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Via libera per i vaccini nei luoghi di lavoro. Già pronte 7mila aziende

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Via libera per i vaccini nei luoghi di lavoro. Già pronte 7mila aziende

Firmato il Protocollo tra Governo, aziende e sindacati per i vaccini in azienda. I costi del servizio sono a carico del datore di lavoro, mentre il vaccino è fornito dallo Stato. Sarà somministrato a tutti i lavoratori che ne abbiano fatto richiesta, indipendentemente dalle tipologie contrattuali

Firmato il Protocollo tra Governo, aziende e sindacati per i vaccini in azienda. I costi del servizio sono a carico del datore di lavoro, mentre il vaccino è fornito dallo Stato. Sarà somministrato a tutti i lavoratori che ne abbiano fatto richiesta, indipendentemente dalle tipologie contrattuali

Si tratta di un piano parallelo alla rete ordinaria di vaccinazione nazionale anti-Covid, che sarà subordinato alla disponibilità di dosi e che presuppone l’adesione volontaria dei datori di lavoro e dei lavoratori. Le aziende potranno vaccinare i propri dipendenti, con il supporto dei medici aziendali e della rete Inail. E’ stato siglato, al tavolo tra governo e parti sociali, il Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti-Covid nei luoghi di lavoro.

Nel protocollo si prevede che i costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.

La vaccinazione sarà volontaria e la somministrazione del vaccino è riservata ad operatori sanitari in grado di garantire il pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie adottate per tale finalità e in possesso di adeguata formazione per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 e viene eseguita in locali idonei che rispettino i requisiti minimi.

Il supporto dei medici aziendali

Il documento stabilisce che i datori di lavoro, singolarmente o in forma aggregata e indipendentemente dal numero di lavoratrici e lavoratori occupati, con il supporto o il coordinamento delle Associazioni di categoria di riferimento, “possono manifestare la disponibilità ad attuare piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione anti-Covid nei luoghi di lavoro destinati alla somministrazione in favore delle lavoratrici e dei lavoratori che ne abbiano fatto volontariamente richiesta”. L’accordo prevede che i vaccini siano somministrati a tutti i lavorati, su adesione volontaria, indipendentemente dalla tipologia contrattuale con cui prestano attività nell’azienda, e ai datori di lavoro. Inoltre, il protocollo stabilisce che i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente o non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail.

In alternativa alla modalità della vaccinazione diretta, laddove i datori di lavoro intendano collaborare all’iniziativa di vaccinazione attraverso il ricorso a strutture sanitarie private, possono concludere, anche per il tramite delle Associazioni di categoria di riferimento o nell’ambito della bilateralità, una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini.

Costi e informazioni su vantaggi e rischi

I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, inclusi i costi per la somministrazione, sono a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe, aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi sanitari regionali. Nel documento, inoltre, si precisa che se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, il tempo necessario è equiparato all’orario di lavoro e che la somministrazione del vaccino è riservata ad operatori sanitari e viene eseguita in locali idonei.

Il protocollo stabilisce che dovrà essere il medico competente a fornire ai lavoratori adeguate informazioni sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione e sulla specifica tipologia di vaccino, assicurando inoltre l’acquisizione del consenso informato del soggetto interessato, il previsto triage preventivo relativo allo stato di salute e la tutela della riservatezza dei dati.

Al momento sono oltre 7.000 realtà aziendali che hanno aderito. Si attendono le disponibilità delle dosi.