A Ollolai (Sardegna) compri casa a un euro. E il paese attira manager da tutta Europa - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 23 Marzo 2021 alle 9:30

A Ollolai (Sardegna) compri casa a un euro. E il paese attira manager da tutta Europa

Ollolai Capitale è un programma di successo di rigenerazione degli spazi urbani promosso dal comune sardo che si è posto come obiettivi il mantenimento della popolazione insediata e il ripopolamento del territorio con iniziative lungimiranti.

Quella del Comune di Ollolai (provincia di Nuoro) è una bella storia di successo, un laboratorio permanente di co-creazione, risultato di un grande sforzo di cittadinanza locale proactive. Un’esperienza che ha oggi l’ambizione di porsi come modello di sviluppo per altri paesi sardi (e non solo) che vivono le stesse dinamiche. Basti pensare che siamo nella Barbagia, vasta regione montuosa al centro dell’isola sarda, con 1.245 abitanti, il cui nome Ollolai deriva da un grido di guerra delle tribù che popolavano quelle zone dell’entroterra.

Un piccolo comune che oggi è diventato meta di manager e professionisti in smart working provenienti dalle città di tutto il mondo ed è stato persino il protagonista di un reality show olandese. Un programma di riordino urbano da oltre quattro milioni di euro, durante il quale l’amministrazione ha avuto l’intuizione di mettere in vendita le sue case al prezzo simbolico di un euro, per combattere lo spopolamento. Tante iniziative virtuose che hanno portato a un percorso di successo della comunità per la comunità.

Un nuovo mix sociale, generazionale, culturale ed etnico

Nella primavera del 2020, in piena pandemia, parte Ollolai.Capitale, Programma Integrato di Riordino Urbano (P.I.R.U.), un programma di rigenerazione degli spazi urbani promosso dal Comune di Ollolai che ha come obiettivi il mantenimento della popolazione insediata, il ripopolamento del territorio attraverso la valorizzazione delle sue risorse, lo sviluppo di un nuovo mix sociale, generazionale, culturale ed etnico, riscoprendo e aumentando la capacità di autocostruzione e attivazione dei suoi abitanti. Con un budget di 4.439.700 di euro. Il P.I.R.U. è stato finanziato da Regione Autonoma della Sardegna e condotto da Avanzi in raggruppamento con Caire (Reggio Emilia), Sardarch (Cagliari) e a|cube.

Un gruppo composto da architetti, ingegneri, urbanisti ed esperti in co-creazione e incubazione di impresa per sei mesi ha accompagnato il progetto nella sua realizzazione, anche grazie al ruolo cruciale di Silvia Di Passiocommunity manager che sin dall’inizio del percorso progettuale si è trasferita ad Ollolai, respirando quotidianamente la realtà del piccolo paesino.

Riconnette le persone agli spazi

Ollolai.Capitale è stato l’occasione per sperimentare una strategia di sviluppo e riattivazione sociale e territoriale fondata su un programma culturale che riconnette le persone agli spazi, la comunità locale e la comunità dei nuovi abitanti con lo spazio costruito, le aree collettive e i quadri ambientali.

Un progetto mirato a valorizzare le risorse di Ollolai e favorire il mantenimento della popolazione e il ripopolamento del territorio, riscoprendo e aumentando la capacità di attivazione dei suoi abitanti. Uno strumento della comunità che ha bisogno della comunità per costruire insieme lo sviluppo del territorio. Un’esperienza che ha oggi l’ambizione di porsi come modello di sviluppo per altri paesi sardi (e non solo) che vivono le stesse dinamiche.

Cinque interventi

Cinque interventi hanno caratterizzato lo sviluppo del P.I.R.U. :

  1. rigenerazione e riattivazione delle unità edilizie,
  2. rigenerazione del tessuto connettivo,
  3. luoghi e gli spazi relazionali, lo sport, la salute e la socialità,
  4. riqualificazione della Chiesa di S. Antonio e dell’ex asilo parrocchiale da destinare ad uso pubblico,
  5. interventi immateriali.

Mettendo in campo:

Azioni di co-progettazione con i bambini e le bambine della Scuola Elementare e laboratori per l’ideazione di un community hub all’interno dell’ex asilo parrocchiale.

Corsi di formazione sulla Gestione Sociale dell’abitare e percorsi di incubazione e accompagnamento per la creazione di un’Agenzia dell’Abitare all’interno della neo costituita Cooperativa di Comunità.

Attività di ascolto e consultazioni pubbliche per la rigenerazione del tessuto connettivo del centro storico con la progettazione di spazi gioco e nuove pavimentazioni.

Attività per studiare le potenzialità dello smart working e l’ipotesi di realizzazione di un co-working di comunità.

Azioni di narrazione delle persone e della comunità e marketing territoriale gestite dalla nuova redazione di Ollolai.Capitale costituita da un gruppo di giovanissime.

L’intuizione di vendere le case a 1 euro per contrastare lo spopolamento

Quattro anni fa sembrava destinato a diventare un paese fantasma, oggi invece il piccolo comune in provincia di Nuoro è divenuto meta ambita per smart worker provenienti da tutto il mondo.

La vera svolta c’è stata nel 2018 grazie a un’idea dell’allora primo cittadino Efisio Arbau, che decise di mettere in vendita tredici case in pieno centro storico al prezzo simbolico di un euro. Le abitazioni erano vecchie, da ristrutturare e in disuso, e i nuovi acquirenti avevano l’obbligo, da contratto di proprietà, di ristrutturarle e di mantenere in ordine l’edificio. Alcune case abbandonate e che nessun abitante poteva permettersi di ristrutturare erano ormai divenute dei veri e propri ruderi. Oggi quelle stesse case sono rinate, e a farsi avanti sono stati più di 2.500 aspiranti cittadini.

Ma non è tutto. Il fenomeno di Ollolai ha avuto una cassa di risonanza talmente ampia che una casa di produzione olandese ha deciso di ambientarvi un reality show: “Ollolanda”, rendendo il paese famoso anche nei Paesi Bassi e attirando anche molti olandesi.

Ed è così che, da borghetto dell’entroterra sardo, Ollolai, durante la pandemia è diventato meta ambita per manager e imprenditori di tutto il mondo che, dopo aver acquistato casa, vi si sono trasferiti, cambiando completamente stile di vita.

E dire che questo splendido paesino rischiava di essere inserito nella lista di quei borghi fantasma abbandonati.

Un caso che ha visto invece la sua popolazione protagonista di lungimirante accoglienza e ospitalità.

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