e agronomi provenienti da sei diversi Paesi, tramite tecniche di agricoltura verticale, IoT e design biofilo, Poty non è solo un prodotto sostenibile ma viene anche impiegato in Colombia, dove è stato lanciato il progetto “Sierra Vertical“. “Al fine di garantire più produzione per tutti in maniera sostenibile, abbiamo trasferito il vertical farming in Paesi in via di sviluppo, come la Colombia – spiega Alessandro Grampa di Hexagro – Abbiamo messo assieme più tecnologie e iniziato a disegnare diversi prodotti con caratteristiche modulari, aggiungendo un design biomimetico ispirato alla natura“. Tra le tecnologie che più saranno richieste in futuro, infatti, c’è proprio il vertical farming.

“Poty si avvia con un sistema di fertirrigazione automatica. Abbiamo scelto questo tipo di irrigazione perché, da parte del cliente, è molto semplice da utilizzare e richiede poca manutenzione – spiega Alessandro – Inoltre, grazie al sistema di chatbot che forniamo, si può richiedere aiuto costante, avendo sempre a portata di mano una sorta di giardiniere di fiducia“. Nata nel 2016, Hexagro ha già vinto premi internazionali. “Lavoriamo soprattutto a San Francisco ma, in questo periodo, anche in Italia sta crescendo molto questo tipo di mercato – racconta Alessandro – Il prodotto base di Poty costa 199 euro, comprende 20 piante, e si può iniziare a coltivare dallo stesso giorno in cui arriva a casa, contribuendo non solo al rispetto per l’ambiente e per la propria salute, ma anche a progetti sociali come quello che stiamo portando avanti in Colombia”. Sviluppato soprattutto come modello B2B, Poty presto sarà impiegato anche all’interno di grandi realtà commerciali.

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