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LIFTT investe 400mila euro in Drivesec, la startup della cyber secutiry delle auto

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LIFTT investe 400mila euro in Drivesec, la startup della cyber secutiry delle auto

La startup torinese first mover in un mercato che nel 2030 varrà dieci miliardi di dollari, grazie anche agli imminenti obblighi normativi previsti dalla UE. Il punto di forza della tecnologia di Drivesec è la capacità di cambiare il modello di validazione dei prodotti automotive e dell’Internet of Things

La startup torinese first mover in un mercato che nel 2030 varrà dieci miliardi di dollari, grazie anche agli imminenti obblighi normativi previsti dalla UE. Il punto di forza della tecnologia di Drivesec è la capacità di cambiare il modello di validazione dei prodotti automotive e dell’Internet of Things

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LIFTT sostiene con una importante iniezione di liquidità da 400.000 euro per lo sviluppo del prodotto e della parte sales di Drivesec, startup ”Made in Turin” che anticipa i trend prossimi venturi in tema di sicurezza della mobilità e della connettività wireless.

Drivesec nasce dall’intuizione del suo CEO Giuseppe Faranda Cordella, manager di livello internazionale con importanti trascorsi in FCA e con una specifica expertise nello sviluppo dei prodotti di componentistica, nell’aftermarket automotive e nell’Internet of Things, che nel 2017 allestisce la startup focalizzata sul tema delle tecnologie di connettività che necessitano di sicurezza digitale. Un’area vastissima e inesplorata, se solo si pensa alla proliferazione delle connessioni wireless che rendono molto vulnerabili agli attacchi digitali i tool e i device informatici presenti ovunque nelle nostre case, come nei nostri garage: le auto moderne sono a tutti gli effetti computer con le ruote, e ancor più lo sono i veicoli elettrici e le vetture a guida autonoma.

Gli attacchi informatici alle auto

La conseguenza dell’incremento della disponibilità di connettività è che gli attacchi informatici alle auto nell’ultimo quinquennio hanno visto una crescita esponenziale. A inizio dicembre 2020 sono stati registrati circa 600 danni informatici a scapito di automobili, e risale ormai al 2015 il celebre caso dell’attacco informatico dimostrativo condotto negli Stati Uniti su una Jeep Compass. Due hacker riuscirono a distanza a prendere il controllo dell’auto mentre si trovava in autostrada, e a portarla fuori strada. Fu un esperimento consapevole, ma ha dimostrato come una persona con sufficienti skill possa prendere il controllo di una qualsiasi auto in qualsiasi momento.

La necessità di verificare il livello di protezione di veicoli e sistemi di sicurezza porterà a un’espansione molto importante del mercato del testing dei requisiti di sicurezza: tutti i sistemi IoT, prima di andare in produzione dovranno infatti essere testati. La UE sta definendo un apposito “bollino” che certificherà l’affidabilità informatica del dispositivo IoT, che si tratti di un drone, di un sistema di assistenza vocale, del contatore della luce o delle componenti elettroniche di una vettura. La certificazione, nel mondo dell’automotive, diventerà obbligatoria dal 2022 mentre per gli altri mercati sarà una certificazione volontaria che sarà definita da un’agenzia dell’Unione Europea, l’Enisa.

Il punto di forza della tecnologia di Drivesec è la capacità di cambiare il modello di validazione dei prodotti automotive e dell’Internet of Things.

La propria piattaforma di “digital testing”

Oggi, i test di sicurezza vengono svolti alla fine del processo di sviluppo del prodotto, prima di essere messo sul mercato. Il modello pensato da Drivesec, supporta lo standard ISO 21434 e rende le valutazioni dei requisiti di sicurezza più flessibili, fornendo una piattaforma che, grazie ad un dispositivo remoto, si collega all’elettronica dell’auto e permette di avere accesso alle centraline. Ciò consente di anticipare i tempi della validazione, riducendo costi e time to market dell’implementazione delle features di sicurezza, e sviluppando importanti economie di scala.

Inoltre, Drivesec ha un obiettivo di lungo termine per la propria piattaforma di “digital testing”: lo sviluppo di software che svolgano in maniera automatica le attività necessarie alla certificazione della qualità delle misure di sicurezza implementate dal produttore.

Obiettivi che rispondono ad una precisa esigenza di un mercato, quella della cyber security nell’automotive, che è in forte crescita e che un rapporto McKinsey stima che raggiungerà un volume di circa 10 miliardi di dollari da qui al 2030, mentre già oggi si aggira sui 5 miliardi. All’interno di questo mercato Drivesec si colloca nel segmento più legato alla compliance con la normativa e il cui picco di crescita è atteso già nel 2025.

Sono 12 i progetti finanziati dal Venture Capital (operativo da circa un anno)

Per LIFTT si tratta del dodicesimo investimento in assoluto in poco più di un anno di operatività e del secondo nel mondo della mobility dopo Electra Vehicles. Si tratta di una scelta che è nata anche grazie alle indicazioni del CEIP, il Centro Estero per l’internazionalizzazione del Piemonte e del team di Business Analysis di LIFTT che ha individuato un trend ad elevato potenziale nella mobilità del futuro e nella connessione, e nei relativi problemi legati alla sicurezza che ne derivano. Adesso sarà iI team di Project Management di LIFTT a seguire il percorso di crescita di Drivesec, in stretta partnership con quello guidato da Giuseppe Faranda Cordella. Il finanziamento di LIFTT servirà a sviluppare la piattaforma di “testing” che prevede diversi step tra il 2021 e il 2022 per passare da prototipo a prodotto, e ad iniziare lo sviluppo della parte commerciale. Da rilevare che Drivesec ha già un significativo portafoglio clienti ed ha sviluppato, sul fronte enti certificatori, una importante partnership con TUV Sud.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Grande la soddisfazione espressa da Giuseppe Faranda Cordella: “La nostra proposta di fatto delinea un mercato ancora inedito, senza competitor, proponendo una piattaforma di tool informatici in grado di effettuare self assessment e self certification, con benefici tangibili per produttori, certificatori e consumatori. Quando abbiamo deciso di cercare un supporto agli investimenti abbiamo visto diverse realtà e LIFTT ci è piaciuta perché è un investitore che ha un approccio differente rispetto agli altri sia dal punto di vista dell’inclinazione etica sia relazionale: ci ha colpito l’interesse a valorizzare il prodotto e le competenze del nostro team, che ha un’esperienza pluridecennale nel mondo automotive.”

Parole a cui fa eco il commento di Guido Panizza, Head of Project Management di LIFTT: “Mentre nel settore dell’information technology il tema della cyber security è partito agli inizi degli anni ‘80 e si è già consolidata un’ampia offerta, la sicurezza nell’automotive e nell’IoT è ancora un “prato verde”. L’analisi di mercato mostra un forte incremento della domanda di servizi di validazione ma mostra anche l’inesistenza di tool automatici, ed è questo il punto di forza della proposta Drivesec: portare sul mercato un modello di testing disruptive che la posiziona come un first mover dalle elevate potenzialità che LIFTT esplorerà in tutte le declinazioni possibili”.

“Per LIFTT – conclude il CEO Giovanni Tesoriere  si tratta del 12° investimento in poco più di un anno, molti dei quali trascorsi in un contesto economico sfidante che tuttavia non ha fatto che accelerare scenari che confermano la bontà delle nostre intuizioni e del nostro modus operandi. Questa operazione in particolare individua un contesto di opportunità normativa raro da trovare oggigiorno: di fatto, opera su una domanda di mercato guidata da un regolamento che è un fortissimo driver per la crescita del mercato stesso.”

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