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Videogiochi e sport, avversari o amici per la pelle?

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Videogiochi e sport, avversari o amici per la pelle?

AC Milan e QLASH hanno dato vita a una partnership che dimostra quanto il gaming e il calcio giocato possano fare intrattenimento comune

AC Milan e QLASH hanno dato vita a una partnership che dimostra quanto il gaming e il calcio giocato possano fare intrattenimento comune

Non c’è soltanto il calcio giocato. Anche quello che viaggia su software e nell’abilità dei gamer sta guadagnando terreno (e parecchio pubblico). Finora si è sempre guardato al mondo degli esport come conflittuale rispetto a quello delle discipline olimpiche, al punto che la classica boutade degli esport alle Olimpiadi ottiene sempre l’effetto di un fiammifero acceso in una polveriera. Per andare oltre questo sterile dibattito, l’ecosistema si sta strutturando, con best practice anche in Italia che mostrano quanto il mondo fisico – quello della palla sferica – e quello degli esport – Twitch&Co – possano eccome dialogare e crescere insieme. StartupItalia ha partecipato al primo appuntamento di Round One Warming Up, con un webinar dal titolo Calcio reale e virtuale, modalità nuove e consolidate per dialogare con i fan, organizzato da IIDEA, la Confindustria italiana del videogioco.

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Videogiochi: tripla A e mobile

«Noi crediamo che l’opportunità di questo business sia creare contenuti per i giovani, facendo da ponte tra vecchio e nuovo mondo. Con il Milan abbiamo iniziato l’avventura nel calcio con una vera e propria partnership, dando vita al team esport AQM». Luca Pagano, CEO & Co-Founder di QLASH, ha spiegato tutte le potenzialità del medium videoludico per fare intrattenimento. Il settore è in continua crescita, anche in Italia, e i trend evolvono anno su anno. «Al di là dei titoli tripla A come FIFA, sento che il mondo mobile resta un’opportunità clamorosa. Sono anni che il mio obiettivo è educare tutti alle opportunità degli esport».

Il caso Milan

Nel webinar ha preso la parola anche Luca Bertarini, International Commercial Strategy Manager di AC Milan, responsabile di una divisione nuova, sbocciata all’interno di un team blasonato e con più di un secolo di storia.  «Mi occupo di sviluppo del brand a livello internazionale, soprattutto in Asia e in Cina. Con Qlash abbiamo iniziato il progetto sugli esport. Nel gaming vai ad approcciare una fanbase più giovane, ma non per forza. Gli appassionati di videogiochi possono essere fan da una vita e grazie a queste iniziative ricevono un altro strumento per stare in contatto con la propria squadra del cuore. La decisione di fondare un team esport è stato un passaggio importante. Vogliamo far sì che AQM sia un team con la propria identità».

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Uno dei principali luoghi digitali per alimentare questo intrattenimento legato ai videogiochi è senz’altro Twitch. Sulla piattaforma di streaming il Milan ha inaugurato il proprio canale a fine 2020. «Si tratta di un’iniziativa riuscita – ha commentato Bertarini – perché trasmettiamo un palinsesto di contenuti sportivi con una forte componente ludica». L’opportunità di Twitch sta anche in format nuovi e mille possibilità di sperimentare. «Il bello degli esport – ha concluso Pagano – è che puoi avere Paolo Maldini da una parte e Paolocannone dall’altra (uno dei pro gamer italiani più forti nel mondo di League of Legends, ndr) nello stesso programma».