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Clubhouse, il social apre alle donazioni ai content creator

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Clubhouse, il social apre alle donazioni ai content creator

Il 100% della somma andrà al destinatario. Ma come si sosterrà la società nel lungo periodo?

Il 100% della somma andrà al destinatario. Ma come si sosterrà la società nel lungo periodo?

D’ora in avanti, su Clubhouse, sarà possibile donare una somma in denaro ai propri content creator preferiti. Attraverso il pulsante “Send money”, la società ha infatti intenzione di inaugurare una serie di toll che consentiranno a ciascun utente di monetizzare sulla base della capacità di fidelizzare la propria community. Come ha assicurato Clubhouse in un post non ci saranno spese di commissione: il 100% della donazione andrà al destinatario. Il trasferimento di denaro sarà possibile grazie alla collaborazione con Stripe.

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Clubhouse: niente advertising

Come si legge su Tech Crunch, l’obiettivo di Clubhouse non sarebbe quello di puntare sulla pubblicità, ma di far sì che la monetizzazione degli iscritti provenga soprattutto dalle donazioni e dal sostegno diretto da parte delle community. Dopo poco più di un anno di attività, la società fondata in Silicon Valley è stata valutata un miliardo di dollari e l’Italia sembra essere uno dei mercati più interessanti per questo social. Il fatto però che non ci siano commissioni su questa nuova forma di monetizzazione non smarca il campo da una domanda: come potrà diventare sostenibile il business di Clubhouse quando non basteranno più i fondi del Venture Capital?

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La strada di OnlyFans

Al di là dell’hype che si è generato nei mesi scorsi attorno a Clubhouse – con pochi altri precedenti in Italia – resta la questione di come la piattaforma penserà di strutturare il proprio modello di business. OnlyFans, una piattaforma che permette alle persone di pagare per avere contenuti esclusivi da parte di content creator (spesso con poca seta addosso), dovrebbe guadagnare dagli abbonamenti dei suoi iscritti un miliardo di dollari soltanto nel 2021.

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E rimanendo sempre sul tema dell’esclusività, sembrerebbe che Clubhouse non sia destinato a restare a lungo come l’unico social a puntare sull’audio. Tempo fa è emerso che anche Facebook è al lavoro per un prodotto rivale e proprio nei giorni scorsi pure LinkedIn si è aggiunto al gruppo.