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Gorillas, l’unicorno del delivery alla conquista dell’Italia

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Gorillas, l’unicorno del delivery alla conquista dell’Italia

StartupItalia ha intervistato Alessandro Colella, general manager di Gorillas per l’Italia, dove l’azienda, nata a Berlino, è sbarcata alla fine del mese scorso

StartupItalia ha intervistato Alessandro Colella, general manager di Gorillas per l’Italia, dove l’azienda, nata a Berlino, è sbarcata alla fine del mese scorso

A marzo del 2020, l’imprenditore di origine turca Kağan Sümer fonda a Berlino Gorillas, un’app di delivery, basata su una rete di piccoli centri di distribuzione di quartieri, nei quali lavorano solo biker e dipendenti in dark store. Esattamente un anno dopo, lo scorso marzo, l’azienda chiude un round di serie B da 290 milioni di dollari, raggiungendo lo status di unicorno, con una valutazione complessiva di oltre un miliardo di dollari.

“Durante le prime settimane della pandemia, Kağan Sümer ha avuto l’idea di convertire il suo appartamento in un mini-market: di fatto il primo store di Gorillas”, racconta Alessandro Colella, general manager di Gorillas per l’Italia, a StartupItalia. “In pochi mesi, dopo una prima raccolta fondi da oltre un milione di euro, è stata varata la prima versione dell’app e Gorillas si è diffusa velocemente a Berlino e in tutta la Germania”. Date le ottime premesse in patria, il fondatore dell’applicazione ha deciso di espandere il business, nel corso dell’anno successivo, nelle capitali di molti altri Paesi: Amsterdam, Londra, Parigi, New York e, per finire, Milano e Madrid.

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L’azienda, fondata sull’idea della spesa consapevole, volta a ridurre gli sprechi di cibo, presenta caratteristiche particolari rispetto al delivery tradizionale, con particolare attenzione alla sostenibilità e al sostegno delle comunità locali in cui è presente. In primo luogo, appoggiandosi su una serie di dark store, riesce a consegnare la spesa in 10 minuti dall’ordine, con costi di consegna più bassi. In più, è possibile per il cliente scegliere fra più di mille prodotti, inclusi piccoli rivenditori locali.

La storia di Gorillas

StartupItalia: Qual è la storia di Gorillas, prima che sbarcasse in Italia?

Alessandro Colella: «Gorillas nasce poco più di un anno fa a Berlino, da un’intuizione del founder Kağan Sümer, imprenditore di origini turche, trasferito a Berlino qualche anno prima. L’idea alla base dell’azienda è molto semplice. In un mondo che sta producendo così tanta innovazione, com’è possibile che non sia tuttora possibile comperare beni prima di necessità, come quelli acquistati quando si va a fare la spesa, on demand e in tempo reale?»

SI: In che modo si è passati dalla teoria alla pratica?

AC: «Il CEO ha raccontato di aver avuto l’idea di convertire il suo appartamento in un mini-market durante le prime settimane della pandemia: di fatto il primo store dell’azienda. In pochi mesi, dopo una prima raccolta fondi dal valore di oltre un milione di euro, è stata varata la prima versione dell’app e Gorillas si è diffusa velocemente prima a Berlino e poi in tutta la Germania, tra l’autunno e l’inverno. A dicembre del 2020 è stato lanciato il primo mercato internazionale, ad Amsterdam, che ha riscosso un successo ancora maggiore. A quel punto è arrivato un round di Serie A da 40 milioni di dollari».

SI: Il colpo grosso è arrivato lo scorso marzo con l’investimento da 290 milioni di dollari e l’unicorno.

AC: «Il round di Serie B ha portato a un’accelerazione decisiva del mercato di Gorillas a livello globale. Tra marzo e fine giugno hanno aperto le sedi di Londra, Parigi, New York, Milano e Madrid».

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La spesa del futuro

SI: Alla base del successo di Gorillas c’è la novità nell’intendere il concetto di delivery: l’ordine arriva a casa in dieci minuti. Come riuscite a garantire un servizio simile?

AC: «Tutto inizia dall’app di Gorillas, nella quale si trovano i prodotti presenti tra gli scaffali del supermercato e non solo. Una volta ordinata, la spesa viene spedita a casa entro dieci minuti. Riusciamo ad arrivare in così poco tempo grazie a una rete di dark store di proprietà, ossia dei supermercati senza accesso al cliente, organizzati in modo tale da ottimizzare la cosiddetta attività di pick & pack nel minor tempo possibile, tra i 60 e i 90 secondi».

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SI: Di recente si è molto discusso delle condizioni del lavoro dei rider. Qual è la politica della vostra azienda in proposito?

«Gorillas si definisce una biker driven company. La squadra di biker costituisce un pilastro essenziale dell’azienda: abbiamo costruito un quadro giuridico chiaro, sul quale si fonda il contratto dei dipendenti che si occupano di consegne. Una volta entrati in Gorillas, inizia un percorso formativo e professionale, basato su contratti a tempo determinato, che, dopo sei o nove mesi, possono portare a un contratto a tempo indeterminato e all’inserimento nell’azienda anche in altri ambiti, come gli store. Cerchiamo inoltre di assumere personale locale delle città in cui la società apre le proprie sedi, unendo, alla possibilità di impiego, iniziative di sostenibilità e riqualificazione dei quartieri, a partire dall’utilizzo di soli bici elettriche e pulizia delle strade».

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Il piano di Gorillas per l’Italia

SI: Nel catalogo di Gorillas si trovano sia articoli comuni nella grande distribuzione, sia prodotti di nicchia. Un aspetto fondamentale, specialmente in un mercato enogastronomico di eccellenza, come quello italiano.

AC: «Siamo partiti in Italia con un assortimento iniziale di circa 1.500 prodotti, ai quali presto se ne aggiungeranno altri. Nel nostro Paese, abbiamo deciso di puntare molto sulla gastronomia, carne, frutta e verdura: prodotti freschi. Per cercare di soddisfare ogni cliente, nel catalogo sono presenti alcuni prodotti conosciuti nella GDO e altri conosciuti più a livello locale. Così da attuare due idee alla base di Gorillas: la sostenibilità e il sostegno ai mercati gastronomici del luogo in cui ci troviamo. In più, è possibile acquistare articoli specifici per alcune tipologie di clienti, come, ad esempio, quelli senza glutine».

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SI: I primi quattro store hanno aperto a Milano. In quali altre città italiane è previsto l’arrivo di Gorillas?

AC: «Il piano di espansione in Italia prevede di aprire ogni mese una sede in una nuova città e ogni settimana una nuova location, per le prossime 52 settimane. Le prossime mete italiane di Gorillas, già confermate nel programma, saranno Torino, Roma e Genova. Da qui, l’azienda andrà poi a focalizzarsi su altri centri urbani. Le scelte si basano su vari aspetti, da quello demografico, al Pil procapite, alla possibilità di avere accesso a una rete di fornitori locali».