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Patreon vale 4 miliardi di dollari. E chiude un round da 155 milioni

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Patreon vale 4 miliardi di dollari. E chiude un round da 155 milioni

Meno di un anno fa la società era stata valutata 1,2 miliardi

Meno di un anno fa la società era stata valutata 1,2 miliardi

Con la chiusura dell’ultimo aumento di capitale da 155 milioni di dollari, Patreon, la piattaforma che aiuta content creator, influencer e micro influencer a guadagnare grazie al supporto spontaneo della propria fanbase, è stata valutata 4 miliardi di dollari. Meno di un anno fa l’azienda era stata valutata 1,2 miliardi di dollari. Tiger Global Management ha guidato il round di cui hanno dato notizia il Wall Street Journal e TechCrunch. Il successo di Patreon si spiega anche con l’accelerazione digitale avvenuta durante il difficile anno della pandemia, con milioni di persone chiuse in casa e l’esplosione dell’intrattenimento online. Stando ai dati resi noti dalla società, 30mila nuovi content creator si sono registrati sulla piattaforma soltanto nelle prime settimane di marzo 2020, quando l’emergenza sanitaria iniziava a chiudere interi stati con i primi lockdown.

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Jack Conte, Co-Founder di Patreon

Patreon, la storia

Fondata nel 2013 da Jack Conte e Sam Yam – compagni di stanza al college – Patreon ha sfruttato un nuovo modo di consumare contenuti online. Conte lavorava come musicista e, nonostante un certo successo di pubblico grazie alle visualizzazioni su YouTube, era difficile convertire tutta la fatica in entrate economiche per sostenere il proprio lavoro. Così ha deciso di abbozzare un sito in cui fossero i suoi fan a supportarlo senza intermediari. Yam è stato subito catturato da questa idea, al punto che in poche settimane Patreon era già funzionante. In tutti questi anni, calcola Patreon, grazie alla piattaforma artisti e content creator hanno guadagnato oltre 2 miliardi di dollari.

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La sostenibilità del business di Patreon si regge sulle commissioni (dal 5 al 12%) che la piattaforma impone alle transazioni. Con piccole o grandi donazioni, la società ha permesso, da una parte, ai fan di sentirsi partecipi del successo e del percorso artistico dei content creator e, dall’altra, ha aperto le porte a questi ultimi a una nuova forma di interazione con i propri follower, sganciata dalle monetizzazioni e più concentrata sulla fidelizzazione.